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Chi li ha sciolti? (a vita bassa)

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/11/2007

Le mutande parlano molto di chi le indossa.
Ed i pantaloni a vita bassa rivelano subito ciò che le mutande raccontano.
Ma non sempre lo si vorrebbe scoprire.
Per fortuna sembra che a New York siano passati di moda.
Sono stufo di vedere ciclopiche chiappe separate da microscopici fili, quando dovrebbero mettere solo mutandoni di filanca azzurra.

Il pipi di Berlusconi e la ghigna di Di Pietro

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/11/2007

Ballarò, 20 novembre 2007.
Ci sono Di Pietro, Antonio Padellaro, la_Melandri (è tutta una parola), la_Santanché, Tabacci, Bonanni.
Tabacci si offre a Di Pietro, con fare ammiccante, per la costruzione della cosa bianca.
Di Pietro si compiace vigorosamente.
stor_11650478_34090 Viene afferrato da uno sturbo di coscienza e si sente in dovere di precisare che lui sarà l’ultimo giapponese a difendere il governo Prodi, che pur di non farlo cadere si taglierà la mano destra, che agita dinanzi alla telecamera, come Muzio Scevola davanti a Porsenna.
Si accorge di avere esagerato per la seconda volta: se è così fedele perché accetta di andare sotto braccio con Tabacci? E dice: Vedete, io non ce la faccio più a vivere una maggioranza così. Io voglio stare con persone che vogliono fare, con persone serie.
Si sente in dovere di precisare che sulla fedeltà della Italia dei Valori nessuno può dire nulla, che Turigliatto è stato eletto con i voti di un altro alleato.
Scoppiano applausi a scena aperta.
Davvero impossibile non restare stupiti.
Passi che quando Di Pietro ricorda il disegno di legge Grillo sui parlamentari condannati o indagati nessuno gli rammenti di Gorrini e Osvaldo Rocca: sono più di dieci anni e sarebbe di cattivo gusto rinvangare le indagini di Biondi, che non è stato certo il più impeccabile dei guardasigilli dell’Italia repubblicana.
Ma che quando parla di Turigliatto, nessuno gli ricordi di De Gregorio è davvero singolare.
00022731Il lombrosianissimo senatore De Gregorio, noto per avere sottoscritto assegni scoperti, che non è più un reato ma nemmeno una bella abitudine, successivamente trovati in casa di  un camorrista, indagato per riciclaggio, e che è stato eletto nella Italia dei Valori e ha subito voltato gabbana per diventare presidente della commissione difesa del Senato, davvero non lo ricorda nessuno?
Davvero nessuno ha voglia di rinfacciare a Di Pietro che il primo Turigliatto è stato De Gregorio (e con molta meno dignità, oserei dire)?
Era una battuta facile e scontata.
Ma nessuno ha ritenuto di provarla.
Non la Melandri, che ha bisogno di tenerselo buono.
Non Tabacci, che se lo vuole portare al caldo dentro la cosa bianca.
Non la Santanché, che non lo  vuole nemico.
Insomma, nessuno era smemorato, ma il pipi di Berlusconi spinge forte e costringe tutti a corteggiare il senatore Di Pietro anche a costo di apparire completamente idioti.
Di là, dal miliardario ridens, Califano guidava gli etero contro i gay, dicendo che lui non si approfitta delle donne, ma sono le donne ad approfittarsi di lui.
In un altro momento, avrei sollevato le sopracciglia in un moto di sorpresa e disappunto.
Non in quello: Tabacci, Padellaro, Melandri e Santanché (per tacere di Bonanno) hanno fatto impallidere anche la faccia di bronzo del Califfone.

Un cucciolo

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
20/11/2007

E’ appena nato.
Ancora non sa sorridere.
Forse non saprà mai sorridere.
Non ci vede nemmeno.
Solo un fagotto che trema nella polvere della strada.
Chiuso con altri cuccioli dentro ad un sacco a pelo.
Circondato – foto su foto, carezza su carezza – dal falso affetto dei passanti.

Come in un treno di mattina

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
20/11/2007

Fissando – stupito – il viso scomposto in una disperata marmellata di brufoli, nei e verruche che un impietoso sole svela nel guantato e puzzolente lettore di Ken Follet.

Non riesco a non pensare che il freddo era nemico dell’acqua prima che inventassero gli scaldabagni.

Glielo dico?

Il 49 di Berlusconi

19 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
19/11/2007

Si sa che Berlusconi ha annunciato lo scioglimento di Forza Italia, che è un partito politico, e la formazione di un nuovo partito politico: il partito del popolo italiano, che ci è piaciuto chiamare Pipi, o meglio il pipi di Berlusconi.
Tuttavia, a Berlusconi forse sfugge il senso dell’art. 49, Cost. che dice: tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico alla formazione della politica nazionale.
Alla luce di questo articolo, è possibile chiedersi che diritto abbia Berlusconi di annunciare lo scioglimento del partito politico che ha fondato?
In realtà, non ha questo diritto.
Il partito politico che ha fondato non gli appartiene, appartiene a tutti coloro che si sono associati in esso.
Berlusconi annunciando di sciogliere il movimento politico confessa di considerarlo una cosa sua.
Ma se il partito che ha fondato è una cosa sua, questo partito  può concorrere con metodo democratico alla formazione della politica nazionale?
Probabilmente, un partito per poter partecipare alla vita democratica del paese deve essere prima di tutto un organismo democratico, deve vivere di una essenza profondamente democratica.
Ma le dichiarazioni di Berlusconi, che ha scelto significativamente piazza San Babila, strizzando l’occhio alla destra di Storace, negano questa essenza.
E sono perciò preoccupanti.
Forza Italia non è democratica.
Il partito del popolo italiano non sarà più democratico di forza Italia.
L’apparente suicidio politico del primo partito italiano, in realtà, è la confessione della sua natura autocratica.
Ma un paese in cui il primo partito è autocratico può essere una democrazia?

