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Tag Archive for: prostata

Nessuno tocchi Papino

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
22/06/2009

berlusindoneIl Noemi_Gate si sta diffondendo.
Non più "solo" una signorina di Casoria che riceve una strana visita del Capo del Governo per il suo compleanno e un regalo piuttosto singolare.
Adesso, con ritmi ska, si aggiungono: (i) i memoriali della escort con registrazioni e video: Andiamo nel lettone? Non hai più voce?_Ieri sera hai gridato troppo; (ii) le amiche della escort che confermano il tutto, precisando di non essere escort ma "ragazze immagine"; (iii) le signorine dell’est che avrebbero affollato le feste a Villa Certosa; (iv) la deputata europea con funzioni di lenone.
In un crescendo da Fiera dell’Est: la minorenne che porta alla donna perduta che porta alle prostitute dell’est che non si sa ancora a cosa porteranno: il trans potrebbe essere un bel passaggio per il G8.
Le difese del miliardario ridens sono nervose: la Bergamini (Corsera del 18 giugno) paragona Berlusconi a Catilina in una lettera troppo accorta per dimenticare che lo stesso paragone era stato escogitato da Saramago in un articolo del 16 maggio sullo stesso giornale tutt’altro che lusinghiero: Berlusconi come Catilina ma nessun Cicerone in vista era il filo rosso del ragionamento portato avanti dallo scrittore piuttosto esperto di dittature.
Berluschini si attacca alla privacy e alla irrilevanza penale dell’utilizzatore finale in una fattispecie di sfruttamento della prostituzione.
Feltri ricorda l’intervento alla prostata che renderebbe il Capo del Governo incapace di governare il proprio inguine.
Giulianone cerca una scialuppa, capiente.
Con rapida freddezza, forse, gli aspetti da osservare sono due.
Primo, appare indubbio che il Primo Ministro ricorra alla forza del mercato per le proprie soddisfazioni sessuali. Probabilmente non ne avrebbe bisogno: una persona nelle sue condizioni non ha bisogno di pagare né per invitare delle belle ragazze ad una festa, né per corteggiarle con successo. Se paga, lo fa perché non vuole avere problemi. Vuole essere sicuro che una volta consumato vadano via con la loro busta senza chiedere null’altro: da uomo di mondo, sa benissimo che le donne non si pagano perché vengano ma perché vadano via.
Di conseguenza, il Presidente del Consiglio è un incapace.
Ma questa può essere una questione che non ha rilevanza politica, poiché riguarda esclusivamente le qualità umane del Primo Ministro scelto dagli italiani.
Secondo, appare indubbio che la signora D’Addario sia stata pagata da un terzo che poteva avere interesse a ricevere dei vantaggi dal Capo del Governo.
Appare anche indubbio che il corrispettivo abbia onorato una prestazione che si è svolta di notte in un letto grande.
Appare probabile che il mediatore di questo negozio abbia ricevuto o sperato di ricevere una qualche contropartita.
Qui, la sostanza politica del problema – giuridicamente coperta dal lodo Alfano -, il Presidente del Consiglio è felice di ricevere a casa propria delle escort che sono pagata da un terzo ovvero è disposto a correre il rischio di poter essere ricattato.
Il che non è pericoloso solo per lui.
E’ pericoloso per il Paese.
Ma su questo il sottosegretario Letta riferirà al Comitato Parlamentare di controllo sui servizi segreti.

P.s.
Il titolo è farina dell’unico costituzionalista che conosce le canzoni di Gaber a memoria e le sa cantare alla perfezione.

Il valore aggiunto di Noemi e delle sue colleghe

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
18/06/2009

PallaDiVetroBerluschini – ovvero il Berlusconi di Ghedini – ha avuto modo di dichiarare sulle gite romane registrate dalla prudentissima Patrizia D’Addario: “ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, che vere non sono, il premier sarebbe l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente perseguibile”.
Al di là della prosa, l’espressione Utilizzatore Finale è tipica dell’imposta sul valore aggiunto.
Il che significa che queste signorine hanno emesso regolare fattura.
Il dubbio riguarda l’aliquota: 10%, trattandosi di lavori di ristrutturazione e risanamento conservativo, o 4%, considerando la natura alimentare della prestazione erogata?

