• Follow us on Twitter
  • RSS
Un altro giorno da descrivere close

ProfStanco

  • Home
  • Blog

Tag Archive for: fascismi

Ordine pubblico militare

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
16/06/2008

MVSNSi parla molto dell’uso dell’esercito per funzioni di sicurezza pubblica (o meglio: ordine pubblico, nel linguaggio della maggioranza di governo).
La maggioranza sostiene che è indispensabile per fare fronte ad una situazione di emergenza.
Le minoranze – al solito variegate e disarmoniche – ritengono che sia una misura di stampo cileno.
In realtà e da un punto di vista strettamente costituzionale, la decisione del governo merita di essere inquadrata lungo due direttrici: da una parte, l’art. 52, Cost. sottopone le forze armate al principio di democraticità e le funzionalizza alla difesa delle istituzioni repubblicane contro ogni attacco esterno.
Dall’altra parte, l’art. 79, Cost. riserva alle Camere la deliberazione dello stato di guerra con l’attribuzione al governo dei poteri necessari.
Sotto il primo aspetto, non pare possano essere condivisi i timori di chi ritiene che l’uso delle forze armate sia in sé un attentato alla democrazia.
L’ordinamento delle forze armate è – o meglio, deve essere – intriso di spirito democratico, sicché le forze armate non possono – o meglio, non dovrebbero potere – essere un pericolo per le istituzioni repubblicane che sono chiamate a difendere e servire con disciplina ed onore, così l’art. 2, legge 11 luglio 1978, n. 382.
Ma è la seconda direttrice costituzionale che soffre di più.
L’esercito non può essere utilizzato al di fuori di una decisione delle Camere che ne giustifichi l’uso con riferimento ad uno stato di guerra.
La Costituzione ha usato volutamente l’espressione "stato di guerra" per escludere la possibilità di usare l’esercito in tempi di pace, per far fronte a sommosse popolari, come accadeva per mezzo della dichiarazione di "stato di assedio" vigente lo Statuto albertino.
Ma l’uso dell’esercito proposto e deliberato dalla maggioranza di governo è occasionato da una situazione di emergenza che ricorda molto gli estremi di uno stato di assedio.
E questo non è costituzionalmente ammissibile.
Il che dovrebbe portare le forze armate a rifiutarsi di obbedire, come prevede l’art. 4, ultimo comma, legge n. 382 del 1978: Il militare al quale viene impartito un ordine manifestamente rivolto contro le istituzioni dello Stato o la cui esecuzione costituisce comunque manifestamente reato, ha il dovere di non eseguire l’ordine e di informare al più presto i superiori.

Fascisti o Coatti?

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
28/05/2008

mussoRoma, 3 gennaio 1925, Camera dei Deputati:

Si dice: il fascismo è un’orda di barbari accampati nella nazione; è un movimento di banditi e di predoni! Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia.
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto.
Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!  Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.

Roma, 27 maggio 2008, Campidoglio

Le violenze a Roma sono da condannare senza alcun attenuante. L’università La Sapienza non può essere luogo di scontro e di violenza politica.

Sono discorsi lontani?
Forse no.
La condanna di Alemanno è per una violenza stupida, idiota, senza giustificazioni politiche.
Una violenza coatta.
Non si estende alla violenza come strumento di lotta politica, su cui Mussolini, nello stesso discorso, ha potuto dire: Ho sempre detto, e qui lo ricordano quelli che mi hanno seguito in questi cinque anni di dura battaglia, che la violenza, per essere risolutiva, deve essere chirurgica, intelligente, cavalleresca.

E’ questa la violenza che fa davvero paura.
Ma non è una violenza che corre nelle strade.
E’ una violenza che si aggira negli emendamenti che occupano l’etere.

Diventare storici del diritto (A proposito di un decreto legge)

