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I pensieri politicamente scorretti di una Bambina Impertinente (Denti)

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
23/10/2009

 BimbaImpertinenteLavarsi i denti è una dura incombenza quotidiana.
Mattina, pomeriggio e sera.
Una vera scocciatura.
Bimba Impertinente lo fa abbastanza volentieri.
Ma non quando ha sonno.
Lì si deve insistere.
Una sera:
–> Babbo, perché noi ci laviamo i denti ed il nonno se li leva?

I pensieri politicamente scorretti di una Bambina Impertinente (Padrino)

4 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/10/2009

BimbaImpertinenteLe feste di compleanno dei bambini sono l’equivalente di un clistere radioattivo.
Sia per i bambini, che spesso sono sballottati a party di amichetti che non sono amichetti per nulla, sia per i genitori che sono costretti a fingere di accorgersi di quanto il tale bimbetto è cresciuto o come si chiama tizio o di chi è madre caia.
In questo caso, Bimba Impertinente è stata trascinata ad una festa di un bambino della cui esistenza non aveva mai avuto modo di accorgersi.
Chiede chi sia.
Le viene dato un nome.
Lo stesso del suo padrino.
Le viene risposto che non è ___ grande, il suo padrino, ma ___ piccolo, il suo amico.
Chiede che cosa vuole dire Padrino.
Le viene risposto che il padrino è una persona che promette di stare sempre vicino ad un bambino, di esserci quando il bambino ha bisogno di lui.
Replica:
–> Allora, ___ se ne è dimenticato …. Babbo, le cose si possono anche dimenticare, no? 

 

I pensieri politicamente scorretti di una bambina impertinente (Lui è povero)

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
31/07/2009

BimbaImpertinenteMattina: colazione con rassegna stampa.
Si parla di Obama e del suo piano per la sanità.
Bimba Impertinente ascolta distratta:
–> Babbo cosa vuol dire?
–> Vuol dire che in questo paese lontano si vuole fare in modo che siano curati anche i poveri
–> Non ho capito
–> Vedi, se un povero perde una gamba, ha bisogno di una gamba di legno, ma non la può comprare, sicché rimane senza una gamba. Invece, il Presidente degli Stati Uniti vorrebbe che anche lui potesse avere una gamba nuova
Silenzio.
Qualche giorno dopo: semaforo con slavo senza una gamba:
–> Babbo, lui è povero?
–> Perché non ha la gamba?
–> No, perché non ha la protesi.

Un ponte sul Bosforo (La Turchia al G8)

11 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/07/2009

PonteDiGalataIl ponte di Galata unisce le due rive del Bosforo.
L’Asia all’Europa.
Il ponte di Galata fu progettato da Leonardo Da Vinci, anche se fu realizzato molti anni dopo con un progetto diverso.
Leonardo mise la sua testa come garanzia della perfetta esecuzione del progetto.
Decise di offrire la sua testa per unire l’Asia all’Europa.
Il ponte di Galata sono i pescatori che lo affollano.
Con strani treppiedi su cui collocano le canne.
Pescatori, come i primi discepoli.
Per credere nell’impossibile ed avere la forza di tuffarsi dalle sue cime abissali, è necessaria la pazienza di un pescatore.
Il ponte di Galata è anche i bar, molto europei, molto smart, molto cool, molto tutto, con la loro birra e i loro narghilé, che stanno sotto i piedi dei pescatori e che non furono progettati da Leonardo.
La Turchia è tutto questo.
Campagne ferme all’età dei barrocci e manager che si atteggiano come banchieri della City.
Soprattutto, però, la Turchia è un ponte.
Un ponte che si può aprire con il suo ingresso nella Comunità Europea.
Un ponte che non è solo un gasdotto.
Ma ci spaventa.
Abbiamo paura.
Dimenticando che le guerre slave sono spesso iniziate con la distruzione di un ponte.
Forse è arrivato il momento in cui l’Europa deve avere il coraggio di rischiare la propria identità per incontrare l’Asia.
Esattamente come Leonardo.

