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ProfStanco

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Author Archive for: profstanco

Lunedi’, fisiatra (nano azzimato)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/02/2008

E’ alto poco piu’ di sessanta centimetri sopra il metro.
Azzimato come solo i nanetti sanno essere.
La sciarpa di cachemire portata con un movimento ampio, quasi che non corresse il rischio di inciampare.
La cravatta che segue la moda immaginaria di chi non e’ abituato a portarla ma solo a vederla su Ridge di Beautiful (si chiamava cosi’?).
Il vestito tagliato sulla moda di Frankie Cali’.
Siede impettito: il classico mezzo uomo che allontana il cuore dal culo irrigidendo la schiena.
Entra la sua dottoressa: 40 anni di un impermeabile ampio con calze nere e decollete lucide. Un sogno da luci al neon, lento ricordo di un tram chiamato desiderio.
Si irrigidisce ancora di piu’, drizza il collo come se il suo naso avesse una erezione.
Non e’ difficile immaginarlo steso sul lettino, con un qualche slip_esalta_pacco, della stessa ditta che produce i mocassini del miliardario ridens.
Ma – caspita e pofferbacco – possibile che ci sia gente che si finge malata per l’illusione di un corteggiamento?
In fondo anche questo e’ pagare.

Il fisco di Valentino: osservazioni qualunquiste

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
08/02/2008

Qualche mese fa, sulla metà di agosto, Valentino Rossi è stato oggetto di un avviso di accertamento per oltre 120 Milioni di Euro.
La questione è stata su tutti i giornali.
Il problema era se effettivamente il centro della sua vita personale fosse Londra, dove aveva fissato la residenza, o la Romagna, dove pare che abiti.
Nel primo caso, avrebbe dovuto pagare le tasse alla Regina di Inghilterra, nel secondo a Napolitano.
All’epoca apparve a rete unificate con un video di gusto piuttosto discutibile ed indimenticato.
Oggi, si sa che Valentino Rossi ha chiuso ogni controversia con il fisco pagando 20 Milioni di Euro.
Una cifra sicuramente molto significativa.
Ma molto meno ingombrante di 120 Milioni di Euro.
Non sembra molto giusto.
Le tasse sono un dovere.
Un dovere spiacevole, ma un dovere.
E non sembrano poter essere oggetto di transazioni.
Prima di tutto, perché le transazioni introducono un elemento di disparità di trattamento fra chi ha pagato tutto quando doveva pagare e chi ha aspettato il contenzioso per chiudere una lite risparmiando cifre importanti.
Ma anche perché dietro alle tasse ci sono dei doveri di solidarietà, che vengono misurati – costituzionalmente ponderati – sul parametro della capacità contributiva e la capacità contributiva non può cambiare in virtù di una transazione.
La transazione poteva essere corretta solo se il fisco avesse sbagliato l’avviso di accertamento.
Però avrebbe dovuto chiamarsi rettifica, non transazione.
E’ un ragionamento qualunquista ma non si può davvero fare a meno di osservare che 20 Milioni sono poco più del 15% di 120 Milioni.
Poco.
Davvero poco.

Martedì grasso (Oggi frittelle)

13 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
05/02/2008

Un bambino come tanti.
Martedì grasso.
Torna a casa.
Pieno di coriandoli.
Contento.
La mamma ha finito di preparare il pranzo.
Un po’ torva.
E’ a dieta.
Il padre è seduto.
A capotavola.
Il posto del paterfamilias.
Tutto è quasi allegro.
Malgrado la pasta scotta: la mamma mette l’acqua a bollire, quando bolle butta la pasta, quando la pasta è cotta spenge l’acqua, quando arriva il paterfamilias – e possono essere passate anche due ore – la scola.
Ma ci sono le frittelle.
Che bello, le frittelle: arrivano le frittelle.
Il paterfamilias le addenta e fa una faccia strana.
Il bambino le addenta e fa una faccia strana.
Il bambino guarda il padre.
Il padre non guarda il bambino.
La madre guarda entrambi, minacciosa.
Nessuno dice nulla.
Tutti mangiano le frittelle di riso.
Di riso al ragù avanzato dalla domenica.
Spolverato di zucchero, però.

Marini va da Napolitano – Una buona notizia?

