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Author Archive for: profstanco

Prof. Stanco

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
17/09/2007

Mi permetto di chiarire le ragioni per cui ho scelto questo nick.
Non perché sono stanco.
Nè fisicamente, né spiritualmente.
Ma solo perché Thomasz Stànko è uno dei miei jazzisti preferiti.
E lo stavo ascoltando quando ho deciso di mettere mano a questo blog.
Puramente e semplicemente.

Una separazione – Di nuovo

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
17/09/2007

A luglio, ho scritto di una separazione.
Ho cercato di raccontare del mio amico e della moglie.
Non ho scritto di come è iniziato il tutto.
Il poveretto, un giorno, un giorno che era il suo anniversario di matrimonio, ha deciso di tornare a casa prima del solito.
E’ entrato.
Ha fatto normalmente rumore.
Le mani impacciate da un mazzo di fiori.
Nessuno gli è venuto incontro.
Strano.
Ha iniziato a girare per casa.
Fino ad entrare in camera.
La porta socchiusa, che ha aperto.
Per trovare il nodo della moglie con l’amante.
Uno si potrebbe immaginare rabbia, solitudine, frustrazione, qualsiasi cosa.
Non quello che è successo.
Ha richiuso la porta.
Senza che si accorgessero di lui.
Senza che il nodo della moglie con l’amante si sciogliesse.
Si è seduto in salotto.
La testa fra le mani.
Piangendo.
Finché le risate degli amanti lo hanno raggiunto.
E lui le ha detto che gli dispiaceva.
Che gli sarebbe dispiaciuto se lei si fosse trovata a dipendere dal suo amante.
Lei che non ha mai lavorato.
E le ha staccato un primo assegno.
Si è connesso all’home banking ed ha disposto un addebito mensile permanente di tutto il suo stipendio meno cinquecento euro.
Poi è andato via.
Oggi è venuto da me.
Ancora più triste del solito.
Un amico, ci sono sempre degli amici in questi casi, gli ha detto che sua moglie era in rete.
Nuda.
In un sito per scambisti.
Mentre si divertiva con le labbra sul suo amante.
E cercava altri uomini per divertirsi anche con loro, insieme al suo amante.
Un annuncio decisamente per palati robusti.
Mi ha chiesto che cosa poteva fare.
Se poteva fare qualcosa.
Ho provato a dirgli che non era sua moglie.
Che poteva essere chiunque.
Mi ha mostrato un tatuaggio.
Con il suo nome.
Ho provato a sostenere che sicuramente sua moglie non ne sapeva nulla.
E che era stato l’amante.
Un modo per rubare immagini ad altre coppie.
Sicuramente.
Lei non poteva saperne nulla.
Si è messo di nuovo a piangere.
Disperato.
Continua ad essere convinto che lei lo ami.
Che non possa finire così.
A lungo ho ascoltato le sue lacrime.

Nodi

13 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/09/2007

Splinder è pieno di blog variamente dedicati al sadomaso.
Di blogger che nobilitano l’arte dell’essere e del rendere schiavi.
C’è un tizio che gira con il casco da motociclista e cerca una schiava.
Ci sono varie tizie che raccontano orgogliosamente le loro – improbabili – esperienze di slave.
C’è un altro tizio che si vanta di radiocomandare due palline nella vagina della sua amante durante una cena (e magari pensa che nessuno di noi abbia letto i fumetti di Manara),
Francamente non ho nessuna opinione che non sia interclusa fra il "forse hanno bisogno di uno psicanalista molto bravo" ed il "a ciascuno deve essere garantita la massima libertà di espressione anche in campo sessuale".
A me, è successo solo una volta di trovarmi con una ragazza, che avevo faticosamente conquistato, e la quale al termine dei preliminari mi disse: "Ti prego: fammi male".
Allora non sono riuscito a non scoppiare in una fragorosa risata, che azzerò la libidine di entrambi.
Adesso mi metterei egualmente a ridere, ma magari uno sculaccione glielo darei.
Non foss’altro per il tempo perso.

