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Invenzioni ignobilmente accademiche (CFU)

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
11/12/2008

lavagnaIl prof. Pungitopo non è considerato una persona seria.
Per nulla.
Si aggira per i convegni con aria  da folletto etilista.
Sempre perfettamente vestito.
Una eleganza retrò.
Mirabile nel tono su tono con cui lega la cravatta ai calzini coordinandosi con le stagioni, la giornata, l’evento.
Di solito, durante i convegni scompare per riapparire alle cene o nelle pause caffè.
Un bicchiere in mano.
Pieno.
Lo svuota d’un fiato, all’improvviso, quasi vergognandosi, come una quarantenne in Tennessee Williams.
Ha preso la parola una sola volta.
In un consesso molto elevato.
Alla presenza di tutti gli accademici della disciplina, togati della loro scienza e pomposamente ammantati delle loro nozioni.
Ha detto una frase memorabile: Ma se venisse un marziano, un marziano di Bruxelles, capirebbe i nostri discorsi? [balbetta, scivola sulle parole, le lega al vino e all’entusiasmo di una notte giovane, una notte da convegnista che deve finire i fondi di ricerca].
Naturalmente, non gli è stato consentito di finire di parlare.
Il presidente dell’assemblea lo ha interrotto, il consesso lo ha ridicolizzato.
Come in Cime abissali di Aleksandr Zinov’ev.
Naturalmente aveva ragione.
Sia sul fatto che i costituzionalisti sono fuori dal mondo.
Sia sul fatto che i veri marziani abitano a Bruxelles.
I CFU (crediti formativi universitari) sono un qualcosa che solo il prof. Pungitopo può spiegare.
In teoria, hanno come scopo di armonizzare i corsi di laurea all’interno dell’Unione Europea.
Ogni corso di laurea di primo livello conta 180 CFU.
Ogni corso di laurea di secondo livello conta 300 CFU.
Ogni CFU conta 25 ore di impegno complessivo, di cui 7 – 12 ore di lezioni frontali; 12 – 20 ore di esercitazioni o attività assistite; 15 – 25 ore di pratica individuale presso laboratori, o per attività di tirocinio o per la prova finale.
In ogni caso, non meno della metà delle ore devono essere dedicate allo studio individuale.
Questo significa che un esame di 6 CFU si misura in 150 ore di impegno complessivo, di cui non meno di 42 sono di didattica frontale e non meno di 125 sono di studio individuale.
La distribuzione dei CFU all’interno delle diverse attività avviene per mezzo del regolamento didattico di ateneo, del regolamento didattico di facoltà, degli ordinamenti dei diversi corsi di laurea.
Complicatissimo convertire le pagine dei libri di testo in CFU.
In teoria, un CFU conta non meno di 12,5 ore di studio individuale e ogni ora di studio porta con sé cinque pagine, sicché un esame da 6 CFU conta 375 pagine (6 * 12,5 * 5).
Questo vale nell’intera Unione Europea e per tutte i settori scientifici disciplinari.
Il che significa che leggere 5 pagine di teoremi matematici per uno studioso di ingegneria dei fluidi equivale a 5 pagine di promessi sposi per uno studente di letteratura italiana.
Indipentemente dalle tradizioni didattiche dei diversi paesi o dei diversi atenei.
Difficile che un marziano di Bruxelles lo possa comprendere.
Ancora più difficile che lo possa ritenere ragionevole.

I pensieri politicamente scorretti di una bambina impertinente (Immacolata concezione)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
09/12/2008

BimbaImpertinenteBimba Impertinente ha un concetto svizzero della realtà.
Ama il tempo che si ripete con tranquilla serenità.
Lunedì mattina, 8 dicembre:
B.I: Babbo, che giorno è oggi?
–> Lunedì, perché?
B.I: Perché io il lunedì vado a scuola.
–> Oggi, è festa.
B.I: Perché è festa?
–> E’ l’immacolata concezione
B.I: Che cosa è l’immacolata concezione?
–> E’ un modo per dire che la Madonna è nata senza peccato
B.I: Babbo, me lo racconti?
–> C’era un Papa, di nome Pio IX, che cercava un modo per passare alla storia e pensò di risolvere la questione della natura della mamma di Gesù. Vedi, per alcuni – così i Domenicani – la Madonna era stata redenta dal Cristo, perché della stessa natura degli uomini e perciò viziata dal peccato originale. Per altri, invece, – i Francescani e i Gesuiti – la Madonna non avrebbe potuto concepire Gesù se fosse stata viziata dal peccato originale, Pio IX …
B.I: Babbo, mi racconti di Cenerentola?

I pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Lingue di gatto)

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
01/12/2008

BimbaImpertinenteLa domenica di Bimba Impertinente è, prima di tutto, gita in pasticceria.
La figlia del pasticciere, che è identica a Pocahontas, ma ha non meno di sessant’anni, le offre sempre un sacchettino di lingue di gatto.
B.I.: Babbo, perché si chiamano lingue di gatto?
–> Perché sono leggeri e fini come lingue di un gatto
B.I.: Allora perché i pavesini si chiamano pavesini?
–> Aiuto…

Anche oggi, esami (Diciotto, almeno diciotto)

25 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
28/11/2008

librettoAnche oggi, esami.
Studenti lavoratori.
Il primo pregiudizio è che uno studente lavoratore abbia diritto ad appelli straordinari.
Non si capisce perché.
Il numero degli appelli non aumenta le possibilità di superare gli esami.
Le aumenterebbe se la possibilità di superare un esame dipendesse da ragioni statistiche.
Ma non è così e non deve esserlo.
Il secondo pregiudizio è che uno studente lavoratore abbia diritto al diciotto.
Anche qui non si capisce perché.
Diciotto non è un brutto voto.
Significa essere in grado di dimostrare di possedere le basi della materia.
Che non si acquistano per effetto di un lavoro come commessa part time o come sciampista full time.
Si presentano due studenti lavoratori.
La prima fa un esame dignitoso: ventidue.
La seconda è orrenda.
Parla un italiano comatoso. Non è materia di esame, ma si esprime urticando.
Le funzioni del Presidente della Repubblica
–> emana le leggi [No, signorina: le leggi si promulgano], presiede il consiglio supremo di Stato [No, signorina, il Consiglio supremo di difesa, il Consiglio di Stato è un’altra cosa] eeeehhhh…….
Poi, signoriina?
eeeehhhh……. presiede la Corte costituzionale [No, signorina, un organo costituzionale non può presiedere un altro organo costituzionale, perché il secondo non sarebbe più in posizione pariordinata con il primo]
La tipa assume la posizione del merluzzo ferito.
La bocca spalancata come se fosse stata sorpresa all’amo: Mi faccia un’altra domanda. Almeno diciotto…
Mi parli della composizione della Corte costituzionale
–> ci sono quindici giudici, un quinto viene eletto dal Parlamento [No, signorina: un terzo], un altro quinto [No, signorina: un terzo, come prima] Ah si, un terzo dalla magistratura civile [No, signorina, dalle supreme magistrature civili e amministrative] Ma allora ce l’ha con me? [No, signorina, è la Costituzione che ce l’ha con lei] Mi dia diciotto [No, signorina, mi dispiace. Si presenti al prossimo appello].
A questo punto, la tipa inizia a urlare.
Crisi isterica.
Urla e strepiti, perché un diciotto non si nega a nessuno.
Sarebbe una regola etica: se sei uno studente lavoratore, hai diritto al diciotto perché lavori.
Va via sbattendo la porta e maledicendomi in ogni lingua conosciuta (ma non da lei).
Maledizione arrivata puntualmente: multa sul treno per bici trasportata abusivamente e smarrimento del pigiapipe preferito.
La prossima volta, l’impugnazione delle sentenze per conflitto di attribuzione.