15 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
04/02/2008

L’attuale crisi è stata interessante.
La formula scelta da Napolitano è interessante.
Napolitano ha proposto a Marini un incarico per un governo di scopo.
Lo scopo del governo era una riforma elettorale che consentisse una maggiore governabilità.
Ci sono due aspetti critici in questa formula.
Entrambi riguardano i poteri ed il ruolo del Capo dello Stato, che dovrebbe incarnare una funzione di garanzia, sostanzialmente e formalmente fuori dal gioco politico.
Il primo è che il Presidente della Repubblica ha preso posizione nel confronto fra democrazia diretta e rappresentativa chiedendo al premier incaricato di far sì che la rifoma elettorale blocchi il referendum.
Forse, il Capo dello Stato non può prendere questa posizione.
Non può contrastare (o chiedere di contrastare) il potere referendario.
Il secondo è molto più delicato.
Finora il Presidente della Repubblica ha sempre gestito le crisi di governo verificando la possibilità di una nuova maggioranza.
Lasciando ai partiti ed ai gruppi parlamentari il compito di individuare la piattaforma politica della nuova maggioranza.
In questo caso, la piattaforma politica è stata individuata dal Capo dello Stato, che ha chiesto di trovare un accordo su un preciso programma.
Ma questo non è il suo compito.
Il nostro ordinamento costituzionale chiede al governo di presentarsi davanti al Parlamento per ricevere la fiducia su un programma di cui si assume la piena responsabilità politica.
Tutto questo è particolarmente grave, perché il fallimento di Marini è diventato anche il fallimento di Napolitano.
E se il Presidente della Repubblica incarna la Costituzione, il suo fallimento è anche il fallimento della carta costituzionale.

Chi li ha sciolti? (Cuckhold)

22 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
03/02/2008

E’ da qualche parte su splinder.
Mi ci è cascato l’occhio.
Lui racconta tutto contento che la moglie è tornata e lo ha svegliato, lo ha baciato e gli ha chiesto: Senti nulla di diverso? (bella domanda del piffero per uno che fino ad un attimo prima dormiva della grossa, viene da dire)
Lui dice di non aver sentito nulla di diverso, ma lei gli avrebbe confessato: Sai sono uscita con ____, abbiamo fatto l’amore, lui ha sversato nella mia bocca ed io non mi sono potuta "esumare" dal trangugiare tutto il suo desiderio.
Avrei risposto con un: E me lo vieni anche a dire? Brutta ____ che non sei altro!
La mia flemma, temo, si sarebbe trasfigurata in sonori ceffoni.
Lui, no.
Era tutto contento: Come la amo … Come è stata carina … Come mi eccita …
Sarò anche limitato ma non riesco a condividere.
Essere baciato da una che ha in bocca il sapore di un altro mi manderebbe in bestia.
Parecchio.

Lei (Una come tante, ma non se ne è mai accorta)

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
03/02/2008

E’ una come tante.
Non nel senso di normale, perché, in fondo, siamo tutti un po’ normali.
Ma proprio nel senso di qualunque.
Una persona qualsiasi.
Però e tuttavia, non se ne è mai accorta.
E’ assolutamente convinta – ferocemente convinta – convinta in buona fede di essere una persona particolare.
Così se deve arrivare ad una festa arriva all’ultimo.
Entra come se fosse Audrey Hepburn.
Ma non lo è.
Per nulla e affatto.
Perciò e allora, la sua entrata – il suo ingresso – quel penetrare la stanza come se avesse un fascino a forma di coltello non sortisce nessun effetto.
Tutto resta come prima.
Tranne lei, imbronciata su un divano, sola come solo lei sa essere sola, una bambina viziata che comincia ad accorgersi che quell’aria da lolita stona con la crema per il viso che indossa prima di andare a letto.
Forse diventa bella.
Forse, in quel momento, diventa bella.
Ma è quasi impossibile accorgersene: per come è entrata, è quasi impossibile accorgersene.

