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Memoria di M.

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
04/06/2017

La mia tata era la mamma che non ho mai avuto. 

Lo sapevo io. Lo sapeva lei. Non ce lo siamo mai detto. Perché non stava bene e io una madre ce l’ho.

La mia tata era un gesto veloce e furbo, due mani forti di rughe e di sogni, occhi color dell’ombra fra i castagni. Profondi. Generosi. 

Non aveva tante parole. 

Non teneva nulla della sua paga. Erano soldi d’altri, che servivano ai mille bisogni di una famiglia che teneva insieme con la pazienza dell’amore. Solo uno spicciolo rubava alla sua paga prima di salire sulla corriera e tornare. Un gratta e vinci perché la mia tata aveva un sogno, avrebbe voluto aprire una lavanderia. Solo essere finalmente padrona del suo tempo. 

La mia tata si è spenta nel suo letto. Piano perché non voleva morire. Si è spenta quando ha capito che ormai le sue mani non erano più utili, quando si è resa conto di non poter più tagliare due fette di pane per regalare una merenda e un sorriso di castagne. 

Le è morto il sorriso e si è fatta piccola nel pigiama felpato d’ospedale, perché il suo posto non era fra le malattie e i malati che parlano solo del loro dolore come un naufrago può parlare dell’abbraccio di uno scoglio. 

Il suo posto era fra i bambini in un canto di fiume fra la strada e l’orto. 

Quel canto in cui sono stato solo una volta per piangere con lei un composto addio per un amore durato tutta una vita e adesso devo tornare.

Chi li ha sciolti? (Crucci Katia o Catia, comunque Hatia)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
30/05/2017
Dal concessionario in attesa del tagliando. 
Buongiorno. Sono Crucci Katia. Sono la prima e devo essere servita….
Nessun problema, Signora. Dica 
Questo il solerte tipo dell’accettazione (il Solerte). Per parte mia, faccio finta di nulla come se fossi davvero l’ultimo. È talmente sudata nel suo abitino beige di cellulite e bigodini che non essere cavaliere sarebbe masochismo: se si alza, si rimette le scarpe e i suoi piedi fanno recere.
Ascolto fuori dall’acquario, in cui il Solerte riceve i clienti. Con quest’aria di clinica privata che fa un po’ Sassaroli e un po’ Fanfani Analytics.
Senta giovane. Ho comprato questa macchina. Bellissima. L’ho aspettata due secoli e l’ho pagata mill’anni. Ma lo sa che ai semafori si spegne? E gli pare una città seria?
Il Solerte fa gli occhi da Padre Pio e spiega lo start and go come se fosse la più grande novità della meccanica e anche lui lo avesse appena scoperto. 
Ma non è santo abbastanza e soprattutto non è per niente beato sicché lei capisce di avere fatto la figura della carampana. Capisce di essere una carampana e sorridendo più triste di un fado si alza e va a riprendere la macchina in officina. 
La guardo. Senza sorridere. Come si fissa un punto in controluce sul viale del tramonto. 

Cinquant’anni 

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
25/05/2017


Cinquant’anni sono l’idea di avere fatto più di metà strada.

A quaranta si pensa che gli ottanta siano un traguardo raggiungibile. A cinquanta si è capito che la vecchiaia è una demenza che puzza di cacca e piscio. 

Sono due figlie che per la prima volta scelgono il tuo regalo da sole trovando una sfumatura di Lacoste che ancora non possiedi e soprattutto la dolcezza di una nonna che sanno molto amata e che le regalava ogni anno. 

Infine è un bellissimo cestino per la carta straccia di Starck in cui smaltire tutto la fatica di questi primi cinquanta. 

E ancora non sono le otto,  l’ora di prendere la bicicletta. Perché il mio regalo è la traversa del Mugello, dalla Faentina. 

Quanto leggera (In morte di una tartaruga chiamata Lina)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
23/05/2017

Le tartarughe muoiono rilassando la corazza.
Con la silenziosa quiete che usano per esplorare il mondo delle tartarughe.
Muoiono quando i loro occhi sprofondano nelle orbite e le antiche fauci si aprono cercando ancora il tempo di un respiro.
Il loro grido è il silenzio che ha chiesto sempre e solo il sollievo di una foglia d’insalata.
Muoiono quando la loro compagna le spinge sul lato del mondo delle tartarughe per sperare che siano ancora vive, che si muovano, che abbiano un sogno leggero di tartaruga dietro quegli occhi di serpente.
Anche la morte di una tartaruga stringe il cuore. Così simile alla sua vita e leggera quanto il passo dell’uomo visto da una stella.

Renzi a Cavriglia è Arezzo news

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
26/04/2017

La rassegna stampa locale dà atto dell’intervento di Renzi a Cavriglia.

Un intervento di interesse costituzionale perché riafferma la necessità di modificare la Costituzione malgrado l’esito del referendum del 4 dicembre.

Lo cerco febbrilmente nel fascio di giornali nazionali del mattino.

Non lo trovo.

La vera notizia di oggi è che Renzi fa parlare solo Arezzo News e poco più.

Che la riforma della Costituzione, le primarie del principale partito del Paese, la ricerca di una formula politica in grado di governare le tensioni religiose alla base del terrorismo sono la cronaca di Arezzo della Nazione.

Non è un buco dei principali giornali.

E’ la fotografia dello stato del paese.

Le cronache del feccia nera: Moccoli

0 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/03/2017


Annunciano per la terza volta che il treno per____ è stato annullato. Sciopero del personale casellante a cavallo o qualcosa del genere per quello che si capisce dall’oboe di Trenitalia. 

Il tipo accanto a me, mezzo toscano all’angolo della bocca, il cappotto di cammello che pensavo fossero tutti al museo di Poggioreale, una couture – si dice così? – alla Cocciante, come se Cocciante non avesse novanta anni, lancia un terribile LaaaaaaA PUTTttttANA di medjugorje e si allontana su un tappeto di moccoli che pare un hovercraft. 

Fin qui, nulla di male e le bestemmie sono panorama come i cipressi. 

Ma non la pensa così lo stuolo di monache filippine che si prendono i moccoli sul muso come fossero un tifone a casa loro. 

Il problema su questi treni non sono i ritardi. 

È la salute spirituale. 

L’occhio della piramide sono i fratelli Occhionero?

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
11/01/2017

Per ora l’occhio della piramide ha visto solo dei politici che farebbero meglio a scrivere con la matita

Eyepiramid – lo sguardo dei fratelli Occhionero – è un programma che ha infettato i computer di molti, moltissimi politici di primo piano.

Un malware che trasmetteva ai fratelli Occhionero i dati contenuti nei computer di Renzi, Monti, Draghi, etc.

Il malware era contenuto nell’allegato di una mail che gli utenti dei computer hanno aperto, lasciandosi infettare e iniziando a condividere con i fratelli Occhionero il loro contenuto.

Tutto dannatamente singolare.

I fratelli Occhionero sono legati alla massoneria e la massoneria non è la miglior parte della storia italiana.

Vedremo che cosa scoprirà la magistratura, a questo proposito.

Per ora, gli interrogativi ai quali rispondere sono:

  • se due spregiudicati fratelli riescono ad entrare in un computer che dovrebbe essere protetto semplicemente inviando una mail, sono due geni del male informatico o chi usa il computer protetto è un idiota informatico?
  • se la massoneria si interessa ai nostri politici, è perché i nostri politici non sono più massoni?

Il primo interrogativo è costato la presidenza degli Stati Uniti alla Clinton e di solito chi riceve una mail dalla signora Alcinia Lombardi che lo invita a conoscere delle casalinghe vogliose la cancella senza neppure leggerla.

Soprattutto se il suo computer conosce dei segreti che potrebbero far tremare la terra più di un terremoto ad Amatrice.

Il secondo interrogativo sarà sicuramente oggetto di una inchiesta parlamentare.

Il miglior modo per insabbiare la verità escogitato dalla nostra storia statutaria e subito ripreso dalla Repubblica.

Da ultimo, Piramidi, o qualcosa del genere, è un film vietato ai minori piuttosto noto nel periodo in cui l’ing. Occhionero poteva essere interessato a questo genere di forme artistiche. Meglio un film con le signorine per descrivere questa vicenda che non l’idea dell’occhio della piramide aperto sui segreti del mondo di mezzo.

Ma il meglio, in queste cose, finisce per diventare sempre il peggio e l’occhio della Piramide, per ora, ha rivelato solo dei politici che si facevano leggere la posta elettronica dopo avere aperto il messaggio di Alcinia Lombardi.

La postverità è un problema di democrazia?

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
04/01/2017

La censura della rete [e] la censura del potere

Grillo, con lo stile di Grillo, sgrilleggia per il web e affronta la postverità.

Quanti accusano la rete di decostruire la verità dimenticherebbero (o saprebbero troppo bene) che il potere ha sempre costruito la sua verità plasmando il reale e costruendo un consenso. Read more →

Come hanno votato quelli di San Basilio?

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
07/12/2016
NO, hanno votato NO

San Basilio è la borgata di Roma in cui i cittadini hanno impedito a una famiglia di occupare l’immobile loro assegnato e che era occupato abusivamente.

Al grido: Fuori i neri da San Basilio.

Gli occupanti legali erano di colore mentre l’occupante abusivo era di nazionalità italiana.

Come hanno votato questi nostri illustri concittadini?

Il NO ha stravinto:

PERCENTUALE VOTANTI
SI 35.07% 41.759
NO 64.93% 77.303
VOTI VALIDI 99.26% 119.062
SCHEDE BIANCHE 0.14% 169
SCHEDE NULLE 0.59% 713
VOTI CONTESTATI 0.00% 3
VOTANTI 67.85% 119.947

Poteva essere diverso?

Cosa significa che il NO abbia stravinto nel luogo in cui l’identità nazionale viene difesa attraverso la tutela di un cittadino italiano che occupa abusivamente un immobile?

Fissata l’udienza sull’Italicum: 24 gennaio 2017

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
06/12/2016

Chi pensava che la Corte avrebbe atteso un tempo più sereno per decidere della legge elettorale di Renzi ha preso una formidabile cantonata

udienzaitalicum

La Corte costituzionale ha fissato l’udienza sull’italicum per il 24 gennaio 2017.

Un mese e venti giorni dopo il NO al referendum costituzionale.

Esattamente il contrario di quello che si era immaginato questa mattina, quando si diceva che il combinato disposto legge elettorale per il Senato – decisione della Corte costituzionale sull’Italicum sembrava diretto a rinviare lo scioglimento anticipato della legislatura.

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