• Follow us on Twitter
  • RSS
Un altro giorno da descrivere close

ProfStanco

  • Home
  • Blog

Tag Archive for: prostata

Absit injuria verbis (Hawking’s caregivers)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
27/02/2026

Gli Epstein files sono noiosi.

Noiosamente pruriginosi, direi.

Se si dovesse essere seri, si penserebbe che il modello di sviluppo del capitalismo post AI generativa stia rigettando un sistema in cui il potere aumenta se stesso attraverso torbide relazioni personali.

Che, in fondo, era quello della Roma del 1500.

Questa volta la questione è più complessa: quasi tragica. Un uomo che non ha il comando delle proprie azioni ma una intelligenza straordinaria può essere complice di un predatore sessuale? Che cosa si deve provare nel vedere questa persona circondata da signorine assai evidenti sul bordo di una piscina mentre sorseggia un fresco cocktail tropicale?

La famiglia è corsa ai ripari dichiarando che si trattava delle badanti e che lo scienziato era a un convegno scientifico.

Sicuramente ha ragione e non si ha nessun serio motivo per dubitarne, anche se cade una delle poche verità di cui ero fermamente convinto: le infermiere come quelle somministrate a Hawking non esistono solo nei film di Alvaro Vitali.

Politica togata e toghe politicizzate

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
20/02/2026

Disturba il conflitto fra poteri che si sta scatenando intorno al referendum sulla separazione delle carriere.

Disturbano i magistrati che prendono costantemente posizione sull’uno o l’altro fronte e la politica che ne replica le posizioni.

Ci sarebbero da dire due cose, non troppo scontate, nel merito della riforma.

La prima riguarda la ragione dell’unica carriera per la magistratura requirente e giudicante: l’idea che il magistrato requirente abbia le caratteristiche di indipendenza, imparzialità e soggezione soltanto alla legge che nell’occidente civilizzato si associano alla magistratura giudicante è una idea straordinaria collegata sia al valore costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale sia alla presunzione d’innocenza sia alla funzione rieducativa della pena.

Non sono sicuro, però, che le cose siano andate nel senso prefigurato dalla Costituzione.

La seconda riguarda la responsabilità professionale dei magistrati: sinora, si è affermato un regime assai peculiare per cui i magistrati molto difficilmente possono essere chiamati a rispondere dei loro errori. E’ una conseguenza della costruzione della loro soggezione soltanto alla legge ed è tipico per l’esercizio delle funzioni giudicanti perché queste funzioni sono al di sopra delle parti.

Se, invece, si costruisce il pubblico ministero come una parte, la sua responsabilità diventa simile a quella degli avvocati e potrebbe essere complesso considerati i valori che il pubblico ministero amministra.

In altre parole, se la gestione palesemente coercitiva della carcerazione preventiva durante la stagione di mani pulite fosse stata suscettibile di sindacato in chiave di responsabilità professionale, sicuri che i pubblici ministeri avrebbero usato dei loro strumenti con quella disinvoltura?

Non sono argomenti né a favore del Si né per il No, sono solo spunti di riflessione.

Quello, però, di cui sono sicuro è che l’art. 98, terzo comma, Cost. vieta ai magistrati di fare politica attiva, esattamente come lo vieta ai militari in carriera e ai diplomatici in missione all’estero. Si tratta di una disposizione che ha un forte valore etico e che mi pare sia palesemente violata nel corso di questa campagna referendaria.

Mi domando però se al divieto per i magistrati di fare politica non si accompagni anche un divieto per la politica di regolare la magistratura secondo il principio maggioritario: la giustizia, l’esercito, la diplomazia sono amministrazioni che devono operare al di fuori di qualsiasi partigianeria e nell’interesse esclusivo dell’intera comunità nazionale.

Ma questo significa anche che il circuito Parlamento – governo quando si occupa di queste amministrazioni deve rinunciare all’indirizzo politico di maggioranza.

Forse il vero nodo costituzionale che consente di superare il conflitto fra poteri di politica e magistratura è il nucleo normativo essenziale di 98, terzo comma, Cost.