Proposte minime per un maggiore ordine pubblico

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
13/09/2007

Si è avuto modo di commentare l’audace ordinanza del sindaco del comune di Firenze, ma  digitalmente sottoscritta dall’assessore Cioni, che vieta l’esercizio del mestiere di lavavetri sul territorio cittadino.
Molti hanno plaudito alla iniziativa che attira la sinistra di governo nel campo dell’ordine pubblico.
Tuttavia sembra necessario ed indispensabile procedere anche in altri settori.
Prima di tutto, ho notato che molti immigrati hanno preso l’abitudine di mangiare nei parchi cittadini.
Oggi, ad esempio, almeno tre panchine di piazza Indipendenza erano occupate da immigrati, di sesso femminile ed età incerta,  presumibilmente di nazionalità polacca o ucraina, che divoravano il pranzo.
La situazione dà chiaramente scandalo.
Non si vede perché i bambini debbano giocare dinanzi a delle persone che mangiano, male oltretutto.
Inoltre, ho potuto accertare che almeno due di queste si ingozzavano con del pollo arrosto, mangiando con le mani e asciugando l’unto alla panchina di pietra.
Terribile il pregiudizio per il pubblico decoro ed indispensabile agire di urgenza in modo da evitare che qualche mamma italiana o qualche pensionato – italiano – si macchi la gonna o i pantaloni dell’unto polacco lasciato dal pollo arrosto.
In secondo luogo, stamane, sul presto, ho potuto individuare in  piazza Oberdan un giovane nordafricano che si lavava nella fontana.
Le movenze ferine, il corpo insaponato, l’aria strafottente non hanno potuto non colpire le brave massaie che stavano facendo la spesa e che lo occhieggiavano cupide.
Qui è indispensabile procedere con un provvedimento contingibile che vieti l’uso delle fontane cittadine per le abluzioni dei giovani immigrati, così da salvaguardare la pubblica morale e l’onestà delle brave donne italiane.
Infine, un intero angolo di piazza Savonarola è stabilmente occupato da un gruppo di peruviani, che mangia, schifosamente, gioca, rumorosamente, parla, in continuazione, ed  impedisce ai giovani di buona famiglia di crescere senza la voglia di bastonarli.
Possibile che non si sia ancora pensato a qualche provvedimento che limiti il diritto di riunione degli stranieri nei luoghi frequentati dai cittadini, in modo da salvaguardare la purezza della lingua ed il diritto ad ascoltare un italiano cortesemente fluente, libertà inalienabile dei virgulti che sono nati nella città che fu di Dante?
Adesso basta.
Tutto questo deve terminare.
I lavavetri sono una piccola parte dell’assedio che i buoni padri di famiglia stanno subendo.

Lavavetri – La seconda ordinanza

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/09/2007

La prima è rimbalzata su un procuratore della repubblica.
Insistono.
Con una puntigliosità degna di miglior causa.
Di certo in centro sono scomparsi gli zingarelli.
Non ti fermano più per chiedere l’elemosina.
Ma dove sono finiti?
Dove abbiamo nascosto questo problema?
C’è una strana ostinazione elettorale nel voler togliere alla destra il primato dell’ordine pubblico.
Come se la nostra costituzione non avesse volutamente ignorato questa parola.
Troppo densa del significato di un ventennio che si cercava di dimenticare.

Akela

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/09/2007

Fra i miei maggiori difetti, c’è sicuramente l’essere stato uno scout per tanti anni.
Soprattutto, sono stato Akela per quasi nove anni.
E ricordo i volti di tutti i bambini che mi hanno accompagnato.
Uno dietro l’altro.
Carlo che era sempre solo ed ha imparato a non avere paura del buio.
Lorenzo che non riusciva a staccarsi dalla mamma ed ha imparato a venire alle vacanze di branco con un sorriso che gli copriva tutto il viso.
Tessa che era la bambina più bella del mondo ed aveva dei piedi ai quali non ci si poteva avvicinare.
Ogni tanto li incontro.
Mi piace abbracciarli.
Come quando controllavo che i loro sacchi a pelo fossero ben chiusi prima di raccontargli la storia che li accompagnava in braccio a Morfeo.
E li amo ancora.
Sono la parte più bella di me.

Bambine feroci – Di nuovo

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/09/2007

Provate ad immaginare una bambina che salta su un letto.
Provate ad immaginare una zia distratta e la fronte della bimba che atterra su uno spigolo.
Provate ad immaginarvi seduti con il giornale spiegato davanti ed un grido sul genere "l’ho ammazzata" nelle orecchie.
Non potrete che andare a raccattare la figliolona, prenderla in collo, stringerle del ghiaccio sulla ferita ed aspettare che smetta di sanguinare sorvegliando la crescita di un bernoccolo da fumetti.
Adesso, siete finalmente al pronto soccorso.
In piedi davanti all’accettazione, in braccio una bimba coperta di sangue che continua ad urlare.
Anche l’anziano più preoccupato per i propri malanni si fa da parte e la porta delle stanze segrete si spalanca davanti a voi.
Portate la bambina da un medico.
Ma il medico non piace alla bambina che aumenta i decibel del proprio pianto.
La distendete su un lettino.
Il medico prende ago e filo per mettere i punti.
Le tenete le braccia.
Un infermiere le tiene le gambe.
La bimba è apparentemente immobile.
Ma inizia a sputare.
Con precisione inquietante.
Esattamente sulla faccia del medico.

Algoritmi accademici

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/09/2007

Ancora una riunione.
Ammantata del pubblico delle grandi occasioni.
Tutti per ascoltare un pro rettore che illustra i nodi dell’ultima riforma dell’università:
– 90 cfu obbligatoriamente affidati a docenti di ruolo;
– 45 cfu obbligatoriamente caratterizzanti;
– non più di un corso di laurea per classe,
Il tutto costruito su formule algebriche.
Mentre l’aula discute di tutto questo, un collega a me del tutto sconosciuto legge con serenità il De cive di Hobbes: davvero l’etica dell’obbedienza è la risposta allo stato di natura?

Bambine feroci

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/09/2007

La bambina più feroce che conosco è figlia di un mio amico.
Una volta decisero di passare qualche giorno di vacanza in un villaggio per svizzeri.
Non so come.
Ma riuscirono ad ottenere il permesso di entrare.
Una famiglia assolutamente felice.
Il babbo, molto babbo.
La mamma, molto mamma.
La figlia maggiore, molto figlia maggiore.
La figlia minore, molto colorata e straordinariamente carina.
La spiaggia era una spiaggia per bambini svizzeri.
Ordinata come un orologio.
Costellata di castelli di sabbia che erano stati progettati durante tutto l’inverno.
Insomma una cosa abbastanza terrificante.
Un giorno, sulla spiaggia il babbo era solo con le bimbe.
La bimba più grande sente il bisogno di andare in bagno.
Viene accompagnata in bagno.
La bimba più piccola viene lasciata da sola: stava giocando con un altro bambino.
Dopo pochi minuti, il babbo vede il bambino urlante e sanguinante che viene portato via dal nonno – svizzero.
Sente il nonno avvertire una coppia che stava arrivando: non andate in spiaggia, c’è una bambina terribile.
Era successo che la bambina aveva morso il bambino fin quasi a staccargli un orecchio.
Inutile dire che quando il mio amico è tornato – correndo – in spiaggia la bambina stava giocando.
Assolutamente tranquilla e sorridente.
E con molti più giochi di prima.

Strade

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
06/09/2007

E’ possibile essere innamorati di una strada.
Amo l’Aurelia, nel tratto che corre fra Castiglioncello e Livorno.
Ho cominciato ad amarla tanti anni fa.
Ero un ragazzo, avevo una vespa nuova, fiammante.
Ricordo ancora il giorno in cui un signore che mi sembrava anziano – oggi non lo definerei più così – mi chiese un passaggio per arrivare a Livorno e volle scendere a mezza strada.
Ricordo quando per la prima volta arrivai al mare con una ragazza – e si fermò con il ginocchio contro l’anta di un cancello, mentre la mia vespa ed io continuavamo ad andare.
Ricordo, soprattutto, la prima notte di amore  con mia moglie.
Fermi su una spiaggia abbandonata vicino a Castiglioncello e quasi invisibile.
Ieri ho percorso di nuovo questa strada.
Nel chiarore della tramontana.
Nella trasparenza dell’orizzonte che svelava la Corsica e lasciava intravedere il panorama della Gorgona.
Solo.
Nella mia macchina.
Riempita di jazz.
E del fumo del mio tabacco inglese.

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