Svillareggiando

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/11/2008

VillariDietro alla vicenda del senatore Riccardo Villari vi è un delicato intrecciarsi di istituti costituzionali.
Villari è stato eletto presidente della Commissione bicamerale di vigilanza sui servizi radiotelevisivi.
L’art. 5, quarto comma, del regolamento interno della Commissione stabilisce che l’ufficio di presidenza decada solo nel caso in cui la Commissione è rinnovata, anche parzialmente.
Il rinnovo della Commissione avviene nel caso di scioglimento delle Camere. Il rinnovo parziale, nel caso in cui lo scioglimento anticipato riguardi solo una delle due Camere.
Di conseguenza, a norma di Regolamento, il senatore Villari non parrebbe poter essere rimosso dall’incarico.
Tuttavia, l’art. 5, quarto comma si riferisce solo ad un caso di decadenza di diritto.
Non si riferisce ad un caso di revoca.
Il potere di revoca può essere considerato compreso nel potere di nomina, di talché la stessa maggioranza della Commissione che ha nominato Villari come presidente può votare la sua revoca e, in questo caso, Villari non avrebbe altro rimedio che il ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione, via piuttosto ardua da percorrere, dal momento che il conflitto non avrebbe come parti due poteri contrapposti, ma sarebbe piuttosto un conflitto interno al fluire stesso del potere in cui si è innescato.
Nello stesso tempo, la maggioranza potrebbe modificare – ai sensi dell’art. 21 del Regolamento interno – con una deliberazione assunta a maggioranza assoluta lo stesso Regolamento interno chiarendo che il presidente può essere revocato con una deliberazione assunta con le stesse modalità della deliberazione di nomina.
Di conseguenza, le dimissioni del senatore Villari, in realtà, sono un falso problema.
La maggioranza assoluta della Commissione ha tutti gli strumenti per rimuoverlo.
In realtà, però, il senatore Villari pone un problema diverso e molto più complicato.
Il problema del libero mandato parlamentare.
Villari ha rifiutato di rassegnare le dimissioni e si è ribellato alle direttive del proprio gruppo parlamentare, da cui è stato espulso.
Lo ha potuto fare perché l’art. 67, Cost, consente (ed impone) ad ogni parlamentare di interpretare la volontà del corpo elettorale che rappresenta senza vincoli di mandato.
E’ questa la norma che maggioranza ed opposizioni, in realtà, stanno cercando di comprimere.
Senza rendersi conto che il divieto di mandato imperativo è una garanzia di autonomia del Parlamento.
E’ un modo per assicurare che il Parlamento possa essere costituito da uomini liberi.
Il comportamento di Villari, che è svillareggiato come attaccamento alla poltrona, come un modo per nascondersi in un bunker, fra calzoni e babà, così Sebastiano Messina, è anche esercizio di una prerogativa parlamentare che merita rispetto.
Un Parlamento forte non dovrebbe insultare l’esercizio di questa prerogativa.
Dovrebbe revocare Villari dall’ufficio che occupa senza essere sorretto dal necessario consenso dell’opposizione cui spetta la designazione del presidente della Commissione.

Chi li ha sciolti? (L’Onda allaga i binari)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/11/2008

02021834_MEDStazione.
Urla.
L’Onda è entrata in stazione.
Si è adagiata sui binari.
Interruzione di pubblico servizio, nel linguaggio del codice penale.
Due ore come un idiota.
Difficile vincere la tentazione di ricordare i volti dei propri studenti in vista dei prossimi esami.
Molto difficile.
Ma non impossibile.
In fondo, sono un costituzionalista.

I pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Vecchiacci)

10 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
03/11/2008

BimbaImpertinenteBimba Impertinente e Bimba Piccola viaggiano ancora in carrozzina.
Modello slitta da neve per Iditarod.
B.I. sta in piedi su una pedana e B.P. sta seduta nel seggiolino.
Babbo fa il cane, ovviamente.
Il tutto attira gli sguardi degli anziani, che inesorabilmente si avvicinano.
Vecchiaccia, con testa dentro la carrozzina, rivolta a B.P.:
–> Ma che bel bambino
B.I., con voce roca: E’ una bambina.
Vecchiaccia:
–> Ma che bella sorellina, non sei contenta di una sorellina così graziosa?
B.I., con aria angelica: Si, mi piace un sacco. E’ morbidissima…
E la addenta tutta soddisfatta.

Oggi, esami (Libretti)

12 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/10/2008

librettoGli esami sono una scocciatura immane.
Per il disgraziato che deve rispondere alle domande e per l’infelice che deve ascoltare le sue lezioni straziate dai ricordi del disgraziato.
Si può vedere un Polluter pays che diventa Polluter piss[es].
Etc.
I libretti sono un vaso di Pandora.
La cortesia ne impedisce l’apertura prima della formulazione del voto.
Si dice per impedire il pregiudizio che deriverebbe dalla consapevolezza della carriera accedemica già svolta.
In realtà, non si aprono per evitare di scoppiare a ridere.
Sembrano il gonnellino di Eta Beta.
Ci si possono trovare:
– santini di Padre Pio e Madonne varie con prole e pugnali;
– residui organici più o meno recenti (dalle caccole alle macchie di caffè);
– quadrifogli, coccinelle e oggetti degni della cucina del Mago di Palermo;
– quadrelli di fumo;
– fotografie della fidanzata in versione figlia di Fantozzi…
Una leggenda metropolitana narra dei diciotto in giardino. Il docente svolge l’esame senza pietà e al termine chiede: Preferisce tornare o si accontenta di un diciotto in giardino? Allo sguardo incuriosito degli astanti, replica compilando il verbale, firmando il libretto e lanciandolo dalla finestra. Si racconta anche della reazione eroica del candidato che afferra i verbali e li lancia dalla finestra dicendo: Almeno facciamo le scale assieme…
La verità, secondo me, è che dentro il libretto c’era un gommone usato e il lancio era una reazione naturale alla orrida sorpresa.

P.s.
La foto è di http://talleyrandnet.wordpress.com/

I pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Ariel)

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
26/10/2008

BimbaImpertinenteBimba Impertinente: Babbo mi racconti una fiaba?
Quale?
B.I. –> Ariel, voglio che tu mi racconti di Ariel
[Brivido di terrore: Ariel, la sirenetta, Acc., non mi ricordo un piffero]
Allora, un giorno, molti anni fa, in un mare in tempesta, correva un vascello …
B.I. –> Si, e la sirenetta?
Nuotava accanto al vascello ….
[La sirenetta salva il principe che stava per affogare, si innamorano, vorrebbero sposarsi, ma la sirenetta non può vivere nel mondo del principe e il principe non può vivere nel mondo della sirenetta. Acc. non ricordo davvero che cosa succede dopo]
Alla fine, il principe e la sirenetta andarano da Maguffo
–> Chi è Maguffo?
Il Mago Buffo, un mago potentissimo che ha sempre una soluzione. Maguffo dopo avere ascoltato attentamente la sirenetta – il principe non era bravissimo a spiegarsi, era un po’ bietolone – preparò una pozione magica e in questo modo la sirenetta poteva vivere con il principe e il principe poteva vivere con la sirenetta. Un po’ nel mondo della sirenetta e un po’ nel mondo del principe…
–> Ma, babbo, la fiaba non finisce così
No, la fiaba vera finisce così, me la raccontava sempre la mia nonna, solo che è un segreto. La mia nonna lo ha raccontato a me come io l’ho raccontato a te.
–> Babbo, mi racconti la fiaba finta?

I pensieri politicamente scorretti di una bimba impertinente (Gesù)

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/10/2008

BimbaImpertinenteSera, Bimba Impertinente: Babbo mi racconti di Gesù?
Babbo, ragionevolmente stupito della tensione mistica: Gesù … Gesù era un signore che girava per Israele e predicava di un mondo migliore …
[Sguardo perplesso di B.I. e ricerca di una diversa spiegazione]
Si narra che Gesù guarisse i malati …
[Incoraggiante lampo di interesse di B.I.]
Si, Gesù, una volta, incontrò un mendicante che aveva una mano tutta anchilosata, gli disse Stendi la mano e il mendicante la distese, guarendo
–> Ma non è possibile
Beh, devi immaginare che Gesù poteva fare tutto quello che voleva
–> Come un mago
Si, una specie di mago, diciamo il mago che conosceva i segreti di tutti i maghi
–> Insomma, Babbo, dimmi la verità: Gesù era Mary Poppins

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