E mi pare questo il senso del discorso di Mattarella al C.S.M.

L’allievo supera il maestro

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
19/02/2026

Il mio maestro aveva l’apparenza di una persona particolarmente simpatica e con uno splendido carattere.

Magari un po’ distratta e pasticciona.

Mi chiese una volta sola di accompagnarlo in Corte costituzionale per discutere un conflitto fra poteri di un certo rilievo e ricordo ancora che quando lo chiamarono corse verso il banco degli avvocati, la toga svolazzante, la borsa, come sempre stracolma, e inciampò.

Non cadde ma per riprendersi si lasciò sfuggire la borsa da cui scappò fuori il pigiama di Spiderman con il quale – si suppone – aveva dormito la sera prima.

Quindici giudici vestiti del lugubre manto dietro al quale la Costituzione si nasconde quando deve manifestarsi, lo osservarono assai divertiti e un po’ sorpresi.

Ho raccontato questo aneddoto talmente tante volte da non sapere nemmeno più fino a che punto sia vero, se il pigiama era di Spiderman o Mandrake o se erano solo dei calzini blu. Tendo ad esagerare quando parlo di lui.

Oggi, però, più o meno nella stessa situazione, mi sono trovato a dover tirar fuori dalla borsa il fascicolo con la fretta di chi non si aspettava di essere chiamato così presto e di veder finire davanti a me, insieme alle carte del processo, sul banco degli avvocati un paio di mutande da femmina che ancora mi domando come ci fossero finite.

Ho, finalmente, superato il maestro.

Non in scienza, ovviamente.

Alice piange (Anche oggi esami)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
13/02/2026

Alice ha frequentato tutto l’anno.

In prima o in seconda fila.

Ha preso appunti con grande precisione e attenzione, la calligrafia minuta e ordinata.

Non ha fatto l’esame fino all’ultimo appello del primo semestre. Come molti altri, peraltro.

Lo supera, bene, dimostra intelligenza.

Comunico il voto.

Si mette a piangere.

Resto interdetto: ha fatto bene, sottolineo. Mi è piaciuto molto come ha esposto e ancor di più la serietà con cui ha seguito Perché piange?

Risponde che non piange né per l’esame, né per il voto. Piange perché quando ha iniziato a seguire le mie lezioni aveva delle idee, persino una ideologia. Ed io le avrei dimostrato, lezione per lezione, che tutto quello in cui credeva poteva essere oggetto di dubbio, essere falsificato, e che questo le ha lasciato un gran vuoto dentro.

Mi domando che cosa rappresenti meglio il punto di partenza del mio modo di interpretare la Costituzione e mi rispondo che, dal mio punto di vista, il costituzionalismo moderno nasce allo snodo fra la guerra dei sette anni e la rivoluzione americana e che si manifesta pienamente nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1789. Che il quesito di ricerca che mi ha sempre mosso è perché Robespierre, che ci credeva davvero nei diritti universali dell’uomo, abbia voluto reprimere Toussaint Louverture che non voleva altro (ed oltretutto apparteneva a una classe di privilegiati). Che mi sono risposto, molto alla Bentham, che era la distruzione del velo di Maya: la dichiarazione universale serve a sorvegliare e controllare individui che l’illusione dell’eguaglianza spinge verso l’illusione dei diritti. Che è questa ambizione con cui una massa Sanfedista ambisce a libertà piccolo borghesi consente alle élites mercantili di governarla senza ricorrere al ferro, in un’età in cui il ferro non sarebbe più sufficiente.

E dopo essermi confessato tutto questo mi viene solo da chiedere perdono ad Alice.

La satira è anche di destra

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
09/02/2026

Un comico di destra è stato invitato a Sanremo.

Chissenefrega, verrebbe da dire, anche se l’espressione non è politicamente corretta, soprattutto se riferita alla destra.

La sinistra insorge: ha preso in giro la Schlein, è un comico sessista, fa battute politicamente scorrette.

