Qualcosa di vecchio e di inquietante
Vi è qualcosa di vecchio e di inquietante nei picchetti organizzati dal Comitato 9 dicembre e in qualche misura appoggiati dal Movimento 5 stelle.
Ma anche qualcosa di nuovo e di indisponente.
Vi è qualcosa di vecchio e di inquietante nei picchetti organizzati dal Comitato 9 dicembre e in qualche misura appoggiati dal Movimento 5 stelle.
Ma anche qualcosa di nuovo e di indisponente.
Pomeriggio di Sole.
Di Sole invernale.
Di quel Sole che non fa rimpiangere né l’estate né la primavera.
In lontananza, ma vicino, dall’altra parte di un fiume di macchine, una solitaria fortezza, dalle alte mura abbandonate.
Lì, molti anni fa, sono stato.
In un pomeriggio molto simile a questo.
L’aria che frizzava di tabacco e bruciava di freddo, del primo tabacco e del freddo che gli adolescenti non sentono mai.
Un pomeriggio perfetto.
Qui, proprio qui, aveva scritto qualcuno in memoria di un amore inconfessabile.
Qui, proprio qui, sono stato giovane.
Come mai più mi è capitato di sentire, quell’unico giorno in cui non si è né bambini né adulti e si vedono le stelle nel vocabolario di greco.
E’ un istante.
Un istante di fretta terribile e inutile.
Un istante vissuto nella coda dell’occhio.
Lungo come un’agonia.
Lieve come l’agonia di un santo bevitore.
Quello in cui si apre il sipario della strada, del freddo, della polvere di stelle macinata nell’asfalto, su di una vetrina.
Una vetrina di cartoleria, squallida come negli anni cinquanta.
Con dei presepi, in perfetto e adeguato tono.
Ma soprattutto un bambino, a tre passi di distanza, che lo guarda.
Con l’aria di cercare un mestiere nuovo, una figura mancante, un gioco di luci.
Lo stupore di presepio che illumina il deserto di una giornata.
