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Tag Archive for: sculaccioni

Pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente

15 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/05/2008

BimbaImpertinente
Mattina presto.
Ingresso dell’asilo che è anche l’ingresso di un museo.
Americana ingombrante che ostruisce il passaggio.
L’americana si sposta a destra.
Bimba irriverente cerca di forzare il passaggio a sinistra.
Non ci riesce.
Movimento inverso.
Egualmente impossibile passare.
L’ingombrante si volta:
I’m sorry
Bimba irriverente la fissa, senza alcuna dolcezza:
No.
Tu non sei sorry.
Sei grassa.

Chi li ha sciolti? (Attenti a Franchino)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
29/04/2008

polistil1975Franchino è stato un ragazzo brufoloso.
Chierichetto perfetto.
Una vera e propria passione per la meccanica.
Ha passato l’adolescenza a compilare modifiche aerodinamiche destinate alla Formula 1.
Diligente le disegnava.
Diligente le inviava alla Ferrari.
Che, impertinente, non le prendeva in minima considerazione.
Franchino era anche un pessimo pilota Polistil.
La colpa, naturalmente, non era sua.
Era un chiaro esempio di piste disegnate male.
Di macchine dotate di una aerodinamica rozza ed inefficiente.
Franchino interveniva ferocemente sulle macchine degli altri.
Le prendeva – bastava un secondo di distrazione – e le modificava armato di forbici e cacciavite.
Piccolo kamikaze Polistil.
Difficile dimenticare lo sguardo affranto del proprietario della macchinina che un improvviso bisogno aveva allontanato dalla pista.
E’ cresciuto.
Ha stazionato nei corridoi di ingegneria per un una quindicina di anni.
Sostituendo il bidello nei consigli per gli esami.
Pedante.
Untuoso.
Rompicoglioni.
Ciellino, credo.
Adesso si aggira per la rete.
Con consigli apparentemente perfetti:

FranchinoNon dategli retta.
E’ pericoloso.

L’High Court lascia Mosley con il sedere all’aria

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/04/2008

IlCulodiMosleyIl povero Max ha perso.
Aveva chiesto alla High Court di impedire la diffusione del video imbarazzante e la High Court ha risposto che sarebbe stato come chiedere alle onde di tornare indietro.
Il richiamo a King Canut è molto carino: il tizio, re di Inghilterra intorno all’undicesimo secolo, aveva cercato di legare le onde con delle catene perché non potessero più affondare la sua flotta.
Non ebbe successo.
Nemmeno il povero Max: il Giudice Eady ha stabilito che le immagini di Mosley, con il sedere a scacchi mentre si fa frustare, sono state talmente diffuse che Mosley ha perso ogni diritto alla sua privacy.
Francamente, è un provvedimento che lascia un po’ perplessi.
Il fatto che una immagine sia diffusa non significa che se è illecita non si debba impedirne la diffusione.
Se hanno pubblicato il sedere di Mosley in una infinità di media, questo non significa che sia sempre il sedere di Mosley e che Mosley abbia il sacrosanto diritto di decidere chi può vedere il suo sedere: cinque signorine armate di fruste o tutti i lettori del Times.
La decisione del giudice Eady lascia immaginare una usucapione della privacy che non può non lasciare perplessi.
E’ possibile temere un mondo in cui se si viene ritratti in termini non esattamente onorevoli e se queste immagini iniziano a circolare, il diritto alla privacy cessa di essere giustiziabile solo perché è stato violato.
In fondo, il compito della giustizia è proprio quello di far tornare indietro le onde del mare.

Uncinando Mosley: un complotto o un imbecille?

