Idioti
E’ vero: sono perfettamente cretino.
Ma Bombolo mi fa impazzire.
Completamente.
E’ vero: sono perfettamente cretino.
Ma Bombolo mi fa impazzire.
Completamente.
Discussione al Chiosco degli sportivi.
Il proprietario, al primo barista:
Oh, hai letto il giornale?
No, i’cché_c’è?
Hanno beccato cinque durante un’orgia in macchina.
Secondo barista, un ragazzetto biondo spento, con avambraccio alla Venditti, illuminandosi:
Cinque?
Il proprietario:
Cinque, c’è qualcosa che u’n_mi_torna: qualcuna pigliava doppio o qualcuno faceva da bosco e da riviera.
In effetti, qualcosa non torna.
Il bar, credo.
Non mi pareva difficile pensare alla cloche.
Venditti pare essere un devoto del Santo di Pietralcina.
Un santo fantastico perché credeva senza chiedere nulla in cambio (ma sant’Anselmo chiedeva qualcosa?).
Soprattutto, Venditti, in una intervista ad un giornale di apostolato dedicato alla diffusione del sommo pontefice Benedetto XV (www.papanews.it: Il Venditti che non ti aspetti, San Francesco Saverio dopo avermi salvato la vita pronosticò a mia madre che sarei diventato un cantante famoso), ha sostenuto anche di essere stato indemoniato.
"Quando avevo sedici anni, ero ossessionato da una figura malefica che appariva all’improvviso e mi immobilizzava quasi del tutto. Ricordo che potevo muovere solo il braccio destro".
Forse non era indemoniato.
Aveva i classici problemi al braccio (anzi, l’avambraccio) destro che si hanno nell’intorno dei sedici anni.
Il demonio si occupa di altro.
Almeno spero.
Franchino è stato un ragazzo brufoloso.
Chierichetto perfetto.
Una vera e propria passione per la meccanica.
Ha passato l’adolescenza a compilare modifiche aerodinamiche destinate alla Formula 1.
Diligente le disegnava.
Diligente le inviava alla Ferrari.
Che, impertinente, non le prendeva in minima considerazione.
Franchino era anche un pessimo pilota Polistil.
La colpa, naturalmente, non era sua.
Era un chiaro esempio di piste disegnate male.
Di macchine dotate di una aerodinamica rozza ed inefficiente.
Franchino interveniva ferocemente sulle macchine degli altri.
Le prendeva – bastava un secondo di distrazione – e le modificava armato di forbici e cacciavite.
Piccolo kamikaze Polistil.
Difficile dimenticare lo sguardo affranto del proprietario della macchinina che un improvviso bisogno aveva allontanato dalla pista.
E’ cresciuto.
Ha stazionato nei corridoi di ingegneria per un una quindicina di anni.
Sostituendo il bidello nei consigli per gli esami.
Pedante.
Untuoso.
Rompicoglioni.
Ciellino, credo.
Adesso si aggira per la rete.
Con consigli apparentemente perfetti:
Non dategli retta.
E’ pericoloso.
Primo sms:
Vorrei essere sotto alla tua scrivania…
Risposta:
A fare?
Secondo sms:
Non hai idea di quante cose si possono fare sotto ad un tavolo…
Risposta:
Tipo dare la cera?
Per ora, non ha piu’ scritto.
La prossima volta, il link.
Salgono sul treno.
Mattina presto.
Querule. Inutilmente.
“Come e’ bello lui. Con la BMW e tutto il resto.”
“Chi ha vinto il grande fratello? Mario o Teresa?”
“Ha trentotto anni, ma e’ cosi’ giovanile…”
Finalmente, il treno atterra e una delle giovani cornacchie alzandosi: Bimbe, ci ho un ginocchio frastornato.
Inconsapevole poeta.
con sms come questo:
Dopo una grande rimonta, diamo la zampata vincente. Vota e fai votare PD per Veltroni presidente. Fai vincere l’Italia. Si può fare.
Bella testina.
Viene da soggiungere.

Il giorno dopo le elezioni è l’unico in cui la politica prende il posto del calcio. Ma questa volta la Fiorentina non pare proprio avere vinto.
A Livorno, si crede nel Vernacoliere.
E non è affatto una brutta religione.
La Fiorentina ha travolto il PSV Eindhoven per 2 : 0, dopo novanta minuti (più tre di recupero) di gioia, fatica, passione e, soprattutto, grande calcio.
La Fiorentina ha saputo dimostrare il carattere delle grandi squadre.
Ha giocato un calcio intelligente ed acuto.
Mai scontato.
Soprattutto ha dimostrato l’importanza dell’affiatamento, dell’amicizia, della solidarietà.
Come non ringraziare Prandelli per il commovente Frey che trascina i propri dolori in un finale di partita al cardiopalma?
Ecco, a me questi discorsi fanno cagare.
E oggi, a Firenze, è del tutto impossibile parlare di altro.