Cene fra uomini

18 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
14/06/2009

TopolinoCameriereLe cene fra uomini possono essere divertenti o noiose, esattamente come qualsiasi altra cena.
Sicuramente, però, sono sfigate e per niente facili da organizzare.
A partire dal menu, che, a diciassette anni, comprende la carbonara, le penne braccio di ferro o gli spaghetti aglio_oglio_beberoncino mentre, a quaranta, dipende dal catering.
In ogni caso, le cene fra uomini prevedono come argomento principale sul tavolo i misteri custoditi fra le gambe delle donne: a diciassette, con un tono molto Robinson Crusoe_Venerdì che, a quaranta, diventa le giocose perversioni di De Sade narrate con la precisione di Musil.
Sono sopportabili, a diciassette come a quaranta anni, solo grazie ad ingenti quantità di demoni alcolici che consentono di trovare uno spirito cameratesco anche con lo zio ultrottantenne convocato in quanto decano nell’arte del club more ferarum e maestro riconosciuto del cunnilinguo astratto da prostata infelice.
A diciassette anni, le cene da uomini iniziavano con discorsi più o meno impegnati, che consentivano alla fica di fare il suo ingresso linguistico quando lo spaghetto aveva scaldato le ugole dei commensali con il vino necessario a dimenticarlo.
A quaranta, la fica parte più o meno subito e scalda l’ambiente come la budveiser ceka di venti anni prima. Purtroppo, però, quando tutti sono davvero presi dalla conversazione e si è finalmente creato quello spirito ormonale comune che è lo zeitgeist di ogni evento per soli maschi, uno inizia a parlare delle previsioni sull’inflazione appena circolate a Trento nelle conversazioni private fra Boeri e Akerlof.
Ed è triste ma la conversazione, a quel punto, si scalda davvero.
Esattamente come venti anni prima, quando, al momento delle grappe, qualcuno chiedeva: Ma la fica è meglio del culo?

Il pisellotto dell’ospite ignoto (El Pais)

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
05/06/2009

BassoImperoE’ una delle immagini pubblicate da El Pais e come tale oramai di pubblico dominio, secondo la giurisprudenza inglese sul caso Mosley: non si possono fermare le onde.
In ogni caso, non si vede molto.
Pare un tipo che si avvicina a una tipa.
Il dubbio riguarda il basso ventre:
E’ nudo?
Se si, l’oggetto che spunta dal pube è in posizione eretta?
Se l’oggetto è in posizione eretta, ha delle dimensioni ragionevoli o, come pare da un raffronto con la mano, è tale che impugnato in una normale operazione di manutenzione genitale lascerebbe a malapena spuntare il prepuzio?
Naturalmente, di tutto questo non si potrebbe parlare.
C’è il segreto di Stato su Villa Certosa e la vis pugnace dell’avvocato onorevole che presidiano sulla privacy dell’ignoto pisellotto (nonché sulle rigidamente minuscole attenzioni che questi intendeva dedicare alla signorina sul lettino).

Riduzioni

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
25/05/2009

NoemiBerlusconi propone di ridurre il numero dei parlamentari.
Le sinistre di opposizione chiedono che il Parlamento si occupi dell’affaire Letizia.
Chi riduce di più il Parlamento?
Forse, le sinistre.
L’affaire Letizia è una vicenda adatta a Chi e Novella 2000.
Trattarla in Parlamento, significa usare le aule del Senato e della Camera dei Deputati come la sede di un giornale scandalistico.
La proposta di ridurre il numero dei parlamentari, invece, è una cosa seria.
Mille parlamentari sono davvero troppi.
Il paese ha davvero bisogno del signor Taglialatela, deputato PdL, membro di tre commissioni e autore di numero 16 interrogazioni scritte fra cui la più interessante chiede: Se le procedure seguite presso l’Azienda San Giovanili di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno siano conformi a quanto previsto dal Piano di rientro dal deficit sanitario della Regione Campania e qualora ciò non sia avvenuto quali iniziative ulteriori si intendano adottare?

Vincere perdendo (Pettegolezzi fiorentini)

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/05/2009

ListaRenziLa Lista Renzi è candidata a vincere le elezioni comunali di Firenze.
In questi termini, i sondaggi pubblicati oggi.
Il numero 26 della Lista Renzi è un certo Marco Michelassi.
Nato a Firenze, il 26 marzo 1958.
La Lista Renzi corre per il centrosinistra.
Marco Michelassi corre per il centrodestra e si è sempre proclamato come un nostalgico ammiratore del ventennio.
Corre anche per la massoneria, i cui simboli usa per il merchandising elettorale.
Qualcuno si è sbagliato.
Probabilmente, né Renzi, né Michelassi, né i sondaggisti, ma i fiorentini.

