Il problema degli anziani è che quando si rompono non si dovrebbe chiamare la misericordia ma l’Asnu, che a Firenze era la municipalizzata dei rifiuti.
Mercoledì, sei ore di lezione.
Ovviamente di cose diverse.
All’inizio della giornata, ci si chiede se sia spostato l’asse terrestre e se siamo finiti in Scozia. Sono dieci giorni che non smette di piovere.
Alla fine della giornata, quando si è salutati con un Buonasera Professore, ci si guarda alle spalle per vedere se c’è qualcuno, perché non si sa più chi siamo.
In un processo molto fiorentino, quello che un tempo era considerato uno sceriffo e che poi è quasi scomparso dalla vita politica della città è stato finalmente assolto da una serie di reati che lo collegavano alle interferenze che il gruppo Ligresti avrebbe tentato di esercitare per massimizzare il valore urbanistico di un’area attorno alla quale si è scatenata una lotta fra i Ligresti, che avrebbero voluto realizzare gli edifici da destinare a sede di Regione e Provincia, i Della Valle che avrebbero voluto ottenere la disponibilità dell’area per il nuovo stadio di Firenze, considerato come città dello sport senza pagare il prezzo, Renzi che già allora (ma anche lunedì in consiglio comunale) riteneva 1.4Mln di metri cubi un pochino troppi qualunque fosse la destinazione.
I giornali di oggi aprono con due notizie, a loro modo entrambe significative per lavorare sulle vie di soluzione della prima crisi preparlamentare della storia repubblicana.
La prima è che Monti ha convocato i tre leader dei partiti maggiormente rappresentati in Parlamento alla vigilia di un importante consiglio europeo per avere il loro giudizio sulle posizioni politiche da manifestare.
La seconda è che il Movimento 5* ha deciso all’unanimità di non concedere alcuna fiducia ad un governo che sia espressione di una forza politica, ma di poter votare un esecutivo tecnico sul fondamento di alcune scelte programmatiche condivise.
Grillo, fra una passeggiata al mare ed un caffè al bar sotto il mare, ha spiegato che chi intende cambiare casacca, nel suo schieramento, deve tornare a casa.
E’ un’affermazione forte.
Nella sostanza, il trasformismo dei franchi tiratori ha sempre fatto parte della storia repubblicana e prima ancora di quella di Palazzo Carignano.
Il trasformismo ha una solida base costituzionale nell’art. 67, per il quale ciascun parlamentare rappresenta l’intera nazione senza vincolo di mandato.
De Gregorio è un simpatico politico della Seconda repubblica.
In un certo senso, rappresenta una delle icone della Seconda repubblica, un po’ a quella maniera di seconda fila in cui la frase del socialista Teardo (il partito mi ha assolto, la magistratura non mi può condannare) è stata una dei simboli della Prima.
Lo si ricorda perché eletto nelle liste dell’Italia dei Valori di Di Pietro, dapprima accettò la carica di presidente della commissione difesa del Senato con i voti del centrodestra e, successivamente, contribuì al voto di sfiducia del Governo Prodi.
Era la quindicesima legislatura repubblicana.
Altrove (su jusbox.net) si è scritto sin troppo sulla prima crisi preparlamentare di governo della storia repubblicana.
Qui, si vuole sviluppare, sul piano politico e non istituzionale, uno degli aspetti del problema e più precisamente quello che riguarda l’elezione del Presidente del Senato.
Questo adempimento dovrà essere assolto il 15 marzo 2013.
Potrebbe essere un personaggio dei fumetti: Bersanillo, il politico vestito lebole che dispensa massime di saggezza contadina e perde tutte le elezioni.
Sarebbe bello se lo disegnasse Jacovitti, con i salami che escono dalle tasche.
L’esito delle urne è davvero notevole.
Molto si può discutere, ma alcune sconfitte sono evidenti: quella di Bersani e della sua alleanza con Vendola, prima di tutto.
Nello stesso tempo, è evidente che un corpo elettorale distratto (solo il 52% ha seguito con interesse la campagna elettorale) e sempre meno coinvolto nella politica (i votanti sono stati il 75% degli aventi diritto, molti per una democrazia occidentale, pochi per il nostro paese che è una democrazia occidentale sui generis) ha premiato il movimento di Grillo.
Berlusconi spedisce a tutti gli italiani (non a me, ma non mi offendo) una busta con scritto rimborso imu 2012.
E non si accorge che ci sta trattando da cretini, perché gli ultimi signori che inviavano delle buste con scritto Bollettino contributi e tasse sono stati condannati per truffa un po’ di anni fa.
