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Author Archive for: profstanco

Clemente al capezzale

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
16/01/2008

La Sandra Lonardo sta male.


Malissimo.


E’ a letto influenzata.


Dove gli arresti domiciliari l’hanno trovata e lasciata.


Mastella – alla Camera per presentare il disegno di legge sulla giustizia – ha rassegnato le dimissioni.


Al Parlamento e non al Capo dello Stato, che lo aveva nominato. Ma queste sono finezze da costituzionalisti.


Stupisce la motivazione: Mi dimetto perche’ fra la famiglia ed il potere, io scelgo la prima.


Che significa?


Che alternative aveva per scegliere il potere?


Ammazzare moglie, consuocero ed una ventina di colleghi di partito?

Il volto dello spirito maligno

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
16/01/2008

Guido Calabresi introduce ai suoi studenti il mistero della responsabilità civile (quali sono i criteri che guidano il risarcimento del danno) con una fiaba: se improvvisamente apparisse uno spirito maligno e vi chiedesse chi è disposto a sacrificare diecimila giovani vite ogni anno in cambio di un dono per l’intera umanità, chi accetterebbe questo dono?
Pare che nessuno degli studenti di Calabresi sia disposto ad accettare il dono dello spirito maligno.
Eppure è quello che facciamo ogni giorno salendo in macchina: accettiamo il rischio di uccidere o di essere uccisi per una comodità che assomiglia molto al dono di un dio malvagio.
Ratan Tata ha il volto del dio malvagio di Calabresi. Eccolo:
rnt_1_lakh_carPrima di tutto, la sua macchina, una concept car, carina, terzomondisticamente desiderabile, come il computer portatile di Negroponte o la radio a manovella dell’Unicef, costa centomila rupie che non arrivano a contare duemila euro, e può essere acquistata da molte persone che prima dovevano accontentarsi di una macchina usata.
In questo modo, Ratan Tata diffonde il dono della macchina dove prima erano solo motorini.
O meglio: diffonde il dono della macchina nuova dove prima erano solo macchine usate.
Non solo.
Per poter fare questo dono, Ratan Tata ha industrializzato una parte importante del Bengala: la sua macchina può essere un dono perché il lavoro necessario a confezionarla costa poco. Secondo gli slogan dei suoi avversari, la Tata Nana è una macchina carrozzata con il sangue degli operai.
Forse, tutto questo non è vero.
Forse, Tata merita di essere considerato un magnate buono.
In ogni caso, criticare il consumismo degli indiani dal nostro punto di vista è ipocrita: le nostre biciclette sono una scelta in alluminio iperleggero, le loro hanno la pesantezza di quelle dei nostri nonni, per i quali la seicento fu una liberazione assai più piacevole delle lotte partigiane.

Mutande alla pizzaiola

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
15/01/2008

I negozi di biancheria intima assomigliano a luna park della passera.
Calze, culottes, parigine, brasiliane.
Sete, tulle, pizzi e trine.
Promettono improbabili trasfigurazioni.
Sarebbe più onesto proporre mutandoni tartufati e slip meringati, a seconda dei gusti.
Almeno il palato potrebbe correggere quello che gli occhi non vorrebbero vedere.

La solitudine delle riforme

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
15/01/2008

Si parla molto della riforma elettorale.
La Corte costituzionale ne parlerà il 16 gennaio e la sentenza di ammissibilità – o inammissibilità – dei referendum elettorali sarà pubblicata entro il 10 febbraio.
Dopo, spetta al governo indire i comizi elettorali per una data compresa fra il 15 aprile ed il 15 giugno 2008, a meno che non si vada ad uno scioglimento anticipato delle Camere, nel qual caso il procedimento referendario sarebbe sospeso per un anno ed il referendum dovrebbe svolgersi non prima del 15 aprile 2009.
La riforma elettorale presenta molti nodi.
Il nodo principale riguarda il metodo della riforma elettorale.
Le leggi elettorali sono strumenti più o meno complessi per la trasformazione dei voti in seggi.
Ciascuno di questi strumenti determina i potenziali vincitori ed i potenziali perdenti della competizione elettorale.
E’ inevitabile che i partiti giochino un arrocco reciproco e che rendano sostanzialmente improponibile una riforma elettorale.
Sta qui la solitudine delle riforme elettorali: ogni gruppo parlamentare è inevitabilmente solo dinanzi a delle scelte che non possono non separarlo dagli altri movimenti politici.
Se è così, il metodo delle riforme elettorali passa inevitabilmente attraverso il dialogo referendario.
Ma non nel senso dei referendum elettorali proposti da Guzzetta e Segni: il referendum abrogativo in materia elettorale obbliga a ritagli articolati, assai complessi e defatiganti dal punto di vista della tecnica legislativa. Il prodotto referendario è facilmente peggiore della legge oggetto di referendum. Perfino in questo caso.
No.
Forse, il metodo da seguire è il referendum propositivo: un meccanismo che consenta direttamente al corpo elettorale di scegliere la forma della democrazia  elettorale.
I partiti dovrebbero avere il coraggio di chiedere al popolo di scegliere fra due o tre modelli alternativi: un maggioritario puro, senza vincoli di coalizione, un proporzionale corretto in senso maggioritario, con dei premi di maggioranza, un maggioritario corretto in senso proporzionale, sfruttando i resti e le soglie di sbarramento.
Ma chiedere il coraggio ai partiti è cosa che fa tremare le vene ai polsi.

