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Di Pietro miete (Su una sinistra sempre più masochista)

18 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
29/06/2008

MussoliniTrebbiaDi Pietro ha interrotto la trebbiatura nella azienda agricola di Montenero di Bisacce per tenere una conferenza stampa.
Difficile non rammentare un altro trebbiatore della storia italiana.
Difficile non provare un certo imbarazzo.
Eppure il leader della Italia dei Valori non ha provato imbarazzo a mostrarsi durante la trebbiatura.
Nemmeno ha provato imbarazzo a manifestare le sue opinioni nei confronti del capo del governo: un magnaccia, secondo l’ex pubblico ministero.
Difatti, da una serie di intercettazioni sarebbe risultato che il capo del governo si sia occupato con una certa attenzione del futuro di alcune veline.
Una attività da mezzano.
Non da leader politico.
Forza Italia, naturalmente, è insorta.
Forse, non del tutto a torto.
Da una parte, si sta parlando di intercettazioni prive di qualsiasi valore penale e coperte dal segreto istruttorio.
Non pare particolarmente civile usare le indagini della magistratura prima che le stesse siano divenute il fondamento di una sentenza.
Non pare particolarmente civile tenere sotto controllo il telefono degli avversari politici.
Dall’altra parte, Di Pietro guida una opposizione sguaiata.
L’opposizione che non vuole fare sconti.
Che cerca l’orgasmo frontale.
E’ esattamente ciò che vuole Forza Italia.
Una opposizione frontale che possa dimostrare l’assenza di idee del centro sinistra.
La sua volontà muscolare e la sua incapacità di produrre danni alla azione di governo.
Le leggi vergogna (che poi è la definizione storica delle leggi razziali, che davvero costituirono un colpo di stato) sembrano dirette anche a questo.
Non tanto a giungere a dei risultati politici.
In fondo fanno meno schifo di altri provvedimenti normativi e la riedizione del lodo Schifani non è priva di una certa consistenza istituzionale.
Soprattutto costituiscono un argomento forte per stringere la sinistra nella logica dell’Aventino.
Un Aventino che gira a vuoto.
Alla maggioranza degli italiani, questo Berlusconi non fa schifo.
E forse piace anche grazie agli attacchi di Di Pietro e dei suoi sodali.

Lezioni di stile (La concubina)

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/06/2008

BenvenutiInCasaGoriBenvenuti in casa Gori è un film.
Un film quasi incomprensibile per chi non è nato a Firenze da una famiglia normalmente plebea.
Perché è uno stato d’animo.
In cui la tristezza è un ridere sommesso e sguaiato nello stesso tempo.
Un ridere che fa parte di questa città come la tristezza coranica pavimenta Istanbul.
San Giovanni sono i fòchi.
Che sarebbero i fuochi di artificio.
Panem et circenses di produzione cinese.
Una casa per San Giovanni.
Un anziano padre ed una anziana madre che riuniscono la famiglia per vedere i fòchi.
Invitano tutti.
L’amico testimone di nozze del primo figlio.
La concubina sconosciuta del primo figlio.
Il secondo figlio.
Il suo carattere di merda.
Su tutto, una atmosfera di tragedia inelluttabile.
Appena nascosta dalle noccioline.
Esasperata dal vino caldo in una serata afosa.
Dal condizionatore a tutto volume.
La concubina è splendida.
Nel senso sguaiato e sommesso di questo aggettivo nel vernacolo quotidiano.
Se la allunga, senza poterselo permettere, si potrebbe tradurre.
Saluta come se fosse di casa.
–   Sono felice che si senta a casa sua.
Che è come dire: Non è casa tua, stai un po’ al tuo posto.
L’anziano padre comincia a soffrire.
Non è uomo che apprezza le ironie.
Si parla di viaggi.
E’ stata a EuroDisney ed ha cenato con le principesse ed il principe Filippo.
–   Fantastico.
Che è come dire: E chi se ne frega.
L’anziano padre porta in tavola una insalata di riso che ha visto giorni migliori e frigoriferi più efficienti.
Nessuno dice nulla.
Semplicemente si cerca di servirsi da soli per ridurre il danno.
Iniziano i fòchi.
Finiscono.
Senza riuscire a portare un’idea di spensierata fanciullezza.
Finiscono semplicemente.
Lasciando tutto irrisolto.
Come sempre.
Amaramente irrisolto.

Pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
26/06/2008

BimbaImpertinentePossiamo cambiare mia sorella?
    Forse no. Perché?
Allora, lasciamola nel cassonetto [Bimba Impertinente non è ancora in grado di leggere l’adesivo del movimento per la vita che domina il portello del cassonetto].
    Sei davvero birbante, non pensi che ci sia troppo cattivo odore?
A quello è abituata: con tutte le puzzette che faccio…

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