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Come un figlio d’altri

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/12/2007

E’ natale anche per i figli degli altri.
I figli degli altri non sono figli nemmeno a metà.
Non c’è  nulla da fare.
Sono lì.
Con la loro madre o con il loro padre ed il compagno della madre o del padre.
In una festa allargata.
Tutti insieme.
Non l’albero familiare nella sua estensione sopravvissuta dopo la pasqua, ma la catena dei dissesti e dei disguidi.
Luca con i figli che ha avuto da Marta.
Marta con i figli che ha avuto da Piero.
Piero con i figli che ha avuto da Monica.
Con un quesito di fondo: ma i figli di Luca se sono fratelli dei figli di Marta che sono fratelli dei figli di Monica, sono fratelli anche dei figli di Monica?

Il natale delle puttane

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
26/12/2007

E’ facile notare la devalutazione delle signorine di generosi costumi.


Dove era una atmosfera decadente e letteraria, un’ aria di sanatorio che poteva colorare il prezzo dei baci con l’erotismo della tisi, oggi sono ragazze africane, colorate nei loro abiti da troie maltinte, con la stessa aria fuoriposto che avrebbe una cassiera di banca vestita di foglie di palma.


Di solito, salgono su treni improbabili, verso le sette di sera, mangiano cose lontane e di primo prezzo, cantano, si cambiano senza pudore in mezzo alla carrozza, mutano la tuta da ginnastica che copre molte delle poverta’ del mondo con quell’abbigliamento che qualche protettore folle ed ironico ha fornito, più come segno di appartenenza – temo – che come strumento di seduzione.


Tornano sullo stesso treno, riavvolgendo il nastro delle loro vite spiaggiate ai bordi di qualche vialone.


Tornano alle sei del mattino, cercando l’acqua dei bagni intasati per lavarsi, per avere un motivo di sfiorarsi il corpo.


Senza cantare, senza cambiarsi, il sonno di bambine appoggiato nel calore sporco del treno.


Ecco, in questo mattino di postnatale non ci sono.


Non saprei se perche’ ieri sono restate a casa o se perche’ stamani hanno tirato gli straordinari.


So che non le ho viste e che stupito della loro assenza ho percorso due volte il treno che di solito mi porta a lezione e che stamani mi accompagna da un amico.

L’indipendenza della Corte costituzionale

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
24/12/2007

Fra le fine di aprile ed i primi giorni di maggio, Romano Vaccarella si è dimesso da giudice costituzionale.
Le motivazioni riguardavano alcune dichiarazioni che erano state rilasciate circa l’ammissibilità dei referendum elettoralli che la Corte è chiamata a giudicare nella prima quindicina di gennaio.
Scriveva Vaccarella che nel momento in cui il governo anticipava pubblicamente una opinione contraria alla ammissibilità dei referendum abrogativi minacciava la sovrana autonomia della Corte e perciò giustificava le sue dimissioni.
E’ di sabato la notizia di un Guzzetta che scrive al Presidente della Repubblica chiedendogli di adottare tutte le misure necessarie ed opportune per garantire l’indipendenza della Corte costituzionale.
Ieri, il Presidente della Repubblica ha esercitato il suo potere di messaggio chiarendo di avere la massima fiducia nella autonomia e nella autorevolezza del Giudice delle leggi.
Due osservazioni.
Primo, la Corte costituzionale non ha bisogno di essere difesa: la sua posizione di ultimo giudice impedisce a qualsiasi altro potere dello Stato di modificare o rivedere il contenuto delle sue decisioni.
Secondo, i giudici della Corte costituzionale godono della stessa immunità che spettava ai parlamentari prima di mani pulite e, perciò, nemmeno loro hanno bisogno di essere difesi.
Ma se è così perché tutti mostrano di temere attacchi per l’indipendenza della Corte costituzionale?
Zagrebelsky, che della Corte costituzionale è stato presidente e presidente emerito, scrive che il giudice delle leggi si deve proteggere dai suoi protettori, un pò come una signorina di malaffare, e che queste dichiarazioni sono molte chiare nel dire alla Corte che l’unico modo che ha per affermare la sua indipendenza è dichiarare l’ammissibilità di referendum che qualche perplessità di carattere costituzionale la suscitano.
Non lo so.
Forse, è vero che se la Corte è un ultimo giudice, è anche un giudice senza ufficiali giudiziari, un boia senza scure: non esiste nessun potere che possa garantire alla Corte costituzionale l’attuazione delle sue decisioni.
L’autorevolezza della Corte si fonda sulla propria credibilità.
E queste dichiarazioni, se è possibile affermarlo, mostrano che la Corte dura fatica ad affermarsi, a sostenere un prestigio che renda all’opinione pubblica implausibili attacchi alla sua indipendenza: se i giornali titolano sulla indipendenza della Corte, il corpo elettorale può dubitarne, può immaginare che nel buio segreto della camera di consiglio possano avere ingresso, come storicamente è accaduto, convitati che nulla hanno a che vedere con le funzioni del giudice delle leggi.
Solo la Corte costituzionale, attraverso la serietà, ma anche la laica semplicità delle sue decisioni, la lucidità dei suoi argomenti, può rispondere, dimostrando di essere davvero al di sopra non solo degli altri poteri ma anche dei pettegolezzi e dei messaggi trasversali che riceve un pò da tutti gli attori politici.

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