12 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
31/03/2008

IlsaMax Mosley è apparso su News Of The World, che non è esattamente il Times, nudo, unito selvaggiamente a cinque signorine di facili costumi, in un’orgia sadomaso con ambientazione nazista.
Pare che il suo divertimento sia frustare a sangue ed essere frustato, sempre a sangue.
I quotidiani inglesi pullulano di spiegazioni e grondano stupore.
Lo stupore è quello classico del popolo verso le perversioni dell’upper class: pòle un oxonianense, barrister presso la House of Lords, Lord a sua volta (di Staffordshire, sic), divertirsi a prendere delle disgraziate a cinghiate?
Evidentemente si, peraltro non pare una novità rispetto alla professione dei suoi antenati.
Le spiegazioni possono essere più interessanti.
Alcune sono paternali e rammentano la storia familiare di Max Mosley che è il figlio del fondatore del partito fascista britannico, Oswald Mosley, figura ambiguamente interessante al centro di una parabola politica che è andata dal fabianesimo all’antisemitismo.
Altre sono improntate alla teoria del complotto: Mosley sta propugnando un tetto per i budget a disposizione dei team in formula 1 ed è molto favorevole alla introduzione di congegni elettronici eguali su tutte le macchine e per tutti i team. Queste novità danneggerebbero i team più ricchi e aggressivi sul piano tecnologico che potrebbero avere orchestrato un attacco nei confronti dell’immagine pubblica di Lord Mosley.
E così via.
Forse è più probabile un rigurgito senile del povero Max, che, alle prese con problemi di sollevamento per nulla banali, si è visto costretto a passare alle staffilate.
Il costume da nazista non pare così rilevante: pare che la sua agenda prevedesse Cappuccetto Rosso per sabato prossimo ed il gioco del clistere travestito da infermiere per quello dopo ancora…

Chi li ha sciolti? (Memento audere semper)

13 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
25/03/2008

Lassie
My smile is not like Tom Cruise and my phisique is not like Brad Pitt, but I lick better than Lassie.
E’ una frase autentica.
L’ambiente un pub del centro di Firenze.
Lui, un ragazzotto normale, vestito normale, una birra normale in mano, etc.
Lei, una tipa normale, australiana dirresti dal modo di vestire: un informale di popeline che in Italia non si userebbe nemmeno per andare in bagno.
Lui si avvicina per attaccare discorso.
Lei ha già chiaramente bevuto al di sopra delle sue possibilità, che non sono scarse.
Lui parla un inglese molto scolastico:
Hi, what is your name? Do you like Florence? Etc.
Poi cita Lassie.
Incredibile.
Non sono come Tom Cruise o Brad Pitt ma la mia lingua è meglio di Lassie.
Non riesco a non ascoltare.
E a non scoppiare a ridere.
Lei, no.
E’ priva di senso dell’umorismo.
Risponde con un I like to ride the cock.
Ed escono insieme.
Memento audere semper, mi viene da pensare.

Ti disturbo?

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
20/03/2008

IIPhone
I telefoni portatili sono delle maledizioni.
Possono squillare in qualsiasi momento.
Ricordano Verdone in Viaggi di nozze: Disturbo? No, non disturba affatto…
I più delicati si fanno precedere da sms: Ti posso chiamare?
E’ una formula molto carina.
Molto gentile.
Sensibile.
Poi ci sono quelli che ritengono che si debba rispondere per forza.
Quelli che lasciano squillare il telefono fino all’esaurimento della batteria, come se stessero chiamando un sordo o un demente o una persona che se solo sapesse che la stanno chiamando risponderebbe subito.
Spesso non è così.
Magari semplicemente non si vuole o non si può rispondere.
Così può succedere che all’ottava vibrazione della tasca, le gambe ridotte ad un palletico che rammenta il delirium tremens di un libro di Dickens, uno risponda:
Pronto [detto con bocca palesemente piena]
Disturbo?
Sto mangiando un panino…
Ah, allora, ti volevo dire…
Ma_cche_ccazzo!

I cazzi del governatore: mr. Paterson

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/03/2008

paterson_385x185_305119aMr. Paterson è il nuovo governatore di NY.
Ha presto il posto del "puttaniere" Spitzer.
Prudentemente ha subito ammesso di avere avuto un certo numero di relazioni extraconiugali.
Il nostro matrimonio stava andando a rotoli e mia moglie ed io abbiamo avuto entrambi degli amanti.
Ha anche ammesso di usare un albergo a poche fermate di metro da casa sua per gli incontri con l’amante.
Fin qui, nulla di strano.
La cosa buffa è la domanda di un giornalista: Quando ha smesso di frequentare quell’albergo?
Ci sono stato varie volte fino al 2001 – avrebbe risposto – insieme a mia moglie: un consulente matrimoniale ci ha consigliato di mettere pepe nel nostro rapporto e quell’albergo mi è parso perfetto.
Capperi.
Condividere il letto di casa con l’amante è davvero di cattivo gusto.
Ma anche condividere il letto dell’amante con la moglie non scherza.