La sapienza del pastore tedesco

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/01/2008

Il Rettore della Sapienza ha invitato il Papa.
Alcuni professori hanno protestato.
La colpa del Papa è di avere difeso la chiesa su Galileo.
Ovvero di avere idee personali sul processo a Galileo.
Probabilmente le idee personali del Papa sul processo a Galileo sono le idee della chiesa su questo processo.
I problemi sono, secondo me, due.
Primo.
L’università può negare la libertà di parola ad una persona perché non condivide le sue opinioni personali?
No.
Se la Chiesa non poteva sollevare Cordero dall’insegnamento della procedura penale perché non condivideva il suo approccio, egualmente l’università non può negare al Papa di spiegare le sue opinioni, per quanto discutibili e da discutere.
Secondo.
Perché l’università ha bisogno del Papa per inaugurare l’anno accademico?
Forse la sua presenza non è necessaria.
Può anche essere considerata inopportuna, a meno che non sia accompagnato da altri prelati e religiosi in rappresentanza di tutte le confessioni.
Se è possibile sostenere che i laici non hanno il diritto di contestare le idee dei religiosi o di pronunciare anatemi contro di loro, è altrettanto opportuno rendersi conto che la presenza religiosa in una manifestazione laica assomiglia a quella di una mosca nel latte.
Non c’entra proprio nulla.
Anzi, dà un certo fastidio.

I pois di Berlusconi

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/01/2008

Ieri Berlusconi ha occupato pesantemente i nostri televisori.
Prima ha denunciato l’intesa sulla legge elettorale raggiunta con Veltroni.
Non sarebbero possibili accordi con una maggioranza liberticida.
Il problema sarebbe il disegno di legge Gentiloni sul conflitto di interesse.
Poi ha presentato Pato, il nuovo giocatore del Milan.
In entrambi i casi ha confermato il look scravattato di piazza San Babila: una sciarpa di seta blu a pois su camicia villosamente aperta.
I pois di Berlusconi non sono amichevoli.
Ricordano un po’ un cantante lirico.
Hanno la stessa eleganza degagé.
Contemporaneamente sciolta ed impacciata.
In ogni caso, fa pensare.
Fra il Berlusconi su Pato, il Berlusconi sul conflitto di interessi, il Berlusconi sulla riforma elettorale non ci sono soluzioni di continuità.
Berlusconi occupa uno spazio della domenica televisiva che è lo spazio del chiosco degli sportivi.
Non c’è nulla da fare.
Un politico che è un affabulatore da bar ha un potere straordinario.
Parla direttamente al cuore del suo elettorato.
Il suo successo calcistico impegna il suo potere politico.
Rifiuta il conflitto di interessi perché lo scaccerebbe da un porto sicuro, dal caffé corretto con la sambuca che illumina il pensiero degli altri avventori sulla logica delle tre punte.
Rifiuta il consenso sulla bozza Bianco (se esiste ancora) perché non ha bisogno di una riforma elettorale per conquistare i voti di una coppa intercontinentale.
Tutto questo è stato molto elegante.
Il presentatore della domenica sportiva ha fatto aspettare Berlusconi per tutto il tempo di uno spot della Acer e lo ha interrotto prima del tempo per dare spazio alle domande sul colore (giallo) delle scarpette del nuovo fenomeno milanista.
I pois di Berlusconi sono restati cortesemente imperturbabili.
Questo aggio mediatico, che permette al padrone del pipi di godere di un plusvalore di legittimazione democratica, è il vero problema della riforma elettorale.
Qualsiasi gioco sulle regole elettorali deve partire dai presupposti della competizione politica, ponendo gli attori sullo stesso piano.
Altrimenti la competizione resterà falsata.
Almeno fino a quando D’Alema non diventerà il presidente della Roma e comprerà Ronaldinho.
O Fini sbarcherà nella perfida Albione conquistando il Chelsea.

Il giardino segreto delle donne

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/01/2008

Il giardino segreto delle donne è al centro delle loro gambe.
Segreto.
Perché proibito.
Proibito.
Perché segreto.
Ne sono giardiniere attente.
La forma di questo giardino svela molto.
Può essere denso.
Quasi una foresta pluviale.
Egualmente selvaggio ed impenetrabile.
Oppure rado.
Come una brughiera.
Dolce del sapore dell’erba al mattino.
Ma può anche essere un deserto.
Senza neppure un filo d’erba.
Attentamente ripulito.
Nel primo, la giardiniera è orgogliosa della propria natura.
La rispetta.
Nel secondo, la giardiniera si coltiva.
Come un giardino all’italiana.
Segue i propri contorni.
Li addolcisce.
Ma lascia sempre il seme della natura selvaggia.
Nel terzo, la giardiniera abbandona la propria natura.
La doma completamente.
Quasi a trasfigurarvi il suo pensiero.
Sempre la bellezza di un giardino segreto è l’animo del suo giardiniere.

