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Tag Archive for: prostata

Oggi, esami (Libretti)

12 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/10/2008

librettoGli esami sono una scocciatura immane.
Per il disgraziato che deve rispondere alle domande e per l’infelice che deve ascoltare le sue lezioni straziate dai ricordi del disgraziato.
Si può vedere un Polluter pays che diventa Polluter piss[es].
Etc.
I libretti sono un vaso di Pandora.
La cortesia ne impedisce l’apertura prima della formulazione del voto.
Si dice per impedire il pregiudizio che deriverebbe dalla consapevolezza della carriera accedemica già svolta.
In realtà, non si aprono per evitare di scoppiare a ridere.
Sembrano il gonnellino di Eta Beta.
Ci si possono trovare:
– santini di Padre Pio e Madonne varie con prole e pugnali;
– residui organici più o meno recenti (dalle caccole alle macchie di caffè);
– quadrifogli, coccinelle e oggetti degni della cucina del Mago di Palermo;
– quadrelli di fumo;
– fotografie della fidanzata in versione figlia di Fantozzi…
Una leggenda metropolitana narra dei diciotto in giardino. Il docente svolge l’esame senza pietà e al termine chiede: Preferisce tornare o si accontenta di un diciotto in giardino? Allo sguardo incuriosito degli astanti, replica compilando il verbale, firmando il libretto e lanciandolo dalla finestra. Si racconta anche della reazione eroica del candidato che afferra i verbali e li lancia dalla finestra dicendo: Almeno facciamo le scale assieme…
La verità, secondo me, è che dentro il libretto c’era un gommone usato e il lancio era una reazione naturale alla orrida sorpresa.

P.s.
La foto è di http://talleyrandnet.wordpress.com/

Proteste accademiche: 2008, 1968 o 1348?

11 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
23/10/2008

Caroline_de_Bendern_1968L’intero mondo accademico è scosso da una vibrante protesta.
Pòle Berlusconi minacciare l’uso delle forze pubbliche negli atenei per garantire lo svolgimento delle lezioni?
O le accademie (e soprattutto gli accademici) godono di una autonomia che traslittera in immunità?
Pòle.
Lo potrebbe il ministro degli interni.
Lo può il Presidente del Consiglio dei ministri.
L’interpretazione della sicurezza pubblica e la sua garanzia sono sicuramente prerogative dell’esecutivo, ovvero dell’indirizzo politico di maggioranza.
Ma la questione si pone in termini diversi.
Berlusconi, sul cui acume politico e strategico non possono resistere molti dubbi, pare avere intrapreso una operazione più interessante.
Si è avveduto che la sua maggioranza gode di un consenso (anzi, di un indice di gradimento) schiacciante ed ha deciso di non logorarla, aiutando l’opposizione con un atteggiamento da Pinochet travestito da Scelba quasi materno.
La vera questione, poi, si pone in termini ancora diversi.
Chi difendono queste manifestazioni?
Difendono il diritto allo studio?
Sarebbe come dire che l’attuale sistema universitario garantisce il diritto allo studio e questo, forse, non è.
Difendono una rivoluzione colorata?
Sarebbe come dire che le attuali proteste hanno dei maestri alle loro spalle, un pensiero che le sorregge, una linea politica che discutono. Anche questo non è.
No.
Difendono un sistema stanco e torbido.
Un sistema nel quale i convegni si fanno dove ci sono i soldi per il buffet, a costo di finire dietro il culo della Luna.
Nel quale i concorsi si perdono perché si è più bravi del vincitore, sicché se ne può sempre vincere un altro, mentre l’idoneo o vinceva questo o non vinceva più.
Che discute la quarta riforma organica dei corsi di laurea in dieci anni e se uno resta fuori corso ha una guida dello studente che pare la sibilla cumana.
Paga la missione 20/12 –> 15/01/08 a Rio di un illustre cattedratico, per l’annuale convegno fra gli studiosi di analisi economica del diritto agrario, ovvero dei cesellatori di cocomeri.
Etc.
Non pare un sistema da difendere troppo.
Mi pare un sistema che si chiude – allegra brigata – in una villa di Bellosguardo mentre fuori infuria la peste.
Niente 1968.
Ahimè.
Il 2008 accademico assomiglia al 1348 di Boccaccio.
Quanto a me, affronto la sospensione della didattica podcastando le lezioni.
Che mi pare un modo ragionevole di garantire il diritto allo studio dei miei studenti.