La Meloni ribatte che se lei viene presa in giro da Natangelo sul Fatto Quotidiano, allora Elly può essere presa in giro a Sanremo. Magari ha ragione. Magari ha ragione Renzi che osserva che farebbe meglio ad occuparsi di sanità e fisco, anche se lo stesso discorso vale per quella sinistra che ha protestato contro il comico di destra.

Il comico rinuncia all’incarico (e al cachet).

La RAI se ne esce con un comunicato in cui manifesta solidarietà per il comico che giustamente avrebbe espresso preoccupazioni per la integrità propria e dei suoi cari. Come dire: anche questo è un problema di sicurezza pubblica.

Viene da pensare che, forse, se io fossi un comico, ed essere un professore di diritto costituzionale, di questi tempi, non è troppo diverso, avrei preso le critiche di chi contesta la mia comicità troppo greve come  un motivo per dimostrare di essere capace anche di uno humour alto: vengo ma, state tranquilli, non farò nessuna battuta politicamente scorretta e dirò tutto il bene di tutti facendo ridere lo stesso.

Sono brutti i tempi in cui i giullari si autocensurano. Ma ancora più brutti quelli in cui i politici protestano contro di loro: Spadolini non ha mai accusato Forattini per averlo rappresentato come un salume. Vale per la Meloni, vale per la Schlein.

Tuttavia non è vero che la satira è solo di sinistra.

Basta leggere lo schema del d.l. sicurezza: l’art. 17, intestato Disposizioni in materia di accertamenti concorsuali e di requisiti per l’accesso ai ruoli e alle carriere della Polizia di Stato, stabilisce che gli appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato che esercitano funzioni di polizia (evidentemente ci sono dei poliziotti che fanno altro) e gli allievi dei corsi di formazione per l’accesso ai ruoli della Polizia di Stato che partecipano a concorsi, interni o pubblici, per il passaggio o l’accesso ai ruoli e alla carriera superiori della Polizia di Stato non sono sottoposti agli accertamenti dell’efficienza fisica e, per la parte già effettuata all’atto dell’accesso ai ruoli, agli accertamenti psicofisici.

In pratica, se si capisce bene, in un provvedimento di urgenza collegato al bisogno di far fronte alla straordinaria emergenza collegata ai fatti dell’Askatasuna, è finita, insieme a molte altre, anche una norma provvidenziale per il personale della Polizia di Stato.

Un poliziotto, una volta che, a diciotto anni, più o meno, ha superato il test di efficienza psico-fisica rimane perfettamente sano e in perfetta forma per tutta la sua vita lavorativa e non c’è più bisogno di ripetere questo accertamento ogni volta che fa un concorso interno per salire di grado.

Viene da chiedersi perché non anche i Carabinieri, la Guardia di Finanza, le Guardie Forestali, i Vigili del Fuoco, la polizia urbana e quella venatoria? Che differenza c’è?

E cosa c’entra con l’Askatasuna una norma che crea una stirpe di superuomini, i poliziotti, che resistono alle offese del tempo.

Anche la destra fa satira, solo che la fa con i decreti legge, e questa è la satira che il paese si merita.

Influencer agli inferi

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
27/08/2025

Gli influencer non sono reporter perché nessun giornale comprerebbe i loro contenuti e i reporter non sono influencer perché nessun consumatore comprerebbe mai i prodotti che promuovono nei loro articoli. Read more →

Anche oggi, esami (18—-)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
15/07/2025

Gli esami non sono mai semplici.

L’ultimo studente dell’ultimo appello dell’ultima sessione non è mai il più semplice.

Non ha studiato, o meglio: non ha risposto alle domande come se avesse studiato.

Neppure alla domanda su quali libri di testo avesse preparato il suo esame.

L’esame lo ha condotto il mio assistente.

Mi chiama. Per lui sarebbe 18—- solo perché altrimenti lo studente non manterrebbe il diritto alla borsa di studio che gli è stata assegnata.

Faccio la più semplice delle domande.

Cerco di aiutarlo. Non ci riesco.

Gli comunico che non ha superato l’esame.

Risponde che perderà la borsa di studio. Replico che le borse di studio sono per chi studia.