Chi li ha sciolti? (Canne e professori)

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/03/2008

8057_0Il disgraziato si è fatto beccare in classe mentre fumava una canna.
O meglio mentre fumava un qualcosa che chi girava il video diceva essere una canna.
E’ possibile capirlo.
Fa parte dell’essere professori cercare la comprensione e la popolarità.
Ma è giusto?
Puoi educare ignorando le regole della istituzione di cui fai parte?
Puoi fumare in classe?
Non una canna, ma anche solo una muratti, se esistono ancora?
No, è vietato.
Lo vieta l’istituzione di cui fai parte.
Non puoi farlo, perché mangi di quelle regole.
Ma si può anche dire che la violazione delle regole elementari può diventare un modo per stabilire un dialogo educativo più profondo.
Per conquistare una fiducia che consente discorsi più importanti.
Non lo so.
Di sicuro, preferisco il disgraziato che ha bisogno di farsi le canne per guadagnarsi un po’ di popolarità allo stronzetto vestito di lebole, con stivaletti fibbiati e cernierati, che stamane si lamentava a voce alta dei suoi studenti medi: Scopiazzano senza capire, come se noi siamo scemi.
Fossimo – demente – fossimo, non mi sono potuto esumare dal correggere.

Chi li ha sciolti? (Enigmi)

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/03/2008

vignette00402La settimana enigmistica è un periodico divertente.
E’ perfetto in treno o in una sala di aspetto.
Può essere di aiuto anche contro l’insonnia.
Può succedere di fare una lezione.
Una complessa lezione sui sistemi elettorali.
Di prepararla con cura e di dettarla con attenzione.
La voce attentamente teatrale.
I passaggi più difficili sottolineati con cura retorica.
Dopo qualche tempo, può succedere di osservare con più attenzione l’aula.
Di lasciare la cattedra e di scendere fra i banchi.
E di trovare uno studente che compila tutto concentrato la sua copia della settimana enigmistica.
Difficile dargli torto.
In fondo, un cruciverba è molto meno astruso dell’enigmatico Calderoli.

Libero Di Pietro

2 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
29/02/2008

1858

Di Pietro chiede a gran voce di conoscere il nome dei candidati che hanno conti bancari in Liechtenstein.
Ieri lo chiedeva la prima pagina di Libero.
Di Pietro giustifica la sua richiesta con un rombante: Non voglio candidare persone che hanno dei segreti nell’armadio, non vorrei che dovessero perdere tempo a difendersi in processi penali invece di venire in Parlamento.
La domanda di Feltri ha una sua ragionevolezza. E’ difficile negare che in un periodo elettorale non ci sia un interesse pubblico alla conoscenza di dati la cui rilevanza politica è indiscutibile.
La domanda dell’ex sostituto procuratore è retorica, vociata ed inopportuna.
Di Pietro può scegliere di candidare chi vuole, purché si rammenti di aver fatto eleggere il leader degli Italiani nel mondo – personaggio variamente indagato – la cui immediata defezione ha concorso significativamente a generare la debolezza dell’Ulivo nella scorsa legislatura.
L’equazione giustizialista fra conti esteri, riciclaggio, evasione fiscale e pedofilia è assurda ed irragionevole. Può ricordare la perfida Albione di un retore mascelluto che andava di moda ottanta anni fa.
Ma poi se uno fa il ministro della repubblica, davvero ha bisogno di chiedere ai giornali una lista che è nelle mani del suo compagno di governo?
O è talmente infido che nemmeno i suoi colleghi si fidano di lui, o non vuole sapere nulla.
Vuole solo far sapere che lui vorrebbe sapere ma nessuno gli dice nulla.
Il solito teatrino liberamente squallido.

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