Discriminazioni positivamente orientate

21 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
16/10/2008

Che pare un modo per dire che distinguere fra il bagno dei maschi e il bagno delle femmine non e’ sbagliato.


Ed invece e’ la giustificazione della mozione che vorrebbe delle classi di sviluppo separato (in afrikaneer, apartheid) per gli stranieri che non superano un test di ammissione.


Scandalizza?


Si, scandalizza anche se nessuno vorrebbe che i suoi figli non imparassero le divisioni perche’ ci sono bimbi che hanno bisogno di apprendere l’italiano.


Anche se nessuno vuole che i suoi figli siano turbati dal disagio di una convivenza emarginata.


Etc.


Insomma, e’ uno stupore ipocrita, che non fa nulla per risolvere un problema molto piu’ grave.


Non si puo’ certo pensare che lanciare un bimbo nomade in una classe di bimbi normali, una classe di Piazza Savonarola, diciamo cosi’, sia un modo per integrarlo o per non discriminarlo.


E’ il vero modo per farlo scappare. Peggio forse anche della discriminazione positivamente orientata come la ignavia leghista chiama le affirmative actions.

Chi li ha sciolti? (Consiglio di Facoltà)

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/10/2008

GelminiOggi, Consiglio di Facoltà.
L’ordine del giorno va da: pratiche amministrative (si possono stornare 200/00Euro dal capitolo "avanzo di bilancio", al capitolo "centro linguistico di ateneo), pratiche studenti (si possono stornare diciassette studenti dai corsi del mattino, che non possono frequentare, ai corsi del pomeriggio, che possono frequentare), convenzioni tirocinio (si può sottoscrivere la convenzione con l’azienda ___ per il tirocinio dello studente ___), alla riorganizzazione della offerta formativa (i corsi di laurea si devono articolare per curricula o secondo percorsi formativi più o meno professionalizzanti).
Fuori, dall’alma aula, si discute di un progetto di legge che può modificare sensibilmente il quadro stesso del diritto allo studio.
In bene o in male, ma sicuramente in termini radicali.
Gli studenti hanno occupato il rettorato.
Minacciano uno sciopero dalle lezioni.
Chiedono di conoscere quali iniziative si intendono adottare.
Non era un tema né da Comunicazioni, nè da Varie.
Era un tema, che se fossimo persone serie, avrebbe dovuto occupare l’intero Consiglio.
Non lo siamo.
Naturalmente.
Se fossimo persone serie, dovremmo discutere attentamente la riforma e se la troviamo ingiusta dovremmo unirci alla protesta degli studenti, guidarla, se del caso, e opporci con tutti gli strumenti che possiamo avere a disposizione.

A lezione (Mala tempora currunt)

12 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
08/10/2008

lavagnaLezione di diritto costituzionale.
La problematica costruzione dei principi della Costituzione economica in una società liquida.
Tema complessuccio.
Su un passaggio del discorso – la costituzionalizzazione implicita del diritto allo sviluppo sostenibile per il tramite di una interpretazione assiologicamente orientata degli artt. 1, 2, 3 e 9 Cost., nonché del rinvio mobile di cui all’art. 11, Cost. – entra un energumeno con dreadlock.
–> Mi scusi, Professore, ho bisogno di una sedia.
Prende la sedia dietro alla cattedra e esce.
Stupore.
Rapido pensiero all’antico maestro e a cosa avrebbe fatto.
Esco dall’aula e lo rincorro: Posso portarle la sedia?

