Chi li ha sciolti? (Stivali e petardi)
Il capodanno è un momento fantastico per osservare le degenerazioni estetiche degli umani.
Prima di tutto, ci sono i petardi.
Non ne scoppiano mai abbastanza in mano agli idioti che li comprano.
Poi, l’abbigliamento.
La Stampa di oggi dava la notizia di una coppia – madre e figlia – che ha rapinato un negozio di intimo per poter disporre degli indumenti rossi più adatti alla serata.
Quest’anno, però, più che le intramontabili mutande rosse, che sembrano sortilegi per trasformare gli stanchi mariti in tori, sembrano essere d’obbligo gli stivali.
Non normali stivali da donna, del genere che si può osservare senza avere un sussulto demoralizzato ai lombi.
No, si parla di quegli stivali che superano il ginocchio.
Quegli stivali che andavano di moda fra i moschettieri di Dumas.
Cose terrificanti, appena portabili da diciassettenni modelle efebiche, ma che indossati da porcelle stagionate come capocolli e travestite da gran dame fanno venire voglia di fuggire sulla luna.

Cioni è di Empoli.
Subito dopo essere dipinto, Cioni ha la forza di essere cancellato.
O meglio, la fine della sua gamba: tibia e piede, di plastica rigida, calzate in una scarpa consumata.
E’ in una strada non molto frequentata, una di quelle vie che nell’antichità doveva essere un viottolo che portava ad un orto e che oggi è rimasta senza senso se non per chi ci abita.