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Uccelli di mare

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
24/08/2021

Gli uccelli di mare sono quasi tutti bianchi, non blu, azzurri o verdi:

Hanno il colore del mare in tempesta, vogliono poter essere scambiati per schiuma quando si posano fra le onde di una burrasca

Lì hanno bisogno di nascondersi e di non essere visti,

Non temono che qualcuno li possa predare. Maltempo non è stagione di caccia,

Ma perché a nessuno piace essere visto mentre si arrende al fato.

Il collare di Bocca di Rosa

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
23/08/2021

Se io sapessi scrivere canzoni, trasformare in musica i miei pensieri e trovare le parole delle note, avrei voluto scrivere una canzone come Bocca di Rosa.

La mia Bocca di Rosa non sarebbe vissuta in un paesino come Sant’Ilario, non avrebbe fatto l’amore per passione, ma per gioco e noia in una città di provincia, senza il profumo del mare o l’ombra puzzolente dei carrugi.

La mia Bocca di Rosa non lo avrebbe chiamato amore e lo avrebbe coltivato con la perfezione dissoluta della sua passione per il gioco, azzardo di sentimenti, gioia di spalle larghe, compianto di miopi.

Avrebbe stupito per la sua incapacità di affezionarsi e per l’assolutezza dei suoi addii, i suoi baci non avrebbero avuto altro prezzo che la distanza: avrebbe baciato con l’apparenza della passione perché solo così si sarebbe sfamata di inestinguibile solitudine.

Avrebbe indossato un collare la mia Bocca di Rosa perché senza si sarebbe sentita nuda e non avrebbe mai detto di chi era il collare che portava al collo: i segreti sarebbero stati vino per il suo piacere e vetriolo per il cuore dei suoi amanti.

Né l’uno, né l’altro sarebbe stato il suo incedere perché tutte le Bocche di Rosa, alla fine, vanno via e quello che lasciano sono cicatrici che deformano i sentimenti.

Per fortuna, non so scrivere canzoni e dove finiscono le mie dita inizia solo una tastiera che indago con sempre maggiore timidezza.

La telefonata più bella

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
21/07/2021

Bimba grande, che è anche Bimba bella ed è ancora Bimba indisponente, è partita per le vacanze con le sue amiche.

La prima volta in campeggio.

Con tutti i rumori del campeggio.

Con tutta la fantastica gioia di essere per la prima volta da sole, responsabili di fare la spesa, senza nessuno che controlla quando ritornano, ragazzine che sono libere di fare quello che vogliono.

Lo merita. Assolutamente.

E’ partita come si parte per una vacanza che si è atteso per tutta la vita ed è stato bello, bellissimo, osservarla partire, come è stato bello, bellissimo, insegnarle a guidare la vespa, come è stato bello, bellissimo, osservarla dal primo giorno in cui il suo sorriso, pacato e maturo, è uscito dalla pancia di sua madre.

Ma più bello di tutto è stato un messaggio di WhatsApp:

Babbolone, ti posso chiamare?

 

ti chiamo io, appena finisco una riunione

Aveva solo voglia di parlare con me.

Solo voglia di parlare con suo padre e di raccontare la sua vacanza.

Io non l’avrei mai chiamata, non avrei mai voluto disturbare la sua vacanza.

Ma la sua chiamata mi ha riempito il cuore.

Lei mi riempie sempre il cuore.

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