La repubblica di Berlusconi

12 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/04/2009

CalamandreiBerlusconi ha parlato ad Onna della resistenza.
Ha accettato la retorica resistenziale del fazzolettone tricolore.
Chiarendo che meritano pietà anche coloro che in buona fede sono caduti dalla parte sbagliata di una guerra civile.
Scalfari ha applaudito nella omelia settimanale che pubblica ogni domenica in forma di fondo.
Il Giornale ha applaudito Scalfari nel fondo del lunedì.
Siamo tutti più vicini adesso.
Tutti più lontani dalle cesure del 1944 – 46 e della Prima Legislatura Repubblicana.
Così, Franceschini, che seguendo la pista Scalfari sta studiando l’ipotesi partito unico: il PCI_PDS_DS come corrente del PdL.
Cazzate.
Il vero punto è che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha annunciato il ritiro di un disegno di legge di iniziativa parlamentare (Barani ed altri).
Violando le prerogative costituzionali del Parlamento.
Sacrificando il diritto di ogni parlamentare di presentare un disegno di legge (71, Cost.) e il divieto di mandato imperativo (67, Cost.), sottolineati da Bocchino e Cicchitto in una nota congiunta poche ora prima della esternazione berlusconiana.
Se questo non è fascismo, ci si avvicina parecchio.
E se i parlamentari del PdL avessero un rigurgito di dignità, dovrebbero prepararsi ad un Aventino.

Un mercato democratico

8 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
21/04/2009

NapolitanoLa settimana scorsa è stata resa nota una lettera inviata dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio e ai Presidenti dei due rami del Parlamento.
In questa lettera, il Presidente della Repubblica si lamentava dell’abitudine del Governo di utilizzare la conversione dei decreti legge per ottenere la approvazione di testi normativi estranei al contenuto originale del decreto legge.
In pratica, il Governo, attraverso i parlamentari della maggioranza, utilizza le corsie accellerate della conversione dei decreti legge per ottenere la approvazione di disposizioni che non vuole né inserire nel testo originale del decreto legge, per evitare il sindacato del Capo dello Stato, né assoggettare alla procedura normale di esame delle Camere, che viene considerata eccessivamente lunga.
Il vantaggio di questa procedura, inoltre, sta nella inevitabile restrizione del potere del Capo dello Stato di rinvio delle deliberazioni legislative, tradizionalmente molto prudente nel caso di leggi di conversione di decreti legge, a causa delle rigidità imposte dall’art. 77, Cost., che prevede la decadenza ex tunc del decreto legge in caso di mancata conversione entro sessanta giorni.
Sul piano del diritto costituzionale, si potrebbe parlare molto a lungo delle possibili modifiche ai regolamenti parlamentari (alcune proposte da Chimenti sono estremamente interessanti) e delle limitazioni al potere di rinvio di cui il Capo dello Stato dovrebbe essere egualmente titolare, senza subire alcuna compressione anche nel caso di leggi di conversione o convalida.
Ma non interessa questo.
Interessa fermare l’attenzione sull’ultimo comma dell’art. 7, d.l. 10 febbraio 2009, n. 5, come convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
Prima di tutto, la conversione è caduta nell’ultimo giorno di vigenza del decreto legge: il Capo dello Stato aveva le mani istituzionalmente molto legate nella promulgazione.
Secondo, l’articolo è intitolato "Controlli fiscali", ma non parla solo di controlli fiscali. Anzi, parla di molte altre cose.
Terzo, l’art. 7 del decreto legge contava 234 parole, dopo la conversione_trasfigurazione_maquillage ne conta 1895. Esso, perciò, dà perfetta consistenza alle critiche del Capo dello Stato.
Quarto, l’ultimo comma modifica l’art. 2357, c.c., in punto di limiti al possesso di azioni proprie da parte di società che fanno ricorso al mercato. Le azioni proprie sono le azioni che una società può acquistare anche se compongono il proprio capitale sociale. In questo modo, la società diventa proprietaria di se stessa. O meglio gli azionisti di controllo diventano un po’ più azionisti di controllo in danno degli azionisti di minoranza, che vedono il proprio diritto ai dividendi decurtato di quanto necessario all’acquisto delle azioni proprie. Normalmente, le azioni proprie servono come antidoto a scalate ostili: fanno parte del patrimonio sociale e in caso di una scalata si può immaginare che siano vendute solo se il gruppo di controllo della Società vede di buon occhio il potenziale acquirente.
Con questa modifica dell’art. 2357, c.c., il limite al possesso delle azioni proprie nelle società quotate passa dal 10%, che non è poco, al 20%, che è moltissimo, soprattutto in tempi di corsi borsistici ai minimi storici e di bilanci non altrettanto penalizzati dalla congiuntura.
In altre parole, il Governo, in una disposizione intitolata ai controlli fiscali, ha introdotto una formidabile norma a difesa di coloro che attualmente hanno il controllo di una società quotata.
Con un inevitabile danno alla democraticità del mercato, che invece vorrebbe tutte le società che decidono di aprirsi agli investimenti egualmente contendibili da parte di chiunque ne voglia assumere il controllo.
Anche se questo qualcuno si chiama Murdoch e la società si chiama Mediaset.
Ma queste sono chiacchere da professori di diritto costituzionale.

