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L’allievo supera il maestro

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
19/02/2026

Il mio maestro aveva l’apparenza di una persona particolarmente simpatica e con uno splendido carattere.

Magari un po’ distratta e pasticciona.

Mi chiese una volta sola di accompagnarlo in Corte costituzionale per discutere un conflitto fra poteri di un certo rilievo e ricordo ancora che quando lo chiamarono corse verso il banco degli avvocati, la toga svolazzante, la borsa, come sempre stracolma, e inciampò.

Non cadde ma per riprendersi lasciò cadere la borsa da cui scappò fuori il pigiama di Spiderman con cui aveva dormito la sera prima.

Quindici giudici vestiti del lugubre manto dietro al quale la Costituzione si nasconde quando deve manifestarsi, lo osservarono assai divertiti e un po’ sorpresi.

Ho raccontato questo aneddoto talmente tante volte da non sapere nemmeno più fino a che punto sia vero, se il pigiama era di Spiderman o Mandrake o se erano solo dei calzini blu. Tendo ad esagerare quando parlo di lui.

Oggi, però, più o meno nella stessa situazione, mi sono trovato a dover tirar fuori dalla borsa il fascicolo con la fretta di chi non si aspettava di essere chiamato così presto e di veder finire davanti a me, insieme alle carte del processo, sul banco degli avvocati un paio di mutande da femmina che ancora mi domando come ci siano finite.

Ho, finalmente, superato il maestro.

Non in scienza, ovviamente.

Alice piange (Anche oggi esami)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
13/02/2026

Alice ha frequentato tutto l’anno.

In prima o in seconda fila.

Ha preso appunti con grande precisione e attenzione, la calligrafia minuta e ordinata.

Non ha fatto l’esame fino all’ultimo appello del primo semestre. Come molti altri, peraltro.

Lo supera, bene, dimostra intelligenza.

Comunico il voto.

Si mette a piangere.

Resto interdetto: ha fatto bene, sottolineo. Mi è piaciuto molto come ha esposto e ancor di più la serietà con cui ha seguito Perché piange?

Risponde che non piange né per l’esame, né per il voto. Piange perché quando ha iniziato a seguire le mie lezioni aveva delle idee, persino una ideologia. Ed io le avrei dimostrato, lezione per lezione, che tutto quello in cui credeva poteva essere oggetto di dubbio, essere falsificato, e che questo le ha lasciato un gran vuoto dentro.

Mi domando che cosa rappresenti meglio il punto di partenza del mio modo di interpretare la Costituzione e mi rispondo che, dal mio punto di vista, il costituzionalismo moderno nasce allo snodo fra la guerra dei sette anni e la rivoluzione americana e che si manifesta pienamente nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1789. Che il quesito di ricerca che mi ha sempre mosso è perché Robespierre, che ci credeva davvero nei diritti universali dell’uomo, abbia voluto reprimere Toussaint Louverture che non voleva altro (ed oltretutto apparteneva a una classe di privilegiati). Che mi sono risposto, molto alla Bentham, che era la distruzione del velo di Maya: la dichiarazione universale serve a sorvegliare e controllare individui che l’illusione dell’eguaglianza spinge verso l’illusione dei diritti. Che è questa ambizione con cui una massa Sanfedista ambisce a libertà piccolo borghesi consente alle élites mercantili di governarla senza ricorrere al ferro, in un’età in cui il ferro non sarebbe più sufficiente.

E dopo essermi confessato tutto questo mi viene solo da chiedere perdono ad Alice.

La satira è anche di destra

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
09/02/2026

Un comico di destra è stato invitato a Sanremo.

Chissenefrega, verrebbe da dire, anche se l’espressione non è politicamente corretta, soprattutto se riferita alla destra.

La sinistra insorge: ha preso in giro la Schlein, è un comico sessista, fa battute politicamente scorrette.

La Meloni ribatte che se lei viene presa in giro da Natangelo sul Fatto Quotidiano, allora Elly può essere presa in giro a Sanremo. Magari ha ragione. Magari ha ragione Renzi che osserva che farebbe meglio ad occuparsi di sanità e fisco, anche se lo stesso discorso vale per quella sinistra che ha protestato contro il comico di destra.

Il comico rinuncia all’incarico (e al cachet).

La RAI se ne esce con un comunicato in cui manifesta solidarietà per il comico che giustamente avrebbe espresso preoccupazioni per la integrità propria e dei suoi cari. Come dire: anche questo è un problema di sicurezza pubblica.

Viene da pensare che, forse, se io fossi un comico, ed essere un professore di diritto costituzionale, di questi tempi, non è troppo diverso, avrei preso le critiche di chi contesta la mia comicità troppo greve come  un motivo per dimostrare di essere capace anche di uno humour alto: vengo ma, state tranquilli, non farò nessuna battuta politicamente scorretta e dirò tutto il bene di tutti facendo ridere lo stesso.

Sono brutti i tempi in cui i giullari si autocensurano. Ma ancora più brutti quelli in cui i politici protestano contro di loro: Spadolini non ha mai accusato Forattini per averlo rappresentato come un salume. Vale per la Meloni, vale per la Schlein.

Tuttavia non è vero che la satira è solo di sinistra.

Basta leggere lo schema del d.l. sicurezza: l’art. 17, intestato Disposizioni in materia di accertamenti concorsuali e di requisiti per l’accesso ai ruoli e alle carriere della Polizia di Stato, stabilisce che gli appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato che esercitano funzioni di polizia (evidentemente ci sono dei poliziotti che fanno altro) e gli allievi dei corsi di formazione per l’accesso ai ruoli della Polizia di Stato che partecipano a concorsi, interni o pubblici, per il passaggio o l’accesso ai ruoli e alla carriera superiori della Polizia di Stato non sono sottoposti agli accertamenti dell’efficienza fisica e, per la parte già effettuata all’atto dell’accesso ai ruoli, agli accertamenti psicofisici.

In pratica, se si capisce bene, in un provvedimento di urgenza collegato al bisogno di far fronte alla straordinaria emergenza collegata ai fatti dell’Askatasuna, è finita, insieme a molte altre, anche una norma provvidenziale per il personale della Polizia di Stato.

Un poliziotto, una volta che, a diciotto anni, più o meno, ha superato il test di efficienza psico-fisica rimane perfettamente sano e in perfetta forma per tutta la sua vita lavorativa e non c’è più bisogno di ripetere questo accertamento ogni volta che fa un concorso interno per salire di grado.

Viene da chiedersi perché non anche i Carabinieri, la Guardia di Finanza, le Guardie Forestali, i Vigili del Fuoco, la polizia urbana e quella venatoria? Che differenza c’è?

E cosa c’entra con l’Askatasuna una norma che crea una stirpe di superuomini, i poliziotti, che resistono alle offese del tempo.

Anche la destra fa satira, solo che la fa con i decreti legge, e questa è la satira che il paese si merita.

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