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I pensieri politicamente scorretti di bimba impertinente (Ma che cazzo)

11 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
28/03/2009

BimbaImpertinenteBimba Impertinente ha una frequentazione con il turpiloquio che talvolta lascia sbalorditi.
Gioca.
Tranquilla.
Con la sua amichetta preferita.
Colorano.
Arriva Bambino Terremoto.
Così definito perché del tutto incapace di esprimere emozioni e dotato della sagace brillantezza di una trota salmonata l’ultimo giorno prima di essere ritirata dal banco frigo di un ipermercato e avviata allo smaltimento in discarica.
 –> B.I. perché non fate giocare anche B.T.?
–> Babbo, sono stanca …
–> Via, B.I., è così carino e brillante …
B.I. tace e lascia che B.T. cominci a colorare al suo tavolino.
B.T. colora il tavolino.
Con stolida persistenza.
B.I. lo guarda con indifferente ostilità, gli mette il foglio sotto i pennarelli e innocente:
–> Ma che cazzo …
Il padre è sollevato.
L’ultima volta aveva detto Pocca Madonna.

La figlia di Lino Banfi

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/03/2009

BenfiLa figlia di Lino Banfi è malata di tumore.
Lo dice il padre durante una trasmissione televisiva.
E chi se ne frega, viene da aggiungere d’istinto: una uscita di cattivo gusto di un comico non sempre elegante.
Pentimento buonista ispirato al Per chi suona la campana di Dunne come traslitterato da Hemingway.
No.
Davvero è una questione priva di qualsiasi rilevanza.
Il tumore della signora Banfi riguarda solo lei e la sua famiglia.
Non ha e non dovrebbe avere alcuna rilevanza pubblica.
Ma non è così.
Lino Banfi fa parte della famiglia – intesa nel senso dell’art. 29, Cost. – della maggior parte degli italiani.
Ma questo è veramente inaccettabile.
Se la genetica non mi costringe ad avere un nonno berese, la televisione non me lo può imporre.
Con tutto il rispetto per San Nicola e la comicità eruttante del suo devoto.

Il ritorno della Maestrina

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
26/03/2009

StrandLa Maestrina (http://profstanco.splinder.com/post/14222476/La+maestrina+di+tennis) è tornata da una gita a New York con papi e mami.
Il fidanzato è scomparso quando si è visto proporre le vacanze a Gardaland come modo per restituire fiato e fiamme ad una vita di coppia che mostrava una certa stanchezza.
E’ tornata entusiasta.
Una città bellissima.
Ci ha anche incontrato due livornesi che si lamentavano di non avere la bomboletta per scrivere Pisa merda sull’Empire State Building, senza rendersi conto che è una battuta più frusta di una coperta per cavalli.
Soprattutto, New York, per la Maestrina, sono stati i sei piani del negozio della Nike.
Ci ha passato due intere giornate.
Felpe, magliette, completini e scarpe per uscire.
Ho sorriso con educata arroganza.
Non senza pensare che per me New York è, soprattutto, una libreria.
18 miglia di libri, nuovi e usati.
In cui ci si può perdere.
Non senza pensare alla inutile strafottenza di questo pensiero.
In fondo, fra le 18 miglia di libri dello Strand e i 20 chilometri di felpe della Nike che hanno affascinato la Maestrina c’è molta meno distanza di quanto si possa pensare.
Sono due facce dello stesso identico modo di consumare la vita in una noia riempita di shopping.

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