Il Morgante di San Frediano

5 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
26/06/2009

FranciscoLezcanoIl Morgante di San Frediano ha un tavolino all’aperto vicino all’Arno.
Fra quattro tavoli, che ciottolano su zeppe di cartone.
In una trattoria di trippa fredda con le cipolle e tortellini al ragu.
E’ sposato.
Urla di essere sposato.
Anche un nano si può sposare.
Lo urla.
Una dolorosa allegria.
Baciata dall’occhio di vetro di lei.
Dal vino di mezzina.
Da un ridere sconnesso di sillabe senza parole.
Il suo Cosimo I è al tavolo di fronte.
Lo corteggia per corteggiare.
Irriverente e ruffiano.
Ruffiano e irriverente.
Anche un nano si può sposare.
Ma non può avere una bocca che piace alle donne.
Una bocca a cipolla, ride e guaisce come un cucciolo anziano.
Un cucciolo con le scarpe della Chicco a 50 anni.
Va a giocare alle macchinette il Morgante di San Frediano.
Urla: Amore e si allontana.
Il suo amore dice che un nano può anche divorziare e lo spedisce indietro a salutare le signore.
Le bacia.
Solo alcune.
–> Non sono mica un francobollo da leccare. Sono il Morgante di San Frediano
Sgangherati denti di vino guasto e limoni.

Berluschini (Il Berlusconi di Ghedini)

3 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
12/06/2009

Cosimo_IBronzinoEsistono vari Berlusconi.
La personalità di Berlusconi emerge trasfigurandosi nei suoi diversi collaboratori, ognuno dei quali riflette uno degli aspetti del Cavaliere.
Come camerieri che dopo anni di quotidianità prendono i vezzi del padrone che più si adattano al loro carattere.
Berluscondi è il Berlusconi di Bondi: curiale e ipocrita.
Berluschetta, il Berlusconi di Letta: diplomatico e attento.
Berluschini, il Berlusconi di Ghidini: inutilmente e ostentamente bauscia.
Ieri, da Santoro, con Travaglio, in versione particolarmente orticante, Berluschini si è difeso sull’uso dei voli di Stato.
L’argomento è banale: siccome il miliardario ridens investe notevoli denari per la sua carica, ospitando alte cariche di Stato e altri soggetti pubblici, nei suoi possedimenti privati, allora ha diritto di usare a scopo privato beni pubblici.
E’ un argomento caro a Cosimo I Medici: la ragione che gli consentì di trasformare Palazzo della Signoria nella propria residenza personale.
E’ anche intimamente antidemocratico.
In una democrazia il potere deve appartenere al popolo e al popolo devono appartenere anche gli strumenti usati per l’esercizio del potere.
La confusione fra patrimonio personale e patrimonio pubblico è intimamente autoritaria e, di solito, non avvantaggia affatto la cosa pubblica.
Peraltro un bauscia che mira a diventare Cosimo I Medici fa rabbrividire.
Anche se la stampa di Cosimo I non era particolarmente migliore di quella di Berlusconi.

Shhhh, multa

7 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
27/05/2009

trenoLe multe sono una scocciatura terribile.
Le multe si negoziano.
Primo: riconoscere la propria responsabilità –> Lei ha assolutamente ragione: ho sorpassato in una curva
Secondo: mostrare rispetto per la funzione svolta dall’agente accertatore –> Il suo è un mestiere davvero terribile, da quanto è al lavoro? Quando finisce?
Terzo: dare l’idea di considerare l’agente accertatore una persona –> Lei ha un meraviglioso accento lametino, ma sa che il mio migliore amico è di San Biase?
Terzo: chiedere un trattamento mite ma giusto e non semplicemente pietà –> Spetta a lei dire quale è la sanzione da applicare: non mi permetterei mai di contestarla, le ho già detto che ha ragione …
Il tutto, con tono professionale e senza rispondere alla domanda: Qual’è la sua professione? con un Ma saranno affari miei.
In questo modo, un sorpasso pericoloso può diventare guida al centro della carreggiata.
Ingiustamente.
Se mi fermi, hai visto una violazione e mi devi sanzionare per quella.
Soprattutto se sono un paraculo.

Chi li ha sciolti? (Il genio fiorentino II)

9 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
07/05/2009

DanteIl barista del Chiosco degli sportivi è apparentemente idiota.
Forse, lo è davvero.
Velocissimo.
Gentilissimo.
Una parola cortese per tutti.
Gli occhi glauchi del citrullo e l’aria del natale passato a spaccare legna anche per ferragosto.
Forse, però, non lo è.
Vecchietta non anziana.
Vecchietta nata anziana ma tuttora giovane all’anagrafe.
Vecchietta da barboncini senza barboncini, al termine della bavarese:
–> Mi fai il cappuccino?
Desto e cortese:
–> Eccolo, tiepido, senza schiuma … b e l l a
Il b e l l a non c’entrava nulla.
–> Grazie
–> Di nulla: sono abituato a vedere macerie.
Non è cretino.
E’ un genio.