18 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
24/05/2008

Calamandrei
Il consiglio dei ministri di Napoli del 23 maggio 2008 ha approvato un decreto legge, il cui testo non è disponibile come allegato alla conferenza stampa, ma il cui contenuto è stato ampiamente diffuso dal ministro Maroni.
Uno dei contenuti normativi essenziali del decreto legge è l’introduzione di una aggravante speciale per i reati commessi da un clandestino: se un reato è stato commesso da una persona che si è introdotta illegalmente nello Stato (ovvero la cui permanenza nello Stato è divenuta illegale), la pena prevista per questo reato aumenta automaticamente.
I meccanismi che determinano un aumento automatico della pena sono incostituzionali.
Si fondano su una presunzione di pericolosità sociale che è incostituzionale perché determina "una indebita limitazione del potere-dovere del giudice di adeguamento della pena al caso concreto – adeguamento funzionale alla realizzazione dei principi di eguaglianza , di necessaria offensività del reato, di personalità della responsabilità penale e della funzione rieducativa della pena – introducendo un «automatismo sanzionatorio», correlato ad una irrazionale presunzione iuris et de iure di pericolosità sociale" (vedi Corte cost. 30 novembre 2007, n. 409, Id. 192 del 2007).
Sono affermazioni astruse.
Affermazioni che contrastano con l’allarme sociale per i rom che rubano.
I rumeni che lavano i finestrini.
I marocchini che spacciano.
I senegalesi che vendono le borse di Luis Vuitton fatte a Napoli.
Il consiglio dei ministri ha esattamente interpretato questo allarme sociale.
Lo ha trasformato in una pena automatica che cozza con la Costituzione.
Ma è il corpo sociale che cozza con la Costituzione.
Semplicemente.
Trasformando lo studioso della Costituzione in uno storico del diritto.
Non importa.
Se si deve essere storici del diritto, si può ricordare la stele di Calamandrei:

INERMI BORGATE DELL’ALPE
ASILO DI RIFUGIATI
PRESE D’ASSALTO COI LANCIAFIAMME
ARSI VIVI NEL ROGO DEI CASALI
I BAMBINI AVVINGHIATI ALLE MADRI
FOSSE NOTTURNE SCAVATE
DAGLI ASSASSINI IN FUGA
PER NASCONDERVI STRAGI DI TRUCIDATI INNOCENTI
QUESTO VI RIUSCI’
S.TERENZIO BERGIOLA ZERI VINCA
FORNO MOMMIO TRAVERDE S.ANNA S.LEONARDO
SCRIVETE QUESTI NOMI
SON LE VOSTRE VITTORIE
MA ESPUGNARE QUESTE TRINCEE DI MARMO
DI DOVE IL POPOLO APUANO
CAVATORI E PASTORI
E LE LORO DONNE STAFFETTE
TUTTI ARMATI DI FAME E DI LIBERTA’
VI SFIDAVA BEFFARDO DA OGNI CIMA
QUESTO NON VI RIUSCI’
ORA SUL MARE SON TORNATI AL CARICO I VELIERI
E NELLE CAVE I BOATI DELLE MINE
CHIAMAN LAVORO E NON GUERRA
MA QUESTA PACE NON E’ OBLIO
STANNO IN VEDETTA
QUESTE MONTAGNE DECORATE DI MEDAGLIE D’ORO
AL VALORE PARTIGIANO
TAGLIENTI COME LAME
IMMACOLATO BALUARDO SEMPRE ALL’ERTA
CONTRO OGNI RITORNO

Pogrom (Zingari, omosessuali, ebrei ed altri insettacci)

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
15/05/2008

Aushwitz
Nel quartiere Ponticelli, da qualche parte nel nulla che avvolge Napoli, la popolazione "civile" si è ribellata alla presenza ingombrante dei nomadi.
I giornali ricordano che gli zingari sono stata l’unica popolazione, insieme agli ebrei, di cui il nazismo si proponeva lo sterminio totale (così Filippo Faccio, in prima pagina del Giornale di Paolo Berlusconi: il buonismo del miliardario ridens avanza).
Ricordano anche che da Auschwitz uscirono vivi (se si può considerare viva una persona che ha vissuto Aushwitz) solo quattro zingari.
Non c’entra nulla.
Proprio nulla.
Lo sterminio nazista non ha niente a che vedere con una guerra fra poveri.
Una guerra di povertà ed ignoranza.
Forse di camorre.
Soprattutto l’essere stati vittime dello sterminio nazista non è una medaglia da appuntarsi sul petto.
Non attribuisce dei "diritti speciali" nei confronti del resto del genere umano.
Anzi.
Dovrebbe costringere a pensarsi esattamente eguali a tutti gli altri.
Proprio perché qualcuno ci ha pensato inferiori in un recente passato, oggi non possiamo pensare di essere superiori a qualcun altro.
Naturalmente non vale solo per i nomadi di Ponticelli.
Vale per tutti gli "insettacci" citati in epigrafe, cui si possono tranquillamente aggiungere anche i cinesi.
Che ci stanno sempre bene.

