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Adesso che è grande

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/03/2016

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Adesso che è grande, penso spesso a quando era piccola. Più piccola di adesso che è grande perché per me sarà sempre piccina.
Penso spesso a quando dormiva fra le mie braccia ei suoi sogni si muovevano dietro i miei occhi.
Penso spesso al suo respiro in quelle notti e al silenzio pieno della musica che muoveva con le braccia verso il cielo.
Penso tutto questo perché anche se ricordo l’ultima notte che è scivolata nel nostro letto, si che quella notte per me non era l’ultima, era una delle tante. E non mi dispiace sapere che si vive solo perché non si è mai consapevoli del presente, solo perché lo stupore del futuro e la nostalgia del passato ci bendano.

Madonne sfigurare

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
15/03/2016

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Una Madonna di Montelupo infilzata in un canto a tramontana guarda il vento che le ha mangiato il viso.
Resta l’attimo di tenerezza che porta in collo, madre d’un sogno cominciato d’inverno e morto a primavera.
La fede di questa età, quella che lasciamo ai nostri figli, è racchiusa in questa ceramica travisata dal tempo e ciononostante ancora capace di luce?
Sarebbe bello.

Privilegi di tramonti

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/03/2016

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La osservo.
Come si guarda un tramonto quando si è consapevoli della sua eternità.
Bella, come un santo greco. Come la Madonna in un affresco di Andrea Del Sarto rimasto a riposare nell’abbandono quieto della clausura.
La gamba, la gamba destra non batte pari, poggia male. Odora di tumore. Profuma del sapore dell’acqua quando la notte porta l’alluvione e la città dorme prima di affogare.
Niente che ancora si vede, solo l’idea di un presagio.
Il privilegio del tramonto.
Perché non tutti i tramonti si assomigliano. Hanno anime diverse. Sono diversi modi in cui il sorriso stupefatto dell’alba diventa dolorosa nostalgia.
Ci sono tramonti che si esauriscono in una linea d’ombra, netti, precisi come bisturi. Di qui, la vita e di là, la morte. Così la morte quando ha la generosità del brigante.
Altre volte, il tramonto è il primo sole dopo la pioggia e profuma di arcobaleni. Ha il sapore della dolcezza di chi abbraccia dopo aver temuto di non poter più salutare quel sorriso lieve che sta svanendo accanto al comodino.
Ma più tristi di tutti sono i tramonti dei giorni di nebbia e pioggia. Quando il sole non ha nessuna nostalgia perché non ha mai visto il suo stupore. I tramonti di Brest e delle correnti che portano gli affogati prima di nascere.

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