Ai margini di un coccodrillo calabrese

1 Comment/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
20/03/2009

koudelkaAula di tribunale.
Giustizia amministrativa.
Che non è sudata come quella penale o consumata come la civile.
Ha ancora qualche rigurgito di colonia e gli abiti sono di buon taglio.
Gli scranni sono lontani.
In alto.
Come deve essere la giustizia.
Ricordo di Robespierre e Michelangelo.
Il Presidente è algido malgrado la faccia da pizzicagnolo.
Bella la cancelliera.
Una faccia di birichina.
Una faccia che ha saputo invecchiare mantenendo lo stupore della infanzia.
Lo sguardo sa scintillare di insonnia e gioco.
Il Presidente inizia a parlare.
Liturgia di toghe che si fermano stupite.
Fa il coccodrillo alla cancelliera che va in pensione.
Non senza una gravità che vorrebbe essere ironica ma è calabrese.
Bello vedere l’aula che si ferma.
Compunta e allegramente commossa.
Lei che fa finta di scrivere e di scorrere il ruolo.
Come ha sempre fatto per tanti anni.
Per più anni di quanti ne possano ricordare quasi tutti i presenti.
Che ha cresciuto, dando il segno di quando era il caso di non continuare una discussione.
O incoraggiando una replica che rischiava di fermarsi nella timida reverenza per un anziano collega aggressivo.
Continua a scrivere.
Finché il coccodrillo finisce.
Prende la parola.
Come chi deve parlare e parla: Non pensavo di meritare tutto questo, dice.
Senza piangere.
Ma in fior di pelle.
In mezzo alla danza delle toghe, che riprende il suo chiacchericcio di cicale in camicia inglese e cravatta napoletana, appare il cellulare del centralinista cieco.
Il cellulare con cui il centralinista cieco ha registrato tutto.
Cineoperatore meraviglioso come le zingare fotografe di Hrabal.
Urla.
Con un vocione di cieco.
Un vocione che non sa le dimensioni della stanza in cui parla.
Che non conosce le distanze dalle persone a cui parla.
Dalla persona per cui parla: Grazie. Mi hai aiutato sempre. Io non vedevo e tu vedevi per me. Sei stata il mio faro.
Le toghe fermano le ali, per un istante allentano i sorrisi, che riprendono subito in quello spettegolare lieve dietro al quale nascondono un ricordo dell’anima.

P.s.
L’immagine è di Koudelka e riprende il sorriso bambino della cancelliera.

Chi li ha sciolti? (Il brigadiere Manetta)

6 Comments/ in Senza categoria / by Gian Luca Conti
19/01/2009

CarabinieriIl brigadiere Manetta vive dietro a una scrivania in una caserma di mezzo centro.
Dimostra il suo coraggio con i ritagli di giornale che appiccica sul muro: Il brigadiere Manetta ha arrestato due rom; Terrore a ___: una banda di ragazzini taglieggia i compagni; I carabinieri di ___ hanno interrotto lo spaccio nei giardinetti, etc.
Sulla scrivania ospita il busto di un primo ministro e segretario di Stato con la mascella prominente: la mascella più prominente che abbia mai arringato gli itagliani.
Il brigadiere Manetta trascorre gli ultimi anni del suo ufficio a evitare problemi e pericoli.
Così, se una sera, nemmeno troppo tardi, due solerti cittadini bussano al suo citofono segnalando che ci sono due signori che stanno cercando di aprire le macchine a pochi metri dalla caserma del brigadiere Manetta, questi prende tempo e invita i cittadini a chiamare il 112.
Se i due insistono, il brigadiere Manetta inciampa nei ritagli di italiano che la frequentazione della scuola sottufficiali ha tentato di conculcargli vent’anni prima, gridando che non ha la macchina e perciò non si può spostare. Chiamerà lui il 112. Però i cittadini nel frattempo dovrebbero raggiungere i malfattori e trattenerli sino all’arrivo della pattuglia, che non tarderà…

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