Fumare fa male

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
06/05/2008

Un ragazzo di circa venti anni è stato ucciso a calci da cinque coetanei.
La scena ricorda Arancia meccanica.
Semplice iperviolenza da noia.
Terribile iperviolenza da noia.
Colpiscono le foto segnaletiche degli indagati.
Facce normali.
Facce che si trovano sul treno la mattina, senza che succeda nulla.
Facce che si trovano in piazza la sera e ti pestano a morte.
Codino, me la dai una sigaretta?
Codino, me la dai una sigaretta?
E giù pedate.
Il problema non è il neonazismo.
Il problema sono le facce che si trasformano.
Dalla mattina, alla sera.
Semplicemente per noia.
Non erano neonazisti i ragazzi di Campi Bisenzio che avevano l’abitudine di picchiare i cinesi.
La spiegavano con molta ingenuità: Ci si trova la sera alla casa del popolo. Ci si annoia. Dopo un po’ uno dice andiamo a comprare un gelato. Un altro risponde, un’altra volta? No, picchiamo un cinese. Facciamo qualcosa di diverso.
Chiediamo da fumare a codino. Facciamo qualcosa di diverso.

Chi li ha sciolti? (Magico dr. Anubi)

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/03/2008

anubi_3_1
Le patenti scadono con una certa preoccupazione.
In un primo momento, ci si dice: Cazzo, sono già passati dieci anni.
Subito dopo, comincia la paura di essere invecchiati, di trovarsi scritto che si devono portare gli occhiali o altre amenità del genere.
Non è con un bello spirito che si sta in fila all’autoscuola.
E come sempre in un posto di merda si incollano le cuffie alle orecchie per non sentire nessuno: né i citrulli che si sforzano di recuperare punti, con quell’aria di fuori_corso_invecchiati_male che non fa bene al cuore, né l’extracomunitario cui la lezione di guida viene fatta pagare il doppio – e con meno della metà dei sorrisi untuosi che sembrano la specialita’ della casa -, né la ragazzina che compila la pratica per la patente con la mamma ed il cui seno non riesce a non essere commovente.
Finalmente la visita.
Dall’altra parte del tavolo, un tipo stanco a trent’anni, con quell’aria da seminarista smesso di tutti i militari fuori servizio.
Dieci visite in tre minuti.
Al termine dei quali si scopre di vederci come aquilotti (ed è vero) esattamente come quel falco che si e’ tolto gli occhiali prima di entrare.
Si, perchè lo strumento di misura della vista è l’interrogatorio: Lei ci vede? Porta gli occhiali? Le lenti a contatto? No? Perfetto_ecco_il_certificato_sono_ottanta_euri.
E la fattura?
Mica sono il Mago Anubi.
No. Non e’ il Mago Anubi.
Anche se rende la vista ai ciechi.

Giuli-Anone

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
10/12/2007

Da anni, Luttazzi definisce Ferrara nei suoi spettacoli Giuli-Anone, ovvero il residuo di sperma e di cacca che resta sul lenzuolo dopo un rapporto anale.
Adesso è stato sospeso il suo programma perché ha suggerito come metodo per non pensare al dramma della guerra in Iraq l’immagine di Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in gola e la Santanché in completo sadomaso che frusta tutti i baccanti.
Ne è nata una polemica sul diritto di satira.
Forse non è una polemica che coglie nel segno.
Forse la questione non riguarda il diritto di satira ma il rapporto fra editore, direttore responsabile ed autori.
L’editore ha diritto di sviluppare la propria libertà di iniziativa economica nel settore delle comunicazioni prevedendo una linea editoriale.
Esattamente come il fabbricante di auto ha il diritto di decidere i modelli che intende proporre al mercato.
Non ci deve essere nulla di strano.
Come non ci deve essere nulla di strano se un editore decide di usare come modello editoriale l’assenza di una linea editoriale.
Nello stesso tempo, Ferrara, per quanto enormemente antipatico, ha il diritto di non essere chiamato Giuli-Anone in pubblico e di non essere evocato dentro una scenetta feticista.
Questo diritto è anche di Berlusconi o Dell’Utri, di Previti e della Santanché, ai quali probabilmente non ha fatto piacere essere immaginati mentre si sfogavano sul direttore del Foglio.
La satira che colpisce le persone è facile.
Ma è satira?
No, ricorda in bambini che prendono in giro i compagni con gli occhiali.
Non solo: se ci si pensa un pò, pare un esercizio piuttosto fascista.
Non si critica l’avversario per quello che pensa, ma per quello che può apparire e si usa il privato per demolire la sua immagine pubblica.

il cilicio in Senato

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/12/2007

Si dice che la senatrice Binetti porti il cilicio.


Si dice anche che sia affiliata alla opus dei, organizzazione piuttosto complessa da decifrare nelle sue incursioni politiche.


