• Follow us on Twitter
  • RSS
Un altro giorno da descrivere close

ProfStanco

  • Home
  • Blog

Scorretto come un presidente del tribunale della razza

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
15/11/2016

 

Ha fatto un certo scalpore, un certo lubrico scalpore, la richiesta di un giudice della Corte costituzionale (Paolo Maria Napolitano) di rimuovere dal corridoio nobile della Consulta il busto di Gaetano Azzariti che ne fu Presidente dal 1957 al 1961.

La richiesta era motivata dal fatto che Azzariti aveva presieduto la Commissione per la difesa della razza, che ebbe il compito secondo la legge 1024/1939 di giudicare sulle richieste di cittadini ebrei secondo il codice civile di essere dichiarati ariani e perciò sottratti alla persecuzione razziale.

Un compito non elegante portato avanti con ragionevole sollecitudine: fra il 1939 e il 1943 furono esaminate circa 150 istanza, 100 delle quali furono accolte. Il prezzo della salvezza era la assunzione della paternità o della maternità da parte di un ariano in luogo di chi risultava dallo stato civile (diffusamente: M. Boni, Gaetano Azzariti: dal Tribunale della razza alla Corte costituzionale, in Contemporanea: rivista di storia dell’800 e del ‘900, Il Mulino, Bologna, anno XVII, n. 4).

Lo svolgimento di questo compito non ha impedito ad Azzariti di essere uno dei collaboratori principali del Togliatti ministro di grazia e giustizia, di essere nominato nelle Commissioni Forti e, infine, di essere inviato da Gronchi alla Corte costituzionale.

Si potrebbe essere scandalizzati e scandalizzato si è mostrato il sindaco De Magistris, che ha tolto il suo nome dalla strada che gli era stata intestata da una precedente amministrazione, con una spiacevole damnatio memoriae. Il busto, invece, è rimasto dov’era nel corridoio della Consulta.

Un alto magistrato di formazione liberale può essere prima il presidente della Commissione per la difesa della razza, poi della Corte costituzionale e, fra i due, del Tribunale superiore delle acque pubbliche?

Le tre cose, per un uomo che ritiene di essere soggetto soltanto alla legge, sono in fondo la stessa cosa. Perché Azzariti, come tutti i magistrati dei suoi tempi, o comunque molti fra loro, non era fascista quando serviva Rocco più di quanto non fosse comunista con Togliatti. Era un giudice e i giudici che applicava la legge, prima, e la Costituzione, poi. C’è un che di splendido e di terribile in questo. Come in una nobiltà boema: quando si scava si trova sempre qualcuno di imbarazzante.

Il Gaetano Azzariti di allora viene in monte oggi che tanti giudici corrono intorno al referendum costituzionale e quasi tutti dalla parte del No.

 

Se non fa parte del mestiere del giudice rinunciare alla sua applicazione anche quando ritiene la legge contro natura, così non fa parte del suo mestiere neppure sostenere che un disegno di legge è contro natura prima che sia applicato, perché ogni volta che un giudice esprime un giudizio politico minaccia l’imparzialità del suo ragionamento giuridico.

I passi di Omero

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
12/11/2016

wp-image-111975463jpg.jpg

Continuo nei miei capelli bianchi a innamorarmi attraverso le parole.

Trasfiguro raccontando perché voglio camminare cieco, come Omero: il poeta autistico che voleva vedere solo il mondo che cantava.

Ombre proiettate dai versi sulle mura di una fortezza vuota.

Trovo polvere. Stringo fra le dita l’idea che scrivere sia questo camminare cieco perché se vedessi le cose anziché le parole, cercherei l’abisso.

La fine del viaggio

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
10/09/2016

La fine del viaggio è quando si scende a terra, quando si lascia il disordine del pozzetto in cui si sono vissuti gli ultimi giorni.
La fine del viaggio è sempre panico e sgomento.
Il pozzetto è un universo rassicurante, un mondo di cui conosciamo tutto, ogni attrezzatura, ogni rumore, ogni ombra.
Un pulpito sull’abisso e un ascensore verso il sole.
Sa essere casa e ponte di comando, permette di leggere un libro, scarabocchiare un’osservazione sul libro di bordo, e, nello stesso tempo, consente di cazzare le borose in un groppo improvviso perché tutto è sempre dove deve essere, nell’esatto punto in cui, accecati dalla notte, il vento e la pioggia, si sa di trovarlo e lo si deve perché se non fosse così sarebbe un problema.
Il pozzetto finisce sulla banchina di un porto, l’ultimo argine che contiene il mondo prima che invada il mare.
Di là, in quella che chiamiamo casa e in quello che consideriamo il nostro mondo, aspetta il disordine e la confusione, l’affascinante complessità degli sguardi e la vita vissuta come un crudele passatempo per gentiluomini, purtroppo aperto all’iscrizione anche di chi gentiluomo non sarà mai. 
L’intelligenza del particolare inutile, nel pozzetto, è capacità di prevedere l’improbabile e perciò virtù del comando.
Adesso torna ad essere pedanteria ed eccesso di analisi.
Il mal di terra non è dondolare perché il pagliolo non si muove sotto i piedi.
Il mal di terra è il senso di panico e angoscia che prende ogni volta che si lascia un mondo di cui si conosce ogni suono e riconosce tutte le vibrazioni per precipitare nell’imprevedibile, quotidiano abisso.

Page 122 of 427«‹120121122123124›»

Ultimi Tweets

  • https://t.co/f3p1xGFuox Se Rousseau vota Draghi, M5S si divide e Meloni non è più sola per Copasir etc. 12:09:42 12 Febbraio 2021

Archivi

Segui @ProfStanco

RSS

  • RSS – Articoli

Articoli recenti

  • Alice piange (Anche oggi esami)
  • La satira è anche di destra
  • L’Askatasuna di Calvino e Pasolini

Categorie

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized

Interesting links

Besides are some interesting links for you! Enjoy your stay :)

Pages

  • Blog
  • Welcome

Categories

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized
© Copyright - ProfStanco - Wordpress Theme by Kriesi.at