Il pipi di Silvio

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
19/11/2007

Che Berlusconi si dia al pipi e’ cosa che nessuno avrebbe potuto sperare.

Nemmeno la Brambilla, sinceramente provata dalle gelosie soffocate di Bondi e Dell’Utri.

Ha scelto piazza San Babila, un bagno di folla nazionalpopolare, più simile alla inaugurazione di un ipermercato che alla politica plebiscitaria di questi ultimi tempi.

Ci e’ arrivato dopo avere allontanato Fini e Casini con offese da basso trivio e Bossi che di politiche del pipi se ne intende  non commenta e sta a guardare.

E la apparente assurdita’ di questa mossa e’ preoccupante: timeo danaos et dona ferentes.

Lunedi, fisiatra (il nuovo)

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
19/11/2007

E’ nuovo.

Non ha ancora il suo posto nella sala d’aspetto. Bassotto e grassottello, non privo di una sua eleganza grossolana, come di sensale, quell’eleganza da mocassini gialli e lucidi, con i calzettoni di lana grossa che spuntano e la sciarpa di seta annodata vezzosamente alla maniera di un cantante lirico.

Si da’ un tono, parla a telefono come se fosse una persona importante, la voce alta che ci racconta i suoi affari dettati con aria affettata.

Se fossi in un qualsiasi altro luogo mi darebbe fastidio, enormemente.

Ma qui e’ un’altra cosa.

Qui capisco il suo imbarazzo di nano cicciottello, odioso nano cicciottello, ma malato e le malattie sono una cosa che si impara lentamente.

Il torbone (un barman improbabile)

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/11/2007

Le radici di un cocktail sono la capacità di adeguare un insieme di bevande ad uno stato di animo e di unire il tutto con un nome che possa ricordare tanto le bevande mischiate che lo stato di animo.
Il torbone è un cocktail povero, di quelli da bar di periferia, che mettono insieme la sete con la polvere.
Ha bisogno di un terzo di punt e mes, con la bottiglia slabbrata e l’etichetta lavata troppe volte per non far vedere di essere stata comprata da un gestore eccessivamente ottimista, un terzo di campari, di quelli che si usano per qualsiasi cosa perché il bitter non  può peggiorare il sapore di quello che copre, ed un terzo di acqua gassata, con una fetta di arancia.
Si può aggiungere del gin o della vodka.
Si chiama torbone, perché introduce in un mondo onirico, nel quale si può pensare di avere appena preso un torbone nel viso in un incontro di boxe truccato.
E’ perfetto per una fermata ai bordi di una strada di cui non si ricorderà mai il nome, o durante una serata nella quale la televisione urla i cartoni animati ad un mal di testa diluito da troppe pasticche.
La variante con il martini rosso si chiama americano, mentre quella con il gin ed il martini rosso è il negroni.
Ma queste sono altre storie.
Molto meno polverose.

Gamba di legno

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/11/2007

Può accadere di camminare tranquillamente e di essere attratti dalla persona che ti cammina davanti.
Ha un passo veloce ma strano.
Non capisci perché muove in maniera circolare la gamba sinistra, come se la dovesse trascinare avanti ad ogni passo.
Poi vedi questa persona che quasi inciampa, sussulta, smorfia il viso, si appoggia al muro.
E distrattamente guardi per terra: due passi indietro è rimasta la sua gamba.
protesi_infO meglio, la fine della sua gamba: tibia e piede, di plastica rigida, calzate in una scarpa consumata.
Si è sganciata la gamba di legno.
Poveraccio.
Impossibile non farsi venire da ridere.
Ma soffochi il sorriso, ti chini, raccogli lo stinco di legno, lo porgi come se fosse la cosa  più naturale del mondo e chiedi: Posso essere d’aiuto?
Il tizio ti strappa la protesi di mano, se la aggancia rapido e riprende la sua strada, come se fosse colpa tua quello che è successo.
La prossima volta gliela porto via.
Così impara (mentre mi rincorre a zoppino).

Chi li ha sciolti? (amplessi perplessi)

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/11/2007

Esiste in pieno centro storico una cabina fotografica, di quelle che si usano per le fototessere.
t5_04E’ in una strada non molto frequentata, una di quelle vie che nell’antichità doveva essere  un viottolo che portava ad un orto e che oggi è rimasta senza senso se non per chi ci  abita.
La cabina gode di una tranquilla solitudine ed è usata di per solito come luogo di decenza per i bisogni grossi degli ambulanti o per altri scopi non troppo nobili.
Stamani, una piccola  folla si assiepava fuori della cabina.
Una coppia ignara del mondo circostante si era riparata dietro la tenda svolazzante per dedicarsi ad amplessi piuttosto rumorosi anziché no.
Il tutto è andato avanti per una decina minuti, finché un anziano signore si è avvicinato alla  macchinetta, ha inserito i denari necessari per una fototessera ed ha fatto partire l’apparecchio.
Il flash ha gelato gli amanti, che sono usciti, tirandosi su i pantaloni, con un’aria che non saprei se più imbarazzata o infastidita.

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