Chi li ha sciolti? (Seccano)

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
02/10/2008

fenechG9E’ una lamentazione continua.
Mia moglie non ha più alcun desiderio.
Tizio: torno a casa.
Provo.
Rimbalzo.
Soffro.
Soffro, maledettamente.
In silenzio.
Caio, che ha sposato una signorina che è sempre stata chiamata Frigidaire, nome escogitato dalla sorella, è più espansivo.
Sono tornato a casa.
Le ho detto che volevo fare l’amore con lei.
Mi ha risposto che no, non era il caso, abbiamo già due figli.
Le ho detto che non mi restava che andare in bagno per una seduta di manutenzione.
Mi ha detto: Almeno pensami.
Sempronio, meccanico ben nerboruto: Se la ‘mi moglie mi dice che ‘unn_ha voglia di caricare, gli spezzo ‘i viso con un crick eppoi se ne ragiona.
Prima questione, a proposito di Tizio: difficile pretendere che la moglie sia come Edwige Fenech se uno è diventato uguale ad Alvaro Vitali.
Seconda questione, a proposito di Caio: non era complicato immaginare che sarebbe finita così con Caia. La festa di addio al nubilato è rimasta famosa perché un ballerino si è spogliato. E’ salito sul tavolo. Ha cominciato a ballare in termini inequivocabili. Le si è avvicinato, sempre ballando inequivocabile. Ha portato alla altezza della sua testa l’oggetto inequivocabile e lei è svenuta. Semmai il vero problema è come ha fatto ad adempiere alle obbligazioni preliminari per la nascita dei due figlioli.
Ultima questione, a proposito di Sempronio: la psicologia funziona sempre.
Ed un crick, evidentemente, può mantenere umido ciò che altrove si secca.

Un nuovo blog

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/09/2008

Krakatoa ed io siamo amici fin da piccoli.
Andavamo al liceo insieme.
Siamo riusciti a restare amici.
A parte un breve periodo di dissonanze ideologiche che ci avevano portati sull’orlo della rottura.
Una discussione cretina sul fascismo: La democrazia si può permettere il fascismo? al termine della quale ci siamo dati reciprocamente di fascisti e non ci siamo sentiti per qualche mese.
Ci conosciamo al punto da non avere bisogno di parlare e di parlare per il piacere di ascoltarci.
Non è poco.
Abbiamo deciso di raccontare la nostra adoloscenza.
O meglio, le storie della nostra adoloscenza.
O meglio ancora, i luoghi della nostra adoloscenza che raccontano delle storie.
Il blog si trova qui: http://quandoiltrentatre.splinder.com/
Ho postato i primi pezzi.
Ma il mio browser non riesce a vederli.
Spero che appaiano.
Mi dispiacerebbe dovermi separare da questa idea per incapacità tecniche.

La tempesta perfetta (Pregnancy)