Tassare i ricchi per dare ai terremotati

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
17/04/2009

berlusindoneL’on. Berlusconi non ha ancora preso una decisione circa l’opportunità di introdurre una tassazione straordinaria sui redditi superiori a 120EuroMigliaia.
Come se in un sistema parlamentare, una decisione del genere spettasse al premier, in barba all’art. 72, quarto comma, Cost. e alle riserve di assemblea.
Però, forse, l’aspetto interessante di questo dibattito non riguarda la forma di governo, il neocesarismo berlusconiano, riguarda il valore della solidarietà all’interno di una cittadinanza unitaria.
Discorso difficile.
Parole difficili.
Far pesare la solidarietà solo sui più ricchi significa attenuare i doveri di solidarietà per i più poveri.
Può essere giusto in una chiave di giustizia sociale non estranea al combinarsi dei valori di cui agli artt. 2, 3 e 53, Cost.
Meno giusto se si osserva che il peso fiscale di un ceto equivale al suo peso politico.
I parlamenti sono nati nel momento in cui i grandi pagatori hanno chiesto di controllare come i denari rivenienti dalle loro tasse venivano spesi dal sovrano.
Non è un caso che questa proposta provenga da ambienti vicini al miliardario governante e che lo stesso miliardario governante stia ben attento a non appoggiarla troppo esplicitamente.
Fra Berlusconi e D’Alema ci sarà sempre una differenza fondamentale: il primo può dire al secondo che gli sta pagando l’auto blu, mentre il secondo non può affermare il contrario.
Una equa distribuzione della solidarietà è un necessario baluardo della democrazia.

Anche oggi, esami (Invalidi)

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
08/04/2009

laureaLe liste di esame oggi sono elettroniche.
Ci si accede tramite internet.
Ci si iscrive.
Il sistema dà un numero d’ordine.
Si viene chiamati con il numero dato dal sistema.
Con una netta perdita di potere dei bidelli, che non possono più agevolare i loro amichetti preferiti facendo scalare la lista al figlio del carissimo amico del professor ____
Ciononostante, ci sono sempre gli insoddisfatti.
Lo studente fuori sede che deve prendere il treno.
Lo studente iperattivo che ha anche un altro esame.
Personalmente, non li sopporto.
Mi sembrano ingiustizie nei confronti di chi si è iscritto prima ed ha diritto a dare l’esame prima.
Per questo al termine dell’appello, chiedo se ci sono particolari esigenze e concedo l’anticipazione del turno solo se vi è il consenso unanime dei pretermessi.
Tipa, attempata, decisamente più anziana di me.
Vestita come per una cosa importante.
Annota sulla lista (accanto al proprio nome e numero di matricola si possono scrivere dei messaggi per il docente): Causa malattie invalidanti, alle quali sono soggetta, chiedo cortesemente di essere esaminata prima possibile. Grazie.
Mi dispiace.
Ma non riesco a sopportare gli invalidi.
Se uno è sfortunato, non ne devono fare le spese gli altri.
La chiamo al suo turno.
Oltre la metà della lista.
Naturalmente, non sa nulla.
Avrà tempo per approfondire e iscriversi con maggior tempestività al prossimo appello.

P.s.
Il figlio del carissimo amico non si è presentato.
Era nella lista.
Ma non ha risposto all’appello.
La Costituzione materiale di Mortati faceva una splendida figura adagiata sulla cattedra.

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