L’ultimo dei merdaioli

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
02/02/2008

Il merdaiolo è stato un mestiere.
Un mestiere piuttosto faticoso: si trattava di entrare dentro le fosse biologhe e scavare la merda, buttandola su un carretto per evitare che tracimasse.
Era l’ultimo dei merdaioli.
Aveva fatto questa vita e poi era stato messo da parte dalla tecnologia degli spurghi.
Era un uomo mite.
Piccolo.
Magro, di quella magrezza nervosa che svela una muscolatura feroce.
Fece l’imbianchino.
Senza fortuna.
Studiò a lungo per una patente da autista di bus.
La prese.
Vinse il concorso per guidare gli autobus di linea.
Diventò un autista ferocissimo.
Aveva un elevatissima considerazione per il codice della strada che utilizzava come se fosse una arma impropria: Il pedone non attraversa sulle strisce ed io accellero, Quella macchina non rispetta lo stop ed io ci vado contro, Quel tizio è in bicicletta sulla corsia preferenziale faccio del mio meglio per passarci sopra.
Il tutto finiva con qualcuno che si imbestialiva: Hai ragione ed io ho torto ma dovevi proprio venirmi addosso?
Le discussioni spesso degeneravano sul piano fisico.
Lo ricordo bene perché era il babbo di una mia compagna delle elementari e le sue liti diventavano fascicoli sulla scrivania di mio padre, che faceva il penalista.
Un giorno, avevo diciotto anni, si decise di andare ad una festa del vino poco fuori porta.
La macchina era una cinquecento.
Blu.
Lustra.
Bellissima.
Guidava il Bellotti, che considerava qualsiasi vettura come se lei fosse una Ferrari California e lui Steve McQueen.
Eravamo in cinque.
Tutti pregavamo il Bellotti di andare più piano.
Il Bellotti se ne fregava.
Ad un certo punto il Bellotti attraversò la strada ad un bus.
Il bus inchiodò.
Era il babbo della mia amica.
Invecchiato.
In altri tempi, ci avrebbe schiacciati.
Si limitò ad inchiodare ed a abbassare il finestrino: Vai piano, imbecille, disse.
Il Bellotti si fece tutto rosso.
Tirò fuori la testa dal finestrino.
Una testona da pupo.
Gridò: Se le teste di cazze volassero, tu saresti un’aquila; casa tua sarebbe un aeroporto e [per mangiare ci vorrebbe la fionda].
Non finì.
L’ultimo dei merdaioli era sceso e gli aveva appioppato un manrovescio a mano aperta in pieno viso.
Il Bellotti si limitò ad infilare nuovamente la testa da pupo, vistosamente arrossata, nella macchina ed a ripartire fingendo indifferenza.
Noi ci limitammo a scoppiare a ridere.
Il Bellotti lo abbiamo visto sempre più di rado, finché non è diventato uno dei tanti fantasmi che abitano i ricordi di quegli anni.

Chi li ha sciolti? (Teniamo pulita la Facolta’)

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
31/01/2008

Esiste una tipa con questa fissazione.


Ne e’ posseduta.


Dapprima, ha disegnato una serie di manifesti in perfetto stile: Disegno cosi’ perche’ mi devono capire anche i marziani.


Poi ha fatto un video. Orrendo.


Non ha sortito alcu effetto.


E’ passata al piano del diritto.


Ha elaborato un regolamento.


Ne riporto uno stralcio: Nessuno puo’ danneggiare o sporcare le cose comuni. Chiunque contravviene a questo obbligo, ad esempio: abbandonando rifiuti di qualsiasi genere: carte, cicche, giornali, non completamente biodegradabili, sara’ assoggettato alle sanzioni di cui all’art. 194 del Codice dell’Ambiente.


Tanta lana: e’ la norma sulle discariche abusive.


Un po’ troppo per una cicca, no?


Personalmente smaltirei l’autrice – abusivamente, ma comunque in discarica.

Chi li ha sciolti? (Delikatessen)

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
29/01/2008

Esiste una ampia vulgata sulle allieve procaci che diventano professori ferocissimi.
Non ne conosco poche.
Ma ci sono esseri ancora peggiori.
O forse no.
Non saprei.
Immaginate un oggettino – una delikatessen – che riesce a procacciarsi un concorso.
Un concorsino, poco più di una borsa di studio.
Ma di questi tempi non è semplice.
Perciò la guardi con curiosità, conoscendo i gusti del suo sponsor.
E vedi: due piedi a papera, di quelli che guardano le botteghe con attenzione sublime; due gambe ad X, il genere che potrebbe dedicarsi a feticismi che le signorine con la sesta praticano nei siti specializzati; un sedere basso, sul tipo con glutei che scopano per terra; ventre_addome_torace_tutto_d’un_pezzo, senza nessuna soluzione di continuità.
Il tuo sguardo torna al cervello venato di incredulità.
Il suo sponsor non è uno stinco di santo ma nemmeno un passionista di vespasiani.
Lo trovi per caso su un treno.
Non puoi non parlarci.
Preferiresti il tuo blackberry, ma sei costretto ad una conversazione cortese.
Naturalmente non accenni a nulla.
Lui entra nel discorso: Hai conosciuto la dott.ssa ____
Si
Che ne pensi?
Mi sembra una persona molto seria [Che devo dire? Che assomiglia al lupo della tasmania in lingerie e tacchi a spillo?]
Assolutamente. Poi non è nemmeno brutta, non ti pare?
Per nulla. Può avere un suo fascino. Ha uno sguardo assolutamente interessanti [sono occhi da tiroide, il genere che ti fissa come se fosse un pesce rosso in una palla di vetro]
Ma si. Una persona seria. E nemmeno brutta – ripete.
Scendiamo dal treno.
Saluti.
Abbracci.
Resto stupito.
Faccio un paio di telefonate.
E’ la moglie del figlio.
Un nuovo genere di delikatessen.
La moglie sfigata del figlio sfigato.

Autodifesa

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
29/01/2008

Da casa, la signora Lonardo ha fatto cadere un governo.


Difficile non condividere la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.


Al consiglio regionale, faceva sicuramente meno danni.

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