L’allievo supera il maestro
Il mio maestro aveva l’apparenza di una persona particolarmente simpatica e con uno splendido carattere.
Magari un po’ distratta e pasticciona.
Mi chiese una volta sola di accompagnarlo in Corte costituzionale per discutere un conflitto fra poteri di un certo rilievo e ricordo ancora che quando lo chiamarono corse verso il banco degli avvocati, la toga svolazzante, la borsa, come sempre stracolma, e inciampò.
Non cadde ma per riprendersi lasciò cadere la borsa da cui scappò fuori il pigiama di Spiderman con cui aveva dormito la sera prima.
Quindici giudici vestiti del lugubre manto dietro al quale la Costituzione si nasconde quando deve manifestarsi, lo osservarono assai divertiti e un po’ sorpresi.
Ho raccontato questo aneddoto talmente tante volte da non sapere nemmeno più fino a che punto sia vero, se il pigiama era di Spiderman o Mandrake o se erano solo dei calzini blu. Tendo ad esagerare quando parlo di lui.
Oggi, però, più o meno nella stessa situazione, mi sono trovato a dover tirar fuori dalla borsa il fascicolo con la fretta di chi non si aspettava di essere chiamato così presto e di veder finire davanti a me, insieme alle carte del processo, sul banco degli avvocati un paio di mutande da femmina che ancora mi domando come ci siano finite.
Ho, finalmente, superato il maestro.
Non in scienza, ovviamente.