Mi fermo. Ci ripenso. Verbalizzo diciotto.

Gli dico:

lei non merita questo voto ma io non voglio prendere una decisione che è solo sua. Veda lei se vuole cambiare registro e terminare con onore e dignità il suo percorso di studio o continuare a fare queste figure.

Ma, davvero, mi resta un gran peso sullo stomaco.

Sia per quello che ho fatto che per quello che ho detto.

Il Maestro e il perfetto citrullo

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
20/06/2025

Il perfetto citrullo sono io, il Maestro sa chi è.

L’ancora giovane Maestro e l’imberbe perfetto citrullo, in un dialogo nel quale il perfetto citrullo viene presentato a un collega del Maestro e il Maestro lo definisce con il medaglione:

Lui pensa

Il perfetto citrullo gongola.

Anni dopo, il Maestro è stato trascinato via dalle maree degli eventi che hanno dilavato la vita del perfetto citrullo e lo hanno trascinato in un esilio fuori porta.

Un collega più anziano presenta il perfetto citrullo a un collega che, ovviamente, non aveva idea di chi fosse il perfetto citrullo. Di nuovo:

Lui pensa

Di nuovo, il perfetto citrullo gongola.

Orgoglioso: io, io sono uno che pensa.

Non avevo capito allora, povero idiota, che per chi si avvia per le varicose e auliche vie dell’alta accademia, l’importante non è pensare, anzi quello è meglio nasconderlo. L’importante è ricordarsi quello che hanno pensato gli altri in modo da citarglielo addosso al giusto momento.

Soprattutto, però, e lo capisco solo adesso non avevo capito che questo il Maestro e il collega più anziano lo sapevano perfettamente e quando dicevano:

Lui pensa

mi menavano per il naso.

O, forse, più probabilmente, che, nella loro molto accademica maniera, mi stavano dando un consiglio e un suggerimento. Quelle cose che, in questo mondo, dirle direttamente è più volgare che cenare in pantaloni corti al club del golf.

Santa [S]Fiducia: la democrazia delle trappole identitarie

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
26/02/2025

Sul piano tecnico, uno dei due rami del Parlamento ha respinto la mozione di sfiducia individuale presentata nei confronti del Ministro Santanché.

Il Ministro si è difeso sostenendo di essere il bersaglio dell’altrui invidia per i suoi tacchi, le sue borse, il suo modo di essere.

Può darsi che abbia ragione.

Ma può anche darsi che, come spesso capita a chi è accusato, la sua difesa si sia trasformata in un’accusa peggiore del capo di imputazione.

La Santanché è percepita essenzialmente come una donna di mezz’età che si veste con uno stile decisamente aggressivo, cerca, per quel che può, di mantenersi in forma e ostenta il proprio fisico.

Qualcosa che, absit injuria verbis, può essere definito come una cougar nel linguaggio di siti meno seri del Corriere della Sera ma con più visitatori.

Questa è la ragione che la rende un animale politico perché il suo aspetto, quell’abito di pelle_latex_quel che l’è, quella borsa, quei tacchi 12 è, per i suoi elettori, rappresentativo della nazione e meritevole di essere ricompreso nell’indirizzo politico di maggioranza.

Succede: quando la democrazia si trasforma perché gli organi eletti non sono più chiamati ad educare la nazione, secondo il modello di Bagehot, ma a rappresentarla, secondo il modello di Bockenforde, allora ci vediamo allo specchio e il nostro specchio ci mostra anche i tacchi 12 della Santanché.

Non è diverso da quello che succede a sinistra: che cosa fa Sara Funaro quando si arma degli opportuni utensili e scende da Palazzo Vecchio per smontare le key box? Esattamente la stessa cosa: dà vita al disagio di chi vive nella invidia di quelli che si “arricchiscono” con airbnb invece di fittare ad equo canone ai cittadini più bisognosi che sono costretti a vivere sempre più lontani dal centro in periferie che si alimentano di sogni al plasma.