11 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
02/09/2008

BarracudaLa tempesta perfetta non è l’uragano Gustav, che ha fatto "solo" tre morti e non è riuscito a rovinare la convention repubblicana chiamata a ratificare la candidatura di McCain.
La tempesta perfetta è lady Barracuda.
Anzi, la figlia di lady Barracuda: Bristol (nella foto con in braccio il fratellino dawn Trig, che per un bimbo affetto dalla sua malattia appare un nome davvero di cattivo gusto) che aspetta un figlio.
A diciasette anni e senza essere sposata.
Sembra una terribile mazzata sulla campagna elettorale del candidato repubblicano.
La vice presidente chiamata ad attrarre i voti dei cristiani conservatori non è in grado di educare la figlia che resta incinta.
Terribile.
Ma forse non è così.
Non è ragionevole immaginare che una tizia chiamata lady Barracuda non si accorga che la figlia è incinta ancora prima che la piccola dimentichi le opportune precauzioni.
Non è ragionevole immaginare che un tizio che prepara la campagna elettorale come candidato alla presidenza degli Stati Uniti e risale posizioni nei sondaggi come un alpinista non sappia che la figlia del suo vice presidente in pectore è incinta.
In realtà, può apparire come una mossa elettorale geniale e davvero capace di attirare i voti dei cristiani più conservatori e retrivi se si tiene conto che la notizia è accompagnata da un’altra notizia: la piccola Bristol, a diciassette anni, bene rammentarselo, terrà il bambino e sposerà il padre.
E’ stato un incidente, ma un incidente che lady Barracuda ha saputo superare nel più tradizionale dei modi.
Lady Barracuda è davvero una donna ed una madre esemplare.
Se fosse così, sarebbe una mossa elettorale davvero geniale.
Talmente geniale da far immaginare che se la piccola Bristol non aveva voglia di un figlio, sarebbe stato opportuno che se la procurasse egualmente.
Ma possono essere considerati discorsi cinici.
Restano due considerazioni.
Davvero una madre che ha quattro figli può considerare il quinto figlio dawn una benedizione?
Magari lo è per lei e per suo marito, ma potrebbe non esserlo per gli altri quattro che dovranno fare i conti con la sua presenza per tutta la loro vita.
Anche solo pagando i conti di un ospizio.
Ancora: davvero una madre la cui figlia di 17 anni aspetta un bambino, con tutta l’immaturità affettiva di una che fino a due anni prima giocava con Barbie sposa, può considerare giusto nell’interesse della figlia che la stessa si sposi e tenga il bambino?
Tenere il bambino può essere considerato giusto ed inevitabile a seconda delle opzioni etiche.
Consentirle di sposarsi, no.
Non ci si può – e non ci si deve – sposare solo perché si aspetta un bambino.
Una tizia che si disinteressa completamente delle aspettative dei propri figli, del loro diritto ad essere felici, della loro aspettativa ad una vita indipendente ed autonoma, forse, merita di essere considerata pericolosa.
Soprattutto se deve diventare il vice presidente della potenza più potenzialmente letale del pianeta.

Il maratoneta Gasparri: fra quattro anni nel Darfur

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
06/08/2008

PechinoGasparri, già triumviro di Alleanza Nazionale ed attuale capogruppo del Partito della libertà al Senato della Repubblica, ha pubblicato una intervista sul Giornale di Paolo Berlusconi.
La sua tesi è che gli atleti devono protestare alle Olimpiadi.
Devono disertare la cerimonia inaugurale.
Alzare il pugno (sic!) durante le premiazioni.
Fare qualcosa, insomma, per i diritti umani e per il Tibet.
Gli fa eco Baldini (Stefano, il maratoneta, non Andrea, lo spadaccino accusato di doping) che chiede alla politica di fare il suo mestiere e – soprattutto – di lasciare agli sportivi di fare il loro.
In effetti.
E’ del tutto ipocrita accettare che le olimpiadi si svolgano in Cina e scaricare sugli atleti la responsabilità di una partecipazione critica e consapevole.
Gli atleti sono programmati per correre, saltare, tirare di scherma, etc.
Non per essere critici e consapevoli.
Se lo sono, è per merito loro.
Non per funzione sociale.
La Cina fa parte – acriticamente e necessariamente – del nostro mondo, non a causa delle Olimpiadi.
Nemmeno perché un primo ministro, un ministro degli esteri o un presidente della Repubblica partecipa alla cerimonia inaugurale.
Senza il sacrificio dei diritti umani in Cina il nostro benessere non sarebbe possibile.
Molto semplicemente.
Quel benessere a cui nessuno è disposto a rinunciare.
Altro che pugno alzato durante le premiazioni.
La prossima volta, nel Darfur.

Sconti, saldi o remainders?

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
30/07/2008

calzearetePuò accadere di trovarsi accanto un oggetto del genere.
Inevitabile un quesito: Perché? Mica deve essere troppo comodo inguantarsi in siffatta maniera…
Risposta: Ha un figlio piccolo, particolarmente rompipalle, è stata lasciata dal marito – che poteva avere le sue ragioni – e sta cercando un padre per il figlio.
Conclusione: E’ come mettersi a sedere su una piramide di ghiaccio.
Similmente abbigliati, ma con ben diversa grazia.

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