La consistenza etica del pattume

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/01/2008

I primi camion di rifiuti della Campania sono stati caricati su una nave e scaricati in Sardegna.
Il governatore Soru ha accettato che lo smaltimento di questi rifiuti avvenisse nell’inceneritore di Cagliari.
E’ una scelta politicamente coraggiosa ed economicamente proficua.
Lo smaltimento dei rifiuti ha un costo e questo costo, non mite, migrerà dalla regione Campania alla regione Sardegna.
Tutto questo è una applicazione solo apparente del principio chi inquina paga.
E’ solo apparente perché questo principio non riguarda solo il costo economico degli inquinamenti, ma anche il loro costo ambientale e questa seconda parte di costo si sposta da chi ha prodotto l’inquinamento a chi ne subisce le conseguenze.
Questo naturalmente non è giusto.
E’ ancora meno giusto se si guarda alla consistenza etica del principio chi inquina paga.
Questo principio non è solo una regola di risarcimento del danno, per cui chi cagiona ad altri un pregiudizio deve indennizzare i danneggiati della perdita che ha cagionato.
E’ una regola etica per cui chi causa un danno all’ambiente deve assumersi ogni conseguenza.
Che suona nel senso di costituire ognuno di noi custode dell’ambiente in cui vive.
Se si applica la consistenza etica di questo principio, si ha che chiunque quando decide di produrre rifiuti deve sapere che quei rifiuti saranno smaltiti nelle immediate vicinanze del suo giardino.
Non lontano dal suo giardino e vicino al giardino di un altro.
Solo se so che la discarica accanto alla mia città serve per i miei rifiuti posso essere disposto ad accettarla.
Nello stesso tempo, solo se so che i rifiuti che produco avveleneranno l’aria respirata dai miei bambini posso sentirmi coinvolto da un approccio sensibile e responsabile alla gestione dei miei rifiuti.
Lo smaltimento fuori regione dell’emergenza campana è accettabile solo in una logica di emergenza.
Ma quale emergenza dura da oltre dieci anni senza diventare la quotidianità?

Chi li ha sciolti? (Fiona)

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/01/2008

Fiona in fiorentino non suona benissimo.
Sottintende una "c" aspirata che può non essere particolarmente lusinghiera.
Fiona assomiglia in maniera quasi speculare alla sposa di Shrek.
La può impersonare in un film non di animazione.
O in una versione Roger Rabbit del cartone animato.
Il suo problema è che non se rende conto.
Agita i suo tacchi n. 12.
Infagotta le gambe in tristissime calze color carne.
Si costringe in un tailleur di almeno due taglie sotto la sua.
Viola.
Orrendamente viola.
Butta sul viso – con la mestolina dell’intonaco – un trucco pesantissimo, disfatto alle dieci del mattino.
Difficile guardarla senza avere paura.
Parla.
Parla.
Parla.
Avvicinando il viso all’interlocutore, portando i suoi denti macchiati di rossetto ad una distanza imbarazzante, alitando ferocemente.
Ancora una volta, il bussolotto delle caramelle contro il mal di gola è provvidenziale.

Topina Bruni e gli anelli sarcastici

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
10/01/2008

Sarkozy non è un uomo fortunato.
Ha fatto appena in tempo a regalare un anello di fidanzamento alla Carla Bruni che la stampa ha fatto sapere che questo anello è identico ad un altro già indossato dalla piuttosto chiaccherata moglie Cecilia.
Può essere lo stesso anello, nuovamente regalato per tirchieria oppure per ragioni erotiche: come mi piacciono le donne con gli anelli di Christian Dior nemmeno con le calze a rete…
Oppure può essere lo stesso modello di anello, scelto per pigrizia o per le stesse ragioni sentimentali che si sono appena evidenziate.
Non cambia molto.
E’ una operazione di cattivo gusto quasi plateale.
Come chiamare l’amante con lo stesso nomignolo della moglie: topina questa, topina quella e non si rischiano errori dalle conseguenze potenzialmente devastanti.
E’ una vicenda anche un po’ sfortunata.
Successe la stessa cosa al mio povero nonno che passò un lungo periodo di vacanze forzate, secondo la definizione di Berlusconi, a Rodi.
Tornò con un certo numero di croci di Rodi che si era fatto fare da un artigiano.
Ne regalò una alla nonna.
Le altre era solito usarle come doni per le "fidanzate".
Finché una di queste non portò la sua croce sullo stesso tram in cui la portava anche la nonna, insieme al nonno ed alla mia mamma, che ebbe l’avventura di vedere il suo babbo pubblicamente malmenato dalla nonna e dalla fidanzata.
Gli anelli sarcastici sono pericolosissimi.

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