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Chi li ha sciolti? (Turisti)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
04/04/2009

CampanileGiottoFirenze è una città sotto assedio.
Non più Carlo V con i suoi giullari.
Turisti.
Turisti da finesettimana.
Ciociari con la merenda sotto il braccio e veneziani che hanno buttato l’ancora verso Capraia.
Prima che l’Arno faccia lo scalino.
Gli americani, i giapponesi, gli inglesi e i tedeschi sono finiti.
Annegati dal G20 e dalla Turner Review.
Così, un infelice che pesta sui pedali cercando di evitarli, in una piazza del Duomo stressata di oggetti più adatti a Pietrelcina che alle complessità di Paolo Uccello, può essere bloccato da una tacchina ultrasettantenne:
–> Dica, giovane, che mi merita salire sul campanile di Giotto?
–> Solo se si butta, signora, solo se si butta…

Pisesi (Morandi)

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
02/04/2009

acquaspecchiogiratoPisa è lontana da Firenze.
Prima di tutto, perché è vera.
A Pisa ci sono i pisani e anche qualche pisese.
In piazza delle Vettovaglia si trova un pesce che non cammina come un bimbo di tre anni mentre a Firenze, i banchi del lampredotto vendono anche gli hot dog e aggiungono le patate fritte sulla trippa.
Poi, arrivando a Firenze da Pisa si trova una fortezza.
La fortezza con cui i fiorentini dominavano i pisani puntando i cannoni dentro alla città: una città non può essere vicina al paese che ha dominato.
In fondo l’unica cosa buona che i fiorentini hanno mandato a Pisa è stato Galileo.
L’ultima cosa nuova che si è sentita a Firenze sono stati i Litfiba di Pelù negli anni ottanta, mentre i pisani hanno i Gatti Mezzi.
I Gatti Mezzi non sono facili né da capire né da interpretare.
Suonano un mood.
Un modo di vedere il mondo da una periferia sdraiata su un arioporto low cost e una stazione in cui ritarda anche il treno da Livorno.
Un’atmosfera che puzza di acciughe fritte e canottiere sparate su ascelle pelose.
Un jazz pieno di brillantina come in una balera.
Ma che sa piangere la morte di un barbone chiamato Morandi in una canzone che parla dello stesso paradiso di cui narrava Roth nella leggenda del santo bevitore.

P.s.
http://www.myspace.com/igattimezzi

La prossima settimana, esami (Il figlio di un mio carissimo amico)

17 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
31/03/2009

laureaPrima degli appelli, suona sempre il telefono.
Numero sconosciuto.
–> Sono il prof. _____
Uno importante.
Uno che si scatta sugli attenti quando telefona.
–> Buongiorno, professore
–> Come stai, carissimo? Ma non mi dare del Lei, diamoci del tu, siamo colleghi [Mai dato del tu, sempre un osservantissimo Lei, come tutti peraltro] Domani, ci possiamo vedere?
–> Certo, Professore, ne sono onorato. Quando posso venire da Lei?
–> Carissimo, passo io da te. Dimmi quando ti dò meno fastidio…
[Orpo, questa volta la devo avere fatta grossa: un antico barone che si scioglie con l’ultimo dei cretini è cosa che non può non preoccupare l’ultimo dei cretini se non è del tutto e completamente cretino]
Il giorno dopo.
Non è buona regola far aspettare un antico barone.
L’ultimo dei cretini, perciò, è davanti alla sua porta da ben prima che lui sia arrivato.
Felice di leggere il compiacimento nel suo sguardo quando arriva.
Consuete schermaglie di cortesia e attenti arrocchi.
Dopo avere discusso della congiuntura economica (praticamente ha preso il posto del tempo), avere sfogliato le conoscenze comuni (un modo per trovare legami e per dimostrare di non essere figli di una qualche divinità estinta), si arriva al nodo:
–> Senti, carissimo, tu la prossima settimana hai esami?
–> Si, certo
–> Il figlio di un mio carissimo amico deve sostenere con te l’ultimo esame prima della laurea
–> Non devi aggiungere altro, capisco la tensione dell’ultimo esame. Cercherò di metterlo a suo agio
–> Non devi pensare che io ti stia chiedendo qualcosa
–> Non oserei neppure pensarlo. Conosco bene la tua serietà e spero che tu non pensi che io possa pregiudicare la dignità del nostro ufficio
La fine è davvero misera.
L’antico barone chiama il figlio del suo carissimo amico che appare come se abitasse nei cardini della porta.
–> Vi posso presentare?
–> Certo, grazie
Se fossi una persona seria, in forma di consigli per il ripasso, avrei dovuto passare le domande d’esame.
Ma non lo sono.
Elenco i testi per l’approfondimento.
Un complicato Mortati di annata.
Così da mortificare la sua vita sociale fino all’appello.
Dopo, si vedrà.

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