Si dice che spesso sul suo voto pesi l’influenza della conferenza episcopale, organismo che non dovrebbe avere molto a che spartire con la dialettica politica repubblicana.


Secondo taluni le opinioni religiose della Binetti potrebbero essere utili al partito democratico: la sfera laica potrebbe essere arricchita dal sentimento religioso se il sentimento religioso fosse disposto a lasciarsi arricchire dalla sfera laica.


In realta’ dispiace essere costretti ad osservare che non puo’ essere cosi’.


La Binetti fonda il proprio sentimento religioso su una opzione trascendente. Su una posizione originaria che si fonda come “vera” e che e’ autoreferente.


Il pensiero laico e’ necessariamente debole nelle sue opzioni finale: crede al dialogo più che alla verita’.


Il partito democratico non puo’ ospitare la Binetti più di quanto possa ospitare un integralista islamico perche’ non puo’ ospitare posizioni originarie illiberali.


Forse nemmeno il Senato la dovrebbe ospitare.


E dispiace dover rilevare che posizioni di questo genere suonano molto più vicine al fascismo che non ai nobili padri della Costituzione.

Una giusta distanza

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
05/12/2007

Il cinema è il luogo delle giuste distanze: dal tuo vicino, dallo schermo, dalla storia, dalle immagini, e così via.
Il cinema è lo spazio di una esperienza lontana, necessariamente d’altri, di una narrazione solitaria.
I cinema sono bellissimi quando non c’è nessuno ed è possibile sedersi esattamente al centro della sala e lasciarsi avvolgere dalla storia come da una coperta.
Se in un cinema vuoto, entra un altro spettatore è una piccola delusione.
Se l’altro solitario spettatore decide di sedersi accanto al primo solitario spettatore è una tragedia.
Se il secondo solitario spettatore è di quelli che hanno bisogno di commentare, viene inevitabilmente voglia di alzarsi ed andare via.
Ma si resta.
Un pò per cortesia.
Un pò per curiosità.
Così se il film è inutilmente buonista: il tunisino brutto ma buono si innamora della maestrina italiana bella e brava finché vittima dei pregiudizi di un paese viene condannato per il suo omicidio, i commenti diventano la cosa più interessante.
Soprattutto se il secondo spettatore, una donnetta sulla cinquantina, forse non del tutto compos sui, alla scoperta del cadavere della maestrina se ne esce con un: Ben gli sta, così impara a andare con i marocchini …
Inutile dire che era tunisino e che i marocchini non sono più tunisini di quanto gli italiani non siano francesi.

Ferrara e l’amore puro

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
03/12/2007

Il Foglio di oggi apre con un editoriale sulla Turco.
La Turco ha promosso una campagna pubblicitaria sull’uso del preservativo.
Niente di particolarmente innovativo: da tempo, molte amministrazioni promuovono un sesso sicuro.
E’ carina la campagna promossa dal Comune di Livorno: Copriti prima di coprire, recita lo slogan, ironicamente slabbrato come è tipico dell’animo livornese.
La notizia è che per la prima volta il Ministero della salute parla apertamente di profilattici.
Secondo Ferrara, non sarebbe giusto.
L’atto sessuale dovrebbe essere trattato e considerato come un qualcosa di spiritualmente intenso che viene diminuito dall’uso del profilattico.
Ferrara aggiunge anche una battuta spiacevole sugli aborti: Mi dispiace non riuscire a restare incinta perché in questo modo non posso abortire ed una banalizzazione della eutanasia.
Non può non venire in mente Azouz che subito dopo la morte della moglie e del figlio per mano dei tristemente comici coniugi di Erba veniva intercettato mentre chiedeva alla partner del momento di farlo senza "preventivi".
L’intellettuale di Berlusconi ed il moro di Lele Mora sono evidentemente sulla stessa linea di pensiero.
Due faccie di uno stesso atavico machismo.

Page 8 of 9«‹6789›

Ultimi Tweets

  • https://t.co/f3p1xGFuox Se Rousseau vota Draghi, M5S si divide e Meloni non è più sola per Copasir etc. 12:09:42 12 Febbraio 2021

Archivi

Segui @ProfStanco

RSS

  • RSS – Articoli

Articoli recenti

  • La satira è anche di destra
  • L’Askatasuna di Calvino e Pasolini
  • Quello che non si può dire (a proposito di Israele)

Categorie

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized

Interesting links

Besides are some interesting links for you! Enjoy your stay :)

Pages

  • Blog
  • Welcome

Categories

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized
© Copyright - ProfStanco - Wordpress Theme by Kriesi.at