In questa democrazia rischiamo di restare invischiati in una trappola identitaria perché se ciascun eletto concorre a rappresentare l’intera nazione trasformandosi in una maschera da commedia dell’arte, l’indirizzo politico non è più un consenso per intersezione guidato da valori alti. E’ una commedia.

Santa che compra borsette false per regalarle alla Pascale.

Genny che si fa illudere di essere diventato padre e finisce su tutti i rotocalchi insieme a Rosy e alla moglie piuttosto infastidita. Non si sa se per il tradimento o per il pentimento.

Michele che blocca un ristorante per pranzare con l’avvocata ambasciatrice della Puglia all’estero.

Sara con le pinze in mano che si trasforma nella vendicatrice del proletariato scacciato dal centro storico.

Etc.

Tutto sommato meglio di quello che accade dall’altra parte dell’oceano dove, per le stesse ragioni, ci si veste da Toro Seduto e si assalta il Parlamento.

Le api di Ferdinando

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
13/02/2025

Più o meno due volte alla settimana, apro il mio cassetto delle pipe, ripongo la pipa che ho usato sino a quel momento e ne prendo un’altra.

Non sono mai stato capace di contare le pipe che possiedo.

Ognuna di esse racconta un periodo diverso della mia vita e sono ordinate da sinistra a destra, a sinistra quelle che oramai appartengono al passato, Brebbia, Savinelli e Peterson: pipe che sono state caricate persino con tabacchi cavendish, come l’Amphora Black, lo Sweet Dublin e lo Skandinavik, ma anche il Clan.

Nell’area di centro sinistra la mia collezione di Dunhill, pipe che hanno accompagnato tutta la mia vita, dalla prima che mi fu regalata dal padre di un mio amico prima di morire, alle altre che acquisto con parsimonia e costanza. Queste hanno iniziato a vivere con il Virginia n. 8 di Sasjeni, ancora oggi un tabacco per il quale provo una ferma nostalgia, hanno assaggiato la miscela di Royalty e Aperitif, a lungo la mia miscela preferita, il Baby Bottom, il Three Nuns.

Al centro Rinaldo, Radice e Caminetto: le pipe della mia gioventù di procuratore legale. Queste hanno provato l’Half and Half, il trinciato Italia, lo Standard Mixture (medium, non mild), il Nightcup e talvolta l’Early Morning.

A destra, Castello: come Dunhill hanno accompagnato tutta la mia vita e, qui, adesso, fumo più spesso la mia ultima miscela (1 parte di Nightcup, 3 parti di trinciato Italia, 1 parte di Kentucky in purezza, una quantità omeopatica di foglie di avana).

Le guardo e non so mai quale scegliere, né perché la scelgo: solitamente prediligo una dritta se fumerò fuori casa o una semicurva se fumerò principalmente nel mio studio.

Adoro le mie pipe e so che parlano di me: non sono capace di contarle perché contare è un modo di esprimere il possesso. E’ il Paperone di Topolino che conta e riconta il proprio numerario. Quando si possiede si è posseduti e io odio perdere la mia autonomia. Preferisco pensare che ogni cosa che possiedo abbia una vita propria e abbia deciso di passarne una parte con me.

Soprattutto queste pipe ciascuna delle quali è stata acquistata con l’ambizione di trasformare un vizio in arte.

Che, in fondo, è il modo con cui mi piace vivere.

Page 1 of 22123›»

Ultimi Tweets

  • https://t.co/f3p1xGFuox Se Rousseau vota Draghi, M5S si divide e Meloni non è più sola per Copasir etc. 13:09:42 12 Febbraio 2021

Archivi

Segui @ProfStanco

RSS

  • RSS – Articoli

Articoli recenti

  • I costituzionalisti del Bah
  • Absit injuria verbis (Hawking’s caregivers)
  • Politica togata e toghe politicizzate

Categorie

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized

Interesting links

Besides are some interesting links for you! Enjoy your stay :)

Pages

  • Blog
  • Welcome

Categories

  • jusbox
  • profstanco
  • Senza categoria
  • Uncategorized
© Copyright - ProfStanco - Wordpress Theme by Kriesi.at