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La questione della centralità parlamentare

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
31/01/2014

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I deputati del M5S hanno occupato il Parlamento, urlando e non solo.

Hanno anche depositato una richiesta di impeachment nei confronti del Presidente della Repubblica.

Lo fanno perché si sono accorti che il Parlamento non è il luogo in cui avvengono le scelte, ma quello in cui le scelte sono ratificate.

Questa è la questione che pongono ed è una questione centrale che non merita di essere dimenticata od oscurata dal modo che questi deputati hanno utilizzato per manifestarla, dal loro metodo, fatto di quella stessa sanguigna brutalità popolare che contrapponeva i sanculotti dell’Abate rosso alla Montagna o alla Gironda delle beneducate gazzette.

Ma è una questione che loro stessi hanno generato: Grillo, esattamente come Berlusconi e Renzi, non fa parte del Parlamento.

Tuttavia mentre Berlusconi è stato espulso dal Parlamento contro la propria volontà e per un percorso giuridicamente inevitabile, Renzi non è stato eletto per questioni interne alle tecnicità del Partito democratico in punto di primarie, Grillo si è volutamente escluso dalla dialettica parlamentare.

Lo ha fatto perché il Parlamento è molto meno centrale della rete nelle costituzioni materialmente neurali della contemporaneità.

E’ di questo che si dovrebbe discutere e, forse, i deputati del M5S sono i meno legittimati a farlo.

La sinestesia della giustizia (281 sexies)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
30/01/2014

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Causa complessa, ma non troppo

Giudice impenetrabile, ascolta le Parti a occhi chiusi, si avvede che hanno finito la discussione orale dopo un silenzio di dieci minuti

Chiede il verbale

Chiude il verbale nel fascicolo

Darà lettura del dispositivo nel pomeriggio

In udienza pubblica_a tribunale chiuso

Sinestesia della giustizia.

Il giorno dopo il giorno della memoria

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
28/01/2014

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Dolci le mani che accarezzavano quella testa di bambino in una antica foto

Mani di sconosciuta e memoria di madre

Tenacia di foglie all’ultimo inverno nella lana di un passamontagna

Niente di tutto questo chi mi è stato caro ha mai voluto ricordare

Arrossendo di cose oscene ogni volta che altri – non chi gli era familiare – lo induceva a quei mai lontani giorni.

Le patate di bimba piccola

0 Comments/ in profstanco, Senza categoria / by Gian Luca Conti
19/12/2013

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Bimba Piccola adora, ovviamente, le patate fritte.

Le mangia compunta.

Una dopo l’altra.

Fissandole a lungo prima di portarle alla bocca.

Dolcissima ed esasperante.

Il padre le chiede di sbrigarsi.

Lei risponde: Il tempo non torna.

E riprende con la stessa compunta, esasperante, dolcissima lentezza.

Ha ragione.

Il tempo non torna, nemmeno quello delle patate fritte…

Oboe (La voce di Trenitalia)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
17/12/2013

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Informiamo i signori viaggiatori che il capotreno è buco.

Al posto di

Informiamo i signori viaggiatori che il capotreno nell’esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale.

Qualcosa di vecchio e di inquietante

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
12/12/2013

Ciccio_Franco_durante_i_moti_di_Reggio

Vi è qualcosa di vecchio e di inquietante nei picchetti organizzati dal Comitato 9 dicembre e in qualche misura appoggiati dal Movimento 5 stelle.

Ma anche qualcosa di nuovo e di indisponente.

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Qui, proprio qui

1 Comment/ in profstanco / by Gian Luca Conti
04/12/2013

Pomeriggio di Sole.

Di Sole invernale.

Di quel Sole che non fa rimpiangere né l’estate né la primavera.

In lontananza, ma vicino, dall’altra parte di un fiume di macchine, una solitaria fortezza, dalle alte mura abbandonate.

Lì, molti anni fa, sono stato.

In un pomeriggio molto simile a questo.

L’aria che frizzava di tabacco e bruciava di freddo, del primo tabacco e del freddo che gli adolescenti non sentono mai.

Un pomeriggio perfetto.

Qui, proprio qui, aveva scritto qualcuno in memoria di un amore inconfessabile.

Qui, proprio qui, sono stato giovane.

Come mai più mi è capitato di sentire, quell’unico giorno in cui non si è né bambini né adulti e si vedono le stelle nel vocabolario di greco.

Stupore di presepio

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
02/12/2013

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E’ un istante.

Un istante di fretta terribile e inutile.

Un istante vissuto nella coda dell’occhio.

Lungo come un’agonia.

Lieve come l’agonia di un santo bevitore.

Quello in cui si apre il sipario della strada, del freddo, della polvere di stelle macinata nell’asfalto, su di una vetrina.

Una vetrina di cartoleria, squallida come negli anni cinquanta.

Con dei presepi, in perfetto e adeguato tono.

Ma soprattutto un bambino, a tre passi di distanza, che lo guarda.

Con l’aria di cercare un mestiere nuovo, una figura mancante, un gioco di luci.

Lo stupore di presepio che illumina il deserto di una giornata.

Moriremo democristiani?

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
27/11/2013

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La mia generazione, che è la stessa di Letta e Alfano, circostanza non gratificante, è cresciuta dapprima nel ritornello del Moriremo democristiani e, successivamente, nella orrenda consapevolezza che morire democristiani sarebbe stato molto meglio di quello che abbiamo avuto modo di vivere.

Nella metà degli anni ottanta, avere diciotto anni ed essere democristiani era davvero triste: si poteva essere comunisti e indossare le ultime pecore verdi o fascisti e mettere i camperos, ma non democristiani, che era un po’ come i cani delle vecchie signore che girano con il cappotto e si nascondono quando incontrano un altro cane ai giardinetti.

Letta e Alfano, però, in quegli anni erano democristiani. Come Pistelli o, prima di loro ma con lo stessa aria di cane col cappotto, Casini. Read more →

Babbo natale e il trenino di Amazon

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
25/11/2013

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Natale si sta avvicinando.

Un mese da oggi.

Riprendono le solite discussioni.

Bimba impertinente oramai non crede più a babbo natale.

Da tempo.

Ma lo difende.

O meglio: difende i sogni di Bimba Piccola.

Tipo, di una decina di anni, l’aria del bambino che ha già visto Fronte del porto e che presto vedrà Querelle De Brest, molto convinto: Babbo natale, non esiste. I regali li porta il trenino di Amazon.

Bimba Piccola sgrana gli occhi.

Bimba Impertinente, rapida come un serpente: Zitto tu, con codesto naso da palombo.

Lo scetticismo va benissimo per se stessi, ma non per i sogni degli altri.

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