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Compleanni putrefatti

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
13/10/2019
Compleanni putrefatti

Niente è più lussurioso e devoto di una natura morta.

Il dialogo putrefatto è un monologo
Assenza decomposta in memoria
Ricordi marciti per il dolore di dimenticare
Rimpianti abbandonati come ombrelli
La morte, un giorno di calendario
Un anniversario decomposto
Incapace di arrestare l’erosione della dimenticanza
Fino a quando cade l’ultimo eco di memoria.

Ogni uomo è un cimitero destinato a svanire nel multiverso della memoria.

Il giardino del pittore

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
25/08/2019

Il pittore aveva imparato a dipingere remando contro corrente. Nella Parigi di Maupassant, con la lentezza inesorabile del genio, aveva vinto i maestri che lo avevano preceduto. Dipingendo l’anima delle cose. Quello che resta del giorno quando ci si abbandona a Morfeo.

Il giardino del pittore, forse, è il suo quadro più bello e stupefacente. Il pittore ha dipinto molte volte quel giardino e questo lo sanno tutti. Perfino i visitatori. Ma prima di dipingere quel paesaggio, il pittore lo ha inventato. Ha trasformato un pezzo di loro edificabile vicino alla Senna delle passeggiate in canotto nel passaggio della sua anima.

Questa volta non ha chiuso gli occhi per cercare le impressioni che la luce aveva appoggiato dietro l’ombra delle palpebre. Ha trasformato quelli che vedeva con gli occhi chiusi dando forma a quelle are di terra. Ci vuole amore per farlo. Si deve essere innamorati della luce. Un amore profondo e ricambiato. Indimenticabile. Di quelli che si scoprono quando si pensa di conoscere tutto e che non si possono più abbandonare.

Le ninfee del pittore sono il suo vero autoritratto e Michel Bussi è uno scrittore da autogrill.

Programmazione (La crisi di Ferragosto non convince i capigruppo)

0 Comments/ in profstanco / by Gian Luca Conti
14/08/2019

La crisi di Ferragosto ha fatto un passo in avanti quando la Presidente del Senato ha deciso di convocare l’assemblea ai sensi dell’art. 55, quarto e terzo comma, r. S.

Sul calendario decide l’unanimità dei capigruppo o la maggioranza dell’assemblea: la regola della maggioranza può essere disapplicata solo con l’accordo di tutti e se c’è l’accordo di tutti non c’è nessuna questione politica.

Sulla base di queste regole, la Presidente del Senato ha proposto le modifiche al calendario necessarie per inserire nella programmazione dei lavori la discussione della fiducia al governo. La Capigruppo non ha raggiunto l’unanimità. La Presidente ha convocato l’assemblea. Un senatore per gruppo ha potuto presentare le proprie proposte di modifica al calendario proposto dalla Presidente. L’assemblea ha deciso a maggioranza.

Non è una maggioranza diversa da quella che il governo Conte deve mettere insieme il 20 agosto. E anche la maggioranza sul calendario è una maggioranza politica perché le scelte sull’agenda delle scelte possono essere più importanti delle scelte stesse. Ma è una politica che guarda al futuro con uno sguardo tattico e cinico. È difficile parlare di valori guardando l’orologio.

La parola che manca a questa crisi è “linee programmatiche”: Conte il 20 agosto presenterà al Senato le direttrici essenziali della sua azione di governo che riguardano la sopravvivenza aritmetica dell’esecutivo o uno scenario concreto di politica economica che proponga il rientro del debito pubblico?

Parlerà del fallimento del reddito di cittadinanza spiegando che se un cittadino apparentemente privo di reddito non chiede il sostegno del Stato, si ha che quel cittadino ha tremendamente paura dei controlli del fisco?

Racconterà che l’aumento dello spread sui titoli di Stato trasferisce ricchezza dalla fiscalità generale a coloro che si occupano di finanza?

Parlamentarizzare una crisi significa proporre ai rappresentanti della nazione le idee per il futuro della nazione e queste continuano a mancare.

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