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Habent sua sidera lites

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
30/10/2007

Ogni controversia segue il suo fato.
Lo scrive Calamandrei nel suo Elogio del giudice scritto da un avvocato e racconta del cortile della pretura di Monsummano, dove gli avvocati si accalcavano con l’orecchio appoggiato al muro della camera di consiglio.
Stupito chiese perché e gli fu risposto che il giudice era solito decidere gettando il tocco contro il muro: se cadeva da una certa parte aveva ragione l’uno se cadeva dall’altra vinceva l’avversario.
Questi avvocati avevano allenato l’udito ed erano perfettamente in grado di capire attraverso il muro chi aveva vinto e chi aveva perso.
Calamandrei concludeva che in questo modo c’era un buon cinquanta per cento di possibilità che chi aveva ragione se la sentisse anche dare e che non è una percentuale da poco.
Non sono mai stato d’accordo.
Per me, chi ha ragione ha diritto di ottenere ragione.
E, da professore che non fa l’avvocato, continuo a provare vergogna quando vedo un torto, quando vedo un giudice che intende il suo mestiere come esercizio di carità e trova la sua soddisfazione nel dare sempre un pò o molto torto a chi ha ragione, che è più difficile, che a dare ragione a chi l’ha son buoni tutti.
Ma si sa, i professori insegnano, volano alti, si occupano di questioni stellari, nulla sanno della polvere dei tribunali.
Per questo, talvolta, ci vado.
Mi siedo da qualche parte, in un angolo, ed ascolto, sussulto, mi  indigno o sorrido.
I ragionamenti giuridici non sono difficili.
Il diritto è materia stupida: nasce dalla idiozia, ma ha bisogno di una straordinaria saggezza per poter diventare giusto.
A me, francamente, hanno sempre spaventato quelli che credono di poter giudicare.
Io non lo crederei mai.
E  non riuscirei a scrivere una sentenza di condanna finché non fossi assolutamente sicuro di non poter scrivere una sentenza di assoluzione.
Oltre ogni ragionevole dubbio.
Quel dubbio che mi distruggerebbe se avessi scelto di fare il giudice invece di insegnare una materia fatta di valori e di principi.

La pioggia del pissero

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
30/10/2007

Quando piove, mi illudo sempre che bastino un impermeabile aquascutum ed un cappello inglese per non bagnarmi.
Penso che le scarpe a coda di rondine mi tengano asciutto.
E che il ritorto faccia rimbalzare l’acqua.
Poi mi accorgo che i polsini della camicia escono dall’impermeabile che non è fatto per stare su una bicicletta; che le scarpe a coda di rondine non sono state ingrassate a  sufficienza; che il vestito di ritorto resta zuppo per ore.
E mi sento idiota.
Un idiota molto pissero e molto bagnato.

Scorte e scortati (abstract)

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
30/10/2007

Le scorte servono a proteggere gli scortati dai pericoli e lo Stato dagli scortati.
Se si ha paura della scorta, o si ha paura di una ribellione della scorta o si ha paura di quello che la scorta può vedere.
Il primo è uno scenario tipico dell’impero romano: nella storia repubblicana, le scorte hanno conosciuto molte vittime, ma non pare che ne abbiano fatte fra gli scortati.
Il secondo è uno scenario che non deve spaventare chi usa della scorta unicamente per i doveri del proprio ufficio.
Le esternazioni dei giudici sono temibili: il giudice che si rivolge direttamente all’opinione pubblica elude il principio di soggezione alla legge – e solo alla legge – convocando il popolo ad referendum sul proprio operato.
E questo spaventa.
Soprattutto chi ricorda l’unica esternazione di Sua Eccellenza Galizia, presidente della Corte d’Appello di Firenze durante il fascismo, e famoso per avere assolto pressocché tutti i crimini politici o contro la religione sottoposti al suo giudizio.
Questi avvisato che i frati di un santuario avevano cacciato il cadavere del figlio dalla chiesa perché partigiano, attraversò, senza scorta, piazza San Marco e via Battisti, bussò alla porta del convento e prese il priore a sonori calci nel sedere.
Di lui, parlava Calamandrei quando introduceva il principio di indipendenza della magistratura.

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