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Strigliare una barca

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
23/08/2017

La fine di un viaggio per mare è l'acqua di lavanda con cui si striglia la barca.
Ci ha accompagnato come un destriero nel West di Peckinpah o di Sergio Leone.
Fedele e precisa.
Ha durato la stessa fatica di un cavallo e come il cowboy accompagna il cavallo nella stalla prima di entrare nel saloon e sciacquarsi le budella dalla polvere, così la prima attenzione nella fine di un viaggio è lavare (strigliare) la barca.
Il cowboy sa che non sarebbe mai arrivato a Dawson City senza il suo cavallo e il suo silenzioso sudore.
Lo stesso si sa della nostra barca.
La ricompensa di entrambi, in apparenza, è l'amore di una attenta pulizia, della ricerca di ogni zecca che possa essere un pericolo per la salute e di qualsiasi macchia di ruggine che possa far male al manto: la miglior biada e un dollaro d'argento per te se sarà ben strigliata, o qualcosa del genere.
La ricompensa di entrambi, meno in apparenza ma sempre prima del fondo, è venire prima di ogni altra cosa, di essere il primo pensiero di ogni atterraggio. L'egoismo di esistere per primi.
La vera ricompensa di entrambi – però è forse questa volta per davvero e al fondo del ragionamento – è che il cavallo viene strigliato e la barca lavata perché domani riprende il viaggio.
Domani ci sono le solite mani a dare un senso e una direzione a quel bisogno di amore che è una briglia o un timone.

L’alba di Sisifo

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/08/2017

L'essenza del marinaio di Conrad, che era stato mozzo prima che capitano, è un ragazzo che abbandona la sua prima pelle perché è costretto a fare i conti con se stesso senza intermediari.
Affascinante e lontano quanto il mar Baltico o la Polinesia.
L'Ulisse di Horkheimer inventa l'occidente perché sfida la fedeltà a Dio per conquistare un regno.
Affascinante e più lontano ancora. Come Itaca o il Circeo, per un fenicio di Sidone.
L'essenza del mare per quelli che non vanno così lontano è diversa.
È il ripetersi di riti sottostanti la quotidianità.
L'alba non è né quella di Lord Jim né quella di Ulisse ma il momento in cui ci si tuffa per pulire la carena.
Le vele non sono gli stracci dell'Olandese volante ma sono attrezzi che devono essere armati e disarmati con cura mille volte nel corso della giornata, a seconda del vento.
Il pagliolo è lo sforzo di tenere pulito ciò che i piedi nudi sporcano in continuazione.
L'essenza del mare è il coraggio di ripete ogni cosa non perché è sbagliata ma perché una volta sola non basta e non basta nemmeno la seconda, la terza o l'ennesima fino a che non si scende a terra e questo rito incessante cessa nelle vele ben piegate e nel motore acceso ogni settimana perché una barca deve essere sempre pronta a partire.
Cambia la fatica ma non la sua incoativa essenza.
Sisifo era veramente il nocchiero di Lord Jim.

Dopo l’afa

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
17/08/2017


Profumo di polvere
Aria di pietra
Voglia di pioggia e stelle
Come cento e mill’anni fa
Ma non come l'anno prossimo quando l'inverno e le sue piogge avranno trasformato in un golem